C’è un momento, al tramonto, in cui le colline del Valdobbiadene Superiore Docg sembrano tingersi delle stesse tonalità rosate che pennellano lagune, canneti e valli salmastre del Delta del Po, circa 150 chilometri più a sud. Pura suggestione, potrebbe pensare qualcuno… Una cosa è certa: in passato queste terre, distese tra le Alpi e l’Adriatico, facevano tutte parte della Repubblica di Venezia che, più che una Città- Stato, era una sorta di sistema circolatorio: le acque della Laguna, affollate di barche, trasportavano pesci, merci, idee e destini nell’interno – mentre i fiumi – Brenta, Sile e Piave – portavano verso il mare vino, legname e grano prodotti sulla terraferma.

IL FIL ROUGE CHE LEGA COLLI E VALLI DA PESCA
Oltre due secoli dopo la caduta della Serenissima, a un occhio attento resta ben visibile il fil rouge che lega il territorio collinare della provincia di Treviso, punteggiato di vigneti che si arrampicano su pendenze che neppure la più avanzata meccanizzazione riesce a sfidare – non a caso, si parla di viticoltura eroica – e le valli da pesca del Delta, dove numerose famiglie di pescatori – spesso eredi di tradizioni che risalgono, appunto, ai tempi della Serenissima – coltivano cozze, ostriche e vongole veraci (anche se la produzione di queste ultime, purtroppo, è messa a dura prova dall’invasione del granchio blu).

Oggi quel circuito si è accorciato – le strade hanno sostituito i fiumi – ma la logica resta intatta e, come ai tempi dello splendore di Venezia, il territorio si riconosce ancora come un unico sistema: i ristoratori di Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po servono gustosi piatti di pesce, crostacei e molluschi appena pescati, accompagnati da Valdobbiadene Superiore Docg, mentre agriturismi e ristoranti delle colline trevigiane propongono gustosi “cicchetti” a base di pescagione del Delta.
NEL CUORE PULSANTE DEL VALDOBBIADENE DOCG
Un esempio per tutti: la sinergia tra l’azienda vinicola Andreola – con sede a Col San Martino, nel Comune di Farra di Soligo – e l’Osteria Arcadia di Santa Giulia di Porto Tolle che propone anche gite in barca nel Delta in compagnia di un pescatore. Due realtà assolutamente imperdibili per chi ama il vino di qualità e la buona tavola.
Ma andiamo con ordine. Vi consigliamo di iniziare il percorso tra colli e mare con una visita della cantina Andreola, seguita da una tappa nell’Experience Room – dove scoprire i segreti del Valdobbiadene Docg grazie a un grande plastico in legno che riproduce fedelmente il territorio e le caratteristiche dei suoli dove crescono i vigneti da cui si ricava questo vino – e una degustazione nell’apposita sala o nel Wine Garden. Durante l’assaggio delle varie etichette, potrete anche saperne di più sulla storia di quest’Azienda. Impresa vinicola che oggi è quella che è soprattutto grazie a Nazzareno Pola, padre di Stefano Pola, attuale proprietario, che nel 1984 decise di fondare la cantina “Andreola Orsola” per produrre vini con una propria etichetta a partire dai terreni della madre (da qui, appunto, il nome dell’Azienda) sui quali lavorava producendo grappoli che, fino a quel momento, aveva venduto in toto a cantine esterne.

LA VITICOLTURA EROICA
Stiamo, dunque, parlando di una Cantina che da più di 40 anni eccelle nella coltivazione della vite nelle zone più impervie del territorio di Conegliano Valdobbiadene facendo della già citata viticoltura eroica il suo segno distintivo. Le vigne crescono, infatti, su pendenze che raggiungono anche il 70 per cento e non sono raggiungibili da mezzi meccanici: durante la vendemmia le uve, raccolte a mano grappolo dopo grappolo, vengono portate – con l’ausilio di secchi trasportati da particolarissime carrucole – in cima al vigneto: qui vengono sistemate in trattori che li trasportano il più rapidamente possibile in cantina dove inizia subito la pressatura.
Una difficoltà per molti, un valore aggiunto per l’azienda Andreola che vede nella viticoltura eroica un’opportunità per valorizzare le proprie etichette e ci tiene al fatto che non vengano confuse con gli spumanti prodotti in pianura: perciò la scelta coraggiosa di togliere la dicitura “Prosecco” dalle bottiglie. Inoltre, ha reso la coltivazione della vite sulle colline scoscese protagonista del proprio marchio – in tutte le etichette dei vini firmati Andreola c’è, infatti, la dicitura “Eroico in Valdobbiadene” – è già nel 2010 la Cantina è diventata, tra i produttori di Valdobbiadene Docg, la prima iscritta al Cervim (Centro di ricerche, studi e valorizzazione per la viticoltura montana).
DOVE NASCE L’UVA GLERA
Oggi, sotto la guida di Stefano, l’Azienda continua a brillare nella creazione di vini che riflettono tutta l’autenticità e la ricchezza del Valdobbiadene Docg. Quest’ultimo è prodotto prevalentemente con uva Glera, un vitigno che trova in queste colline il suo ambiente ideale, grazie ai suoli bagnati dall’acqua, ma senza presenza di ristagno, e a un clima temperato, costantemente ventilato e con una corretta esposizione solare, che ne favorisce la coltivazione. Ma non solo: qui, terreni profondi, costituiti da roccia, sabbia e molta argilla – insieme alle diverse combinazioni di pendenza ed esposizione – fanno sì che ciascuna microzona presenti caratteristiche peculiari. Tratti distintivi grazie ai quali vengono identificate le tipologie “Rive” e “Cartizze”, entrambe massima espressione qualitativa della Docg.
“Rive”, dal termine dialettale che indica i pendii scoscesi coltivati a vite, indica una specifica sottozona della denominazione – in totale ce ne sono 43, ciascuna caratterizzata da un microclima e da una composizione del suolo unici – ed è usato per indicare i cru del Valdobbiadene Superiore. Alle Rive si aggiunge poi la tipologia “Cartizze” – il meglio del meglio della Docg, ovvero un cru ancora più esclusivo – che indica una zona di soli 107 ettari di vigneto, compresa tra le colline più scoscese di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, nel Comune di Valdobbiadene.

LA “RIVE LINE” DI ANDREOLA
Andreola non poteva che trarre il meglio da questa caratterizzazione delle sottozone e oggi, grazie alla produzione di ben sette etichette, la cantina vanta il maggior numero di Rive in catalogo nell’ambito del Valdobbiadene Docg. Le etichette della “Rive Line” di Andreola sono: “26° I°” Rive di Col San Martino, “Aldaina al Mas” Rive di Guia, “Marna del Bacio” Rive di San Pietro di Barbozza, “Col del Forno” Rive di Refrontolo, “Mas de Fer” Rive di Soligo, “Vigna Ochera” Rive di Rolle, “Nazzareno Pola Etichetta del Fondatore Dirupo” Rive di Santo Stefano.
Come sottolinea Mirco Balliana, enologo dell’Azienda, «dal mio ingresso in azienda nel 2011 ho assistito a diverse situazioni. Tuttavia, una costante è rimasta: non abbiamo mai accettato compromessi riguardo alla qualità del nostro prodotto finale. Stefano Pola ha fatto investimenti significativi e ha manifestato una forte fiducia nelle Rive del Valdobbiadene Docg in un periodo in cui molti stavano abbandonando queste zone per acquisire vaste proprietà nelle pianure della zona di produzione Doc».
L’ETICHETTA DEL FONDATORE
Una precisazione riguardo alla referenza chiamata “Etichetta del Fondatore”. Come si intuisce dal nome, è un tributo al padre di Stefano Pola e «rappresenta la quintessenza della nostra ricerca di eccellenza, indipendentemente dalle variabili delle annate», continua l’enologo. «Abbiamo voluto creare un prodotto che incarnasse ogni anno il meglio del nostro territorio. Il Dirupo, uno dei nostri vini più rappresentativi, è stato il punto di partenza per questa selezione esclusiva».
BOLLICINE PROTAGONISTE IN TAVOLA
Insomma, un ulteriore passo avanti verso la ricerca del massimo livello qualitativo. Risultato? Tutti i vini firmati Andreola si caratterizzano per la loro cremosità in bocca e per i loro profumi fruttati, eleganti e raffinati al naso, mantenendo al contempo una ridotta propensione all’ossidazione. Ideali da abbinare a piatti e prodotti tipici della zona – dallo spiedo misto alla soppressa, dal risotto al radicchio di Treviso Igp alla Casatella trevigiana Dop, ma anche – ed ecco che entra in scena il Delta del Po – a crostacei, molluschi e pesce: le bollicine del Valdobbiadene Docg esaltano, infatti, il sapore delicato e salino delle cozze, la sferzata salmastra e marina delle ostriche e le note erbacee delle vongole spadellate con aglio e prezzemolo e si sposano alla perfezione con pesci quali la spigola e l’orata.
DOVE IL PO SI GETTA NELL’ADRIATICO
Come abbiamo già detto, un posto dove potrete gustare eccellenti ostriche e mitili e dell’ottimo pescato, accompagnati dai vini firmati Andreola, è l’Osteria Arcadia, nei pressi di Porto Tolle. Imperdibile, prima di sedersi a tavola, un giro sulla barca dei proprietari. Direzione: la Sacca degli Scardovari, un ampio specchio d’acqua racchiuso tra le foci del Po di Gnocca e del Po delle Tolle dove vengono coltivate cozze Dop, vongole – ormai pochissime – e ostriche del Delta del Po.

Un’esperienza indimenticabile durante la quale si scoprono i segreti dell’allevamento dei molluschi, a cominciare dalla tecnica ideata per simulare l’effetto delle escursioni di marea oceaniche, minime nell’Adriatico ma fondamentali per l’accrescimento delle ostriche. In alternativa, c’è anche la possibilità di un indimenticabile aperitivo, al tramonto, in spiaggia. Sorseggiando, ça va sans dire, un calice di Valdobbiadene Docg davanti al sole calante. Quello stesso sole che, sulle colline più a nord, disegna magici giochi di luce e ombra tra le foglie del vitigno Glera.

Informazioni e prenotazioni: visit@andreola.eu; https://andreola.eu; https://www.osteria-arcadia.com