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Vacanze green alle Eolie

Alta cucina a Salina, in una cava di pomice a Lipari, nel silenzio assoluto ad Alicudi

Il turismo alle Eolie, sette perle di bellezza e di natura incomparabile, non è certo una storia recente. Le scoprirono Roberto Rossellini, Ingrid Bergman e Anna Magnani con i primi set cinematografici negli anni  Cinquanta. Ma molti altri si innamorarono  perdutamente di queste isole laviche, tra vulcani, fumarole, capperi e macchia mediterranea. Nacquero i primi hotel tra Lipari, Vulcano e Panarea, l’isola più mondana. Da alcuni anni, si assiste a un nuovo recupero dell’anima eoliana,  dei piccoli borghi con le case a parallelepido, magazzini, vecchie cantine e palazzetti di campagna, con i porticati bianchi sormontati dalle “pinnate” di canne, ricoperti dalle pergole e aperti alle brezze marine. C’è chi ne ha fatto uno stile d’élite, come l’hotel Raja di Panarea e il Capo Faro, tra le vigne di Salina. E c’è chi ha scelto di restare semplice, offrendo una vacanza di relax, mare, natura e trekking con vista straordinaria. Salina, la più verde delle isole, ha un destino di laboratorio per la sostenibilità ambientale, ed è stata premiata da Legambiente per la qualità del mare e delle pratiche green per l’estate 2021. L’hotel Signum di Malfa è diventato una meta della buona cucina, con il ristorante stellato guidato dalla giovane Martina Caruso, figlia della proprietaria Clara Rametta. L’hotel, quasi un museo della storia isolana, ha nuove suite immerse tra agrumeti e orti e una nuova spa realizzata tra i giardini dove si intrecciano gelsi, limoni, fichi d’india e  ulivi. I trattamenti naturali sono a base di sale di Mozia, olii al limone, capperi e frutta e acque sulfuree che sgorgano proprio lì.

Anche a Lipari, la più affollata e capoluogo dell’arcipelago, si trovano angoli di tranquillità, come a Canneto, il borgo stretto tra la spiaggia e il monte Forgiavecchia, dove fino agli anni Settanta si estraeva la pietra pomice da esportare in tutta Europa. Il consiglio è di soggiornate a Casa Janca, ex capannone per la lavorazione della pomice, trasformato in albergo di dieci camere. La proprietaria Silvia Carbone è tornata dalla Toscana a vivere nell’isola e da anni accoglie artisti, organizza mostre di arte contemporanea e rassegne culturali di poesia e teatro nel giardino.

Ad Alicudi, la giovane messinese Paola Costanzo ha creato una scuola di tessitura ospitando i turisti nella casa arrampicata su un costone panoramico della più selvaggia delle Eolie. Ancora oggi si percorre a piedi, e si salgono le merci per centinaia di gradini a dorso d’asino. Qui non arrivano i festival, le barche a vela lussuose e la mondanità: la vacanza ad Alicudi è dedicata a chi intende ritrovare i rumori della natura, i tramonti di fuoco e il piacere di stare con se stessi.