Organizzata da Città di Torino, Regione Piemonte e Slow Food, la 15esima edizione della più importante manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti e alle politiche alimentari si è tenuta dal 26 al 30 settembre al Parco Dora di Torino. È così tornata, dopo due anni, Terra Madre Salone del Gusto proseguendo il percorso già avviato qualche anno fa verso la costruzione di una nuova relazione con la natura, dentro la natura: il cibo -che rappresenta cultura, condivisione, piacere- è l’elemento più potente che ci riconduce alla terra, al suolo, all’acqua, dunque alla natura. Un percorso che è il frutto delle riflessioni che Slow Food ha avviato e condiviso a livello italiano e internazionale con la rete di soci, produttori e artigiani, cuochi, pastori e pescatori, istituzioni, realtà della società civile e partner in quasi 40 anni di storia dell’associazione (1986 nascita di Slow Food Italia) e in 20 anni di Terra Madre (la prima edizione risale al 2004). La ricerca di nuove relazioni nel mondo naturale risuonava già nelle due edizioni precedenti del 2020 e del 2022, quest’ultima in particolare ha puntato sulla Rigenerazione, prima di tutto del linguaggio e del pensiero, ma anche delle relazioni sociali e con tutti gli esseri viventi, della biodiversità, della fertilità dei suoli.
Tra le nazioni che hanno preso parte alla manifestazione, c’è stata anche l’Albania con una delegazione fatta di chef, produttori e organizzazioni, come COSV Albania che grazie al supporto di AICS Tirana, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha partecipato con il progetto Laghi d’Albania. Un progetto nato per promuovere un modello di turismo sostenibile che prevede il coinvolgimento delle comunità rurali e dei produttori locali delle aree dei due grandi laghi albanesi, quello di Scutari e quello di Ohrid/Pogradec. Durante i 5 giorni di Terra Madre Salone del Gusto, COSV Albania ha, in particolare, presentato al pubblico oltre 30 prodotti tradizionali della zona di Pogradec per promuovere, conservare e distribuire con orgoglio i valori dei frutti di questo territorio albanese ancora off the radar che ha bisogno, e merita, di essere conosciuto. Tra i prodotti di punta, birre artigianali dell’azienda Birra e Gjyshit, i vini della cantina CACO, salumi, marmellate, erbe officinali, tisane biologiche, pasta fresca, come trahana, petka, drome, formaggi locali, la raki prodotta con la varietà di uva Perla che cresce solo a Pogradec e il pesce endemico Koran essiccato.
In opposizione a un mercato che tende alla standardizzazione dei prodotti, il prodotto tipico locale intercetta le esigenze culturali del consumatore, introducendo riferimenti a valori comunitari e di vicinanza alla natura. La possibilità di trasferire il prodotto locale in un mercato globale come quello di Terra Madre Salone del Gusto a Torino, richiede un rafforzamento della dimensione “mitologica” del prodotto e, soprattutto, del suo carattere di “prodotto culturale” caratteristiche che non mancano al territorio di Pogradec. Questa città nascosta nel sudest dell’Albania, infatti, è collocata in un territorio geografico peculiare, affacciata sulle sponde del lago di Ohrid/Pogradec, il più antico del vecchio continente, ed è custode di tradizioni, anche e soprattutto gastronomiche, uniche. Uno dei piatti più caratteristici è il pesce Koran, che vive solo in questo lago, in casseruola con verdure e frutta secca. Da provare anche il pane di ceci e le petullat e fshira con farina, burro, formaggio bianco, latte, aglio e noci, gli sciroppi Pekmez, dolce, e Nardez, amaro, estratti dalla frutta e realizzati con metodi artigianali e, infine, il lakror, una torta salata a due strati con condimento di erbe selvatiche e formaggio di pecora.
In questi 5 giorni di Terra Madre Salone del Gusto, i partecipanti hanno potuto immergersi nella cultura gastronomica albanese dove ogni aroma e ogni sapore racconta una storia unica: da quella dei pescatori che rientrano a terra con il pescato del giorno a quella dei contadini che raccolgono con cura le verdure dall’orto fino alle ricette tramandate di generazione in generazione, ogni storia è stata un’invocazione a esplorare, assaporare e vivere l’esperienza di un viaggio attraverso i sapori e le tradizioni locali della zona di Pogradec. I visitatori della Fiera Slow Food hanno, inoltre, potuto degustare alcuni piatti albanesi preparati dagli chef dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi, scoprire i due Presìdi Slow Food albanesi (il formaggio mishavine e il gliko di Permet) e altri prodotti che sono già a bordo dell’Arca del Gusto Slow Food, che si impegna a salvare i sapori a rischio di estinzione. Un’occasione per ricordarsi che il cibo non è solo nutrimento, ma anche cultura, convivialità e piacere.