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Sulle tracce degli aborigeni

Discover Aboriginal Experiences è un’iniziativa di Tourism Australia per consentire ai turisti di entrare a contatto con storia, cultura e tradizioni delle popolazioni autoctone

Lezione di dot art a Uluru – foto Tourism Australia/NTCB

«Le popolazioni aborigene che abitano il Kakadu hanno due diversi modi di cuocere i cibi. Quando preparano un pasto veloce, danno fuoco a sterpaglie, adagiando gli animali cacciati, per esempio volpi volanti, lucertole o pesci, sulle braci roventi. Se, invece, si accampano in un luogo per un periodo di tempo abbastanza lungo prediligono un metodo di cottura più sofisticato, detto peindi, ovvero scavano una buca nella terra, all’interno della quale accendono un fuoco che serve a riscaldare un mucchio di pietre. Queste ultime vengono poi ricoperte con uno strato di erbe o foglie verdi, sulle quali viene adagiato il cibo da cuocere, protetto a sua volta da un altro strato di foglie. Il tutto viene infine coperto di terra». Questa descrizione di “primitive cooking” è tratta dal libro Kakadu People, diario sulla vita aborigena, scritto nel 1912 da Sir Baldwin Spencer (1860-1929), professore emerito di biologia all’Università di Melbourne e Chief Protector of the Aborigenes. Il docente era stato incaricato di compiere una spedizione nell’East Alligator River Region, situata nel Northern Territory, allo scopo di capire come proteggere gli autoctoni dalle popolazioni europee, cinesi e malesi che si erano insediate nei loro luoghi natali.

Come accendere il fuoco roteando un bastoncino tra le mani: lo insegna un aborigeno ai Royal Botanic Gardens di Melbourne – foto Visit Victoria

Una testimonianza dal grande valore antropologico relativa alla più antica cultura ancora oggi vivente sulla Terra: gli aborigeni – divisi in molti clan diversi, ognuno con cultura, religione e lingua proprie – abitano infatti il continente australiano da almeno 50.000 anni, nonostante i molti mutamenti climatici che ne hanno messo a repentaglio la sopravvivenza e le decimazioni, anche molto cruente, subite a causa della colonizzazione iniziata nel 1788. Anche se è passato più di un secolo dallo straordinario reportage del professor Spencer, ancora oggi è possibile – senza essere accademici o ricercatori – condividere alcune interessantissime esperienze con gli aborigeni. Tourism Australia ha infatti ideato Discover Aboriginal Experiences (DAE), una serie di proposte pensate per consentire ai turisti di entrare in contatto con la cultura degli aborigeni, oggi riconosciuti a tutti gli effetti – nello spirito di riconciliazione tra Stato australiano e popolazione indigena – come i custodi delle origini e delle tradizioni più antiche del Paese: i veri depositari di un legame profondo e atavico con la Terra, il mare, la flora e la fauna del Continente. Legame mantenuto vivo anche attraverso la tradizione orale, per loro tuttora importantissima.

Pittura nella sabbia nell’Uluru Kata Tjuta National Park: l’artista fa parte del collettivo Maruku Arts – foto Tourism Australia

Escursioni per tutti i gusti

Grazie all’impegno di guide autoctone, i visitatori che lo desiderano possono avere uno sguardo privilegiato e un contatto ravvicinato con gli aborigeni: il collettivo di The Discover Aboriginal Experiences offre infatti un’ampia proposte di attività, tour e sistemazioni per la notte effettuabili appunto insieme alle popolazioni locali, dalla scoperta delle pitture rupestri al kayak; dalle lezioni di dot art (“arte a punti”), originariamente utilizzata nei disegni sulla sabbia e poi trasportata su tela in tempi più recenti, a quelle per imparare a suonare un antico strumento a fiato, il didgeridoo; dall’arrampicata al whale watching; dalla pesca alle visite dei musei cittadini che conservano testimonianze relative ai nativi. Impossibile elencare qui tutte le esperienze, ci limitiamo a suggerirvene qualcuna scelta tra quelle che si trovano nell’esaudiente pubblicazione disponibile nel sito tourism.australia.com/aboriginal. La guida ideale per fare programi di viaggio a lungo raggio nell’attesa di poter ripartire.

Particolare di una tela dipinta con la tecnica dell’arte a punti – foto Tourism Australia

Dipingere sullo sfondo di Uluru

Nello splendido scenario di Uluru, conosciuto anche come Ayers Rock, nel Northern Territory, uno dei luoghi cult per i viaggiatori di tutto il mondo, si possono fare lezioni di dot art sotto la guida di aborigeni appartenti alla popolazione Anangu, discendenti degli antichi abitanti delle terre dell’Australia centrale e occidentale. Mentre si dipinge, gli insegnanti appartenenti al collettivo Maruku Art (circa 900 artisti provenienti da più di 20 comunità del deserto) spiegano ai turisti-allievi il complesso simbolismo legato alle figure tipiche dell’arte a punti. Figure, generalmente rappresentate dall’alto, che esprimono concetti legati alla vita quotidiana, alla cultura e alla mitologia aborigene, dal dreamtime, il tempo del sogno (l’epoca antecedente alla creazione del mondo), all’arcobaleno; dalle stelle al fuoco; dalle tracce di canguro a quelle di emù; dalle sorgenti al boomerang…

Gita in barca in un billabong nei pressi di Mount Borradaile – foto Tourism Australia

Pittura rupestre

Legati all’arte anche i Davidson’s Arnhemland Safaris che conducono alla scoperta delle antiche pitture rupestri aborigene nella zona del Mount Borradaile, sempre nel Northern Territory. Da queste parti, oltre ad ammirare i meravigliosi paesaggi naturali, è possibile identificare tra rocce e pendii luoghi di sepoltura sacri per le genti locali. Un’altra destinazione imperdibile per scoprire l’antica arte aborigena è il Kakadu National Park, Patrimonio dell’Umanità Unesco, che accoglie circa 5.000 siti con pitture risalenti fino a 20.000 anni fa. Ci sono reperti artistici persino vicino alle grandi città: stencil realizzati con l’ocra e incisioni varie si possono ammirare, per esempio, lungo l’Aboriginal Heritage Walk nel Ku-ring-gai Chase National Park, a nord di Sydney, nel Nuovo Galles del Sud.

Alla scoperta di pitture rupestri nel Kakadu National Park – foto www.lords-safaris.com

Musei in città

Anche nello Stato del Vittoria si possono imparare molte cose importanti sulla vita e la storia degli aborigeni visitando il Melbourne Museum, nel cuore della città, che ospita la Bunjilaka exhibition, nata dalla collaborazione tra archeologi e antropologi e l’Aboriginal Yulendj Group, composto da membri autoctoni di questo Stato. Le loro conoscenze e l’autorevolezza culturale, tramandate dagli antenati di generazione in generazione, hanno dato forma a un’esposizione che ben rappresenta, tra l’altro, la storia e l’orgoglio dei Koorie (una popolazione aborigena del Nuovo Galles del Sud e dello Stato del Victoria). Tutti i pomeriggi i visitatori possono prenotare una visita dell’esposizione sotto la guida di un autoctono per arricchire e approfondire l’esperienza.

L’Aboriginal Heritage Walk ai Royal Botanic Gardens di Melbourne – foto Tourism Australia

Sulle rive dell’Oceano

Altre “avventure australiane” imperdibili sono quelle proposte da Narlija Experiences nel Western Australia. Per esempio, il tour Beach to Bay, guidato da Bart Pigram, discendente dei Djugun-Yawuru, etnia d’acqua salata. Durante la visita, che incomincia su una spiaggia poco a sud della località di Broome, si scopre un’immensa orma di teropode impressa nell’arenaria presumibilmente 30 milioni di anni fa, si prosegue poi alla scoperta dei paesaggi di una vicina penisola fino a raggiungere la piana fangosa di Roebuck Bay dove, di fronte ai resti di un antico sito, Bart spiega i miti della creazione secondo gli aborigeni.

Un momento di pausa durante il tour a piedi Beach to Bay, con partenza dalla località di Broome – foto Tourism Australia