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Le tre poetesse e altre storie

In visita a Castiglione del Lago, gioiello nascosto nel Parco del Trasimeno

Tramonto su Castiglione al Lago. Foto di Maurizio Censini.

Quanti sono gli angoli d’Italia che meriterebbero di essere più valorizzati? Diciamolo pure, troppi. Uno di questi è Castiglione del Lago, piccolo gioiello quasi sconosciuto dell’Umbria: benché si trovi vicino al capoluogo Perugia, infatti, è in una specie di “cono d’ombra” che comprende quasi tutto il Parco del Lago Trasimeno. «Un po’ è per la nostra posizione: siamo sul confine fra Umbria e Toscana, ma la Toscana è già da tempo un brand internazionale, mentre l’Umbria non lo è ancora», spiega Nicoletta Sarti, agente di viaggio espertissima del territorio. «Ora però fioriscono nuove iniziative per promuovere i comuni del Trasimeno, che quanto ad arte e a natura non hanno niente da invidiare a quelli toscani», conclude Sarti. Di questa “anima di confine” del borgo umbro sono testimonianza gli accessi al centro storico: si chiamano Porta Perugina, Porta Fiorentina e Porta Senese.

Scorcio del Lago Trasimeno da un vicolo di Castiglione. Foto di Marco Restelli.

Castiglione del Lago si presenta come un bel borgo medioevale cinto da mura turrite, disteso su un promontorio che scende sull’acqua aprendosi in spiagge per i bagnanti. Il centro storico è ben curato, tranquillo, ricco d’arte e in splendida posizione: in breve, uno di quei luoghi per cui gli stranieri si innamorano dell’Italia e anche gli italiani dovrebbero farlo.

Locali nel centro storico di Castiglione del Lago. Foto di Elena Bianco.

A pochi kilometri da qui, nel comune di Tuoro, il cartaginese Annibale sconfisse i Romani nella famosa battaglia del Trasimeno, oggi ricostruita in un museo. Ma la storia di Castiglione non è da meno: fondata dagli Etruschi, poi Romana, poi dominio di Perugia e quindi dello Stato della Chiesa, finché nel 1500 Papa Giulio III dona il borgo e il suo territorio alla propria sorella, Giacoma. Sarà il figlio di Giacoma, Ascanio Della Corgna  a dare lustro a Castiglione con le sue imprese, creando poi la residenza nobiliare di famiglia oggi nota come Palazzo Corgna.

Vero uomo del Rinascimento, Ascanio Della Corgna  fu comandante militare (coinvolto pure nella battaglia di Lepanto contro i turchi) ma anche umanista, letterato e mecenate delle arti. Palazzo Corgna, arricchito nel tempo da vari cicli di affreschi e altre opere, si offre al pubblico fino al 27 febbraio 2022 con la mostra La Castiglione dei Della Corgna, che racconta la dinastia, le sue imprese militari e il suo rapporto con la cultura rinascimentale. Uno stretto passaggio coperto collega il palazzo nobile del borgo umbro a una seconda attrazione, la Rocca del Leone, imponente fortificazione medioevale circondata da mura merlate che oggi sono perfette piattaforme da cui scattare foto al Parco del Trasimeno. Nella fascinosa corte della Rocca del Leone si svolge ogni anno in estate il festival Castiglione Cinema.

Un angolo della Terrazza delle Poetesse del Lago, in Palazzo Pantini Nicchiarelli.

C’è però a Castiglione anche un terzo edificio, meno famoso dei due precedenti ma molto interessante per chi voglia riposare qualche giorno in un luogo ricco di storia e di cultura: è Palazzo Pantini Nicchiarelli. Sorto sull’accorpamento di edifici di epoca medioevale, nasce da una profonda ristrutturazione di età napoleonica e rivela già nell’eleganza della spettacolare galleria d’ingresso l’ispirazione di uno dei maggiori architetti neoclassici: Giuseppe Piermarini, il creatore del Teatro alla Scala di Milano, della Villa Reale di Monza e di tanto altro. «L’umbro Piermarini era intervenuto con un progetto su richiesta dell’amico Giovanni Pompilj, proprietario dell’edificio e nonno di quel Guido Pompilj, Senatore del Regno d’Italia che sarebbe poi passato alla storia come salvatore del Lago Trasimeno e marito di Vittoria Aganoor, la più celebre delle tre Poetesse del Lago», spiega Fabio Nicchiarelli, erede della famiglia che da un secolo possiede la residenza gentilizia. «Di recente abbiamo aperto un piano della residenza di famiglia a chi voglia soggiornarvi per qualche giorno con trattamento b&b, mentre la Terrazza delle Poetesse del Lago il giardino con vista sul Trasimeno possono venire richiesti per eventi e ricevimenti» conclude Fabio Nicchiarelli.

Una parte della Sala dell’Iliade e dell’E neide di Palazzo Pantini Nicchiarelli.

Gli ospiti di Palazzo Pantini Nicchiarelli oggi hanno accesso a tre suite arredate quasi interamente in stile impero e affrescate con temi mitologici in stile neoclassico, cosi come lo sono le sale comuni. Fra le quali c’è quella chiamata “Dell’Iliade e dell’Eneide” (per i temi degli affreschi) dove spicca – del tutto a sorpresa – un meraviglioso arazzo indiano del XVII secolo intessuto in fili d’oro, giunto per vie traverse dall’India al Lago Trasimeno: un oggetto di cui andrebbe narrata la storia. Meriterebbero tempo e spazio anche le storie di Assunta Pieralli (1807-1865), Maria Alinda Bonacci Brunamonti (1841-1903) e Vittoria Aganoor (1855-1910): sono loro le poetesse italiane a cui è dedicata la Terrazza panoramica di Palazzo Pantini Nicchiarelli. Tutte e tre decantarono nelle proprie opere il fascino del lago Trasimeno (come fecero del resto anche Goethe, Byron e Stendhal) ma delle tre la più famosa è sicuramente la Aganoor. Figlia di un conte armeno, nata a Padova e cresciuta a Venezia, sposatasi a Napoli e trasferitasi col marito a Perugia, fu senz’altro una delle migliori poetesse italiane, e Benedetto Croce anzi la considerava la migliore. A lei sono dedicate strade in numerose città italiane fra cui Padova, Roma, Napoli e Assisi. Delle sue due vite – la prima in Veneto, la seconda in Umbria sul Trasimeno – e dell’amore grande, felice e poi tragico che la legò al suo Guido Pompilj, si dovrebbe pure scrivere a lungo. Perché il lago Trasimeno in realtà contiene un mare di racconti.