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Viaggio slow in Albania tra vigneti, antiche tradizioni e agriturismi

Alla scoperta della Zadrima, storica regione del nord Albania. Un luogo dove si uniscono tradizioni artigianali, gastronomia tipica e ottimo vino dalle origini antiche

©Ger Totraku

SAPORI AUTENTICI D’ALBANIA
Torte salate farcite con spinaci o porri a seconda della stagione, fiori di zucca ripieni di ricotta e jufka, pasta tipica del nord della Terra delle aquile condita con porcini o mirtilli della foresta. Gelato con caffè turco tostato, torta allo yogurt fatto in casa con frutti di bosco selvatici e perqep (dolce simile al crème caramel) con fichi e caramello tostato. Da annaffiare con succo di melograno o Kallmet, vitigno autoctono albanese, simbolo di questa regione. Sono solo alcuni dei piatti che si gustano ai tavoli di Mrizi i Zanave, ristorante e agriturismo situato a Fishtë, un piccolo villaggio di campagna nei pressi di Lezhë, tra Tirana e Scutari, dove si può anche pernottare all’interno di un’antica kulla (casa tradizionale del nord Albania), ristrutturata e dotata di una vetrata da cui si ammirano belle viste sui vigneti dell’azienda. Una località questa fino a qualche anno fa sconosciuta ma che, grazie al lavoro instancabile dei fratelli Altin e Anton Prenga, che hanno costruito il più rinomato agriturismo d’Albania, parte del convivium Slow Food, si è guadagnata un posto di tutto rispetto nello scenario gastronomico balcanico e non solo: piatti della tradizione locale rivisitati in chiave moderna realizzati con ingredienti a km 0 coltivati negli orti della struttura o dagli agricoltori delle campagne circostanti concretamente coinvolti nella filiera produttiva. Un vero e proprio viaggio alla scoperta dei sapori più autentici dell’Albania.

©Ger Totraku
©Ger Totraku

KALLMET, VITIGNO AUTOCTONO ALBANESE
È in questa striscia di terra tra mare e monti dal clima mite tutto l’anno che si produce uno dei migliori vini d’Albania e, in generale, dell’area balcanica, il Kallmet. Un vitigno dotato di grandissima potenzialità -e carattere- di cui in Italia si sa ancora ben poco, nonostante da secoli sia documentata la coltivazione in Albania da intere generazioni di viticoltori. Per degustare le migliori etichette della zona, si va da Kantina Kallmet, una winery a conduzione familiare situata nel villaggio Kallmet i Vogël, nel cuore della Zadrima. Dal 2006, la famiglia Gjini produce alcuni dei migliori vini della nazione balcanica: tra tutti il Kallmet Prestigj -vincitore di numerosi primi premi nelle competizioni nazionali e internazionali che recentemente ha ottenuto la medaglia d’argento alla Balkans Wine International Competition- un rosso prodotto a seguito di un’attenta selezione manuale delle uve raccolte circa due settimane dopo l’inizio della consuetudinaria vendemmia, stagionato per 24 mesi e tenuto in bottiglia per un anno prima di essere introdotto sul mercato. La Cantina produce anche un rosso dalla fragranza fruttata, un’ottimo bianco dal sapore fresco, olio d’oliva e due tipologie -normale e invecchiato- di raki, il noto distillato di frutta bevuto in tutta la penisola balcanica. Il vino, in particolare, è realizzato a seguito di un accurato procedimento: dopo una rigorosa selezione delle uve, il processo produttivo è monitorato da SEA-Studio Enologico Associato, una compagnia marchigiana guidata dal Professore Dottor Luigi Costantini. L’obiettivo? Raggiungere la massima qualità per creare le migliori etichette possibili nel mercato albanese, grazie all’alto livello delle materie prime e al costante monitoraggio durante la produzione.

©Kantina Kallmeti
©Kantina Kallmeti

ZADRIMA, TERRA DI ANTICHI MESTIERI
È la città di Lezhë l’ultima tappa di questo itinerario nella regione. Qui si trova Artistike Zadrima, una delle più prestigiose realtà artigianali d’Albania deputata al recupero dell’artigianato tessile tradizionale, alla valorizzazione del lavoro manuale e all’affermazione professionale al femminile. Il laboratorio, nato nel 1993 grazie a un’idea della sarta e designer Terezë Gega che decise di recuperare l’antica usanza del lavoro al telaio, ha ricevuto l’appoggio del missionario italiano Don Antonio Sciarra che, insieme alla Missione Cattolica in Albania, ha supportato il centro e invitato alcune donne dell’area ad unirsi al progetto. Grazie all’aiuto di Terezë molte donne delle campagne della Zadrima hanno trovato un impiego stabile e un sostentamento per se stesse, oltre che per le proprie famiglie. Un risultato importante per una delle zone a maggiore vocazione rurale d’Albania che si è tradotto in formazione professionale per tante donne e successiva integrazione nel mercato del lavoro. Il laboratorio non solo è un importante centro di produzione di articoli tessili impreziositi da patterns tipici della tradizione albanese, ma è un caposaldo nella continuità del patrimonio culturale e artigianale tipico della regione della Zadrima, terra di antichi mestieri.

©Erdiola Mustafaj
©Erdiola Mustafaj