
Quante volte la bellezza si nasconde a un palmo dal naso? L’Italia è fatta di una storia millenaria, che si racconta attraverso i tesori d’arte e di natura custoditi dalle comunità locali, in attesa solo di essere scovati e ascoltati.
Sabato 21 e domenica 22 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il grande evento dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del paese. Alla 34ª edizione si contano 780 luoghi in 400 città, visitabili a contributo libero grazie ad apprendisti ciceroni, delegazioni locali e Gruppi FAI attivi in tutte le regioni.
Siti d’arte, storia, natura e cultura, molti dei quali solitamente inaccessibili al pubblico: dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi d’istruzione, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, fino a teatri, collezioni d’arte e piccoli musei indipendenti.

I luoghi sono stati selezionati da nord a sud tra siti insoliti, poco noti o raramente aperti. Spiccano il Palazzo Corrodi a Roma, concepito come edificio unitario destinato ad atelier d’artista che accolse pittori, scultori e intellettuali come Giulio Aristide Sartorio e lo scultore Christian Hendrik Andersen; il Palazzo Turati a Milano, nuova sede di Istituto Marangoni Moda, con un piano nobile decorato da opere dei grandi maestri dell’Ottocento lombardo. A Napoli c’è lo Stadio Maradona, secondo luogo più visitato d’Italia dopo il Colosseo, simbolo della città e punto di riferimento tanto per la comunità locale quanto per i visitatori di tutto il mondo. In Puglia, il Teatro Margherita di Bari è sospeso sull’acqua con la sua caratteristica struttura su palafitte, visibile a chiunque passeggi per il centro ma aperto solo in pochissime occasioni.

L’arte contemporanea torna protagonista in piccoli musei e collezioni nascoste, come Casa L’Orto di Carol LeWitt a Praiano e la Casa-Museo di Pietro Guida a Manduria (TA). Nell’elenco anche numerosi borghi e luoghi verdi, come Villa Nota Pisani a Isola del Liri, in provincia di Frosinone, segnata dal corso del fiume Liri e dalle tracce delle antiche attività industriali, dove storia produttiva e natura si intrecciano in modo insolito.

Tra le novità di quest’anno, una selezione di aperture dedicate agli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, per celebrare l’eredità spirituale e culturale del patrono d’Italia. Tra queste, il Santuario di San Donato con l’adiacente Giardino storico di San Francesco a Ripacandida (PZ), decorato con affreschi del Cinquecento e riconosciuto nel 2010 dall’UNESCO come “monumento messaggero di cultura di pace”; e il Bosco di San Francesco ad Assisi, Bene del FAI, luogo di silenzio ai piedi della Basilica, dove è possibile ammirare il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto. L’elenco completo, con tutte le modalità di partecipazione, è disponibile sul sito ufficiale delle Giornate FAI.

Una «festa collettiva», come la definisce la Fondazione stessa, che dal 1993 offre a migliaia di italiani la possibilità di riscoprire la ricchezza del proprio territorio. Un biglietto diretto verso secoli di storia e bellezza, nascosti dove meno ci si aspetterebbe di trovarli.