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Guillaume Besson, etnobotanico svizzero, organizza escursioni durante le quali insegna a riconoscere erbe e piante spontanee tipiche della splendida regione Dents du Midi, nel Vallese

courtesy myswitzerland.com

Genziana, tarassaco, ginepro, borragine, sambuco, crespino, tussilago, achillea, epilobio che fiorisce in estate ricoprendo i prati di un velo viola… Impossibile elencare tutte le piante e le erbe selvatiche di montagna che, per millenni, sono state utilizzate a scopo alimentare o salutistico. Un tempo, quando il cibo scarseggiava e i farmaci non esistevano, i nomi di queste piante venivano gelosamente conservati e tramandati di generazione in generazione. Oggi è sempre più difficile trovare persone che le sappiamo riconoscere ma, per fortuna, ci sono diversi etnobotanici – gli scienziati specializzati in botanica e nella relazione tra le piante e il loro utilizzo nel corso dei secoli da parte delle popolazioni di una determinata area – che si dedicano espressamente allo studio delle varietà di alpine.

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Uno dei più famosi “etnobotanici d’alta quota” è sicuramente Guillaume Besson che vive nella regione Dents du Midi, nel cuore dello Chablais vallesano, in Svizzera, ma poco distante dal confine con la Francia. Questa zona, splendida dal punto di vista naturalistico, offre panorami meravigliosi su cime alte più di 3.000 metri ed è ricchissima di sentieri dove nella bella stagione erbe selvatiche ed aromatiche crescono rigogliose. I numeri parlano chiaro: almeno i 2/3 delle specie vegetali di queste parti sono benefiche per l’uomo. Bisogna appunto saperle riconoscere e farsi guidare da un esperto come Guillaume perché ci sono anche specie che sono velenose per l’uomo. L’etnobotanico svizzero, grazie alla sua grande competenza botanica e alla sua esperienza sul campo, insegna tutti i segreti per distinguere quelle “buone” da quelle “cattive”. Inoltre, spiega anche come raccoglierle senza comprometterne la riproduzione e senza danneggiare l’ecosistema.

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Diverse le escursioni proposte da Guillame, per esempio le formule “Repas” o “Apéro”: durante facili passeggiate, che prevedono solo qualche salita e qualche discesa, si va alla ricerca di piante ed erbe selvatiche, apprendendone le virtù culinarie e farmacologiche. Poi, tornati alla base, si utilizzano per preparare ricette creative, prevalentemente vegetariane, da gustare tutti insieme accompagnate da bevande anch’esse ottenute utilizzando specie spontanee.

Un’altra passeggiata prevede invece la ricerca di piante utilizzabili per la preparazione di balsami per le labbra, creme protettive, unguenti alla resina per la pelle screpolata e ruvida e tanto altro ancora.
Ci sono anche attività pensate espressamente per far avvicinare i bambini alla botanica giocando: più precisamente devono aiutare un druido che ha perduto la memoria a ritrovarla grazie alla “pozione magica della montagna”, ricavata – neanche a dirlo – dalle erbe locali…

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I luoghi dove opera Besson si possono raggiungere senza stress dall’Italia scegliendo di viaggiare in treno fino ad Aigle. Giunti qui si sale su un convoglio della ferrovia a scartamento ridotto che conduce a Champéry, un villaggio di chalet tra i più antichi della Svizzera, situato nella Valle d’Illiez, inserita nel gigantesco comprensorio turistico delle Portes du Soleil. Si prosegue in funivia fino a Croix-de-Culet, a 927 metri sopra il paese, dove il panorama si apre sulle cime dei Dents du Midi, la catena montuosa lunga tre chilometri che dà il nome alla regione. A questo punto non resta che affidarsi alla guida sapiente di Guillaume!

Info: myswitzerland.com; https://natureenconscience.com