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Qantas turns 100

La compagnia di bandiera australiana festeggia oggi il suo primo secolo di vita. In un anno nero per l’aviazione, si punta sul mercato interno

L’Australia è presa a modello per la gestione della crisi sanitaria, ma le misure implementate con efficacia da queste parti hanno avuto, come altrove, un prezzo decisamente salato. Il turismo australiano è stato letteralmente raso al suolo e ora che i confini degli stati stanno riaprendo la scommessa è il mercato interno.

In un quadro complessivo ancora incerto, la compagnia aerea di bandiera Qantas celebra oggi i suoi primi cento anni. Sul porto di Sydney una breve cerimonia ha ricordato l’anniversario.

Nonostante i numeri da brivido del 2020 (il 95% della flotta aerea a terra e 25.000 licenziamenti), gli australiani, si sa, sono degli inguaribili ottimisti e il ceo Alan Joyce ha commentato con queste parole l’anniversario:

“Il 2020, nonostante tutto, rappresenta per noi una grande pietra miliare. Siamo la più antica compagnia aerea che opera ininterrottamente al mondo. È stata fondata nel Queensland da tre imprenditori. Era la startup tecnologica del tempo. Ho assoluta fiducia che questa grande azienda, una grande icona, sopravviverà a tutto questo e che al termine della crisi tornerà a prosperare di nuovo”.

In effetti i segnali positivi ci sono tutti: dopo il successo dei “flights to nowhere” che sorvolavano il paese senza atterrare da nessuna parte, Qantas e la compagnia low-cost dello stesso gruppo Jetstar hanno già venduto 40.000 biglietti sulla rotta Sydney-Melbourne nelle prime 24 ore, non appena è stata annunciata la riapertura dei borders tra New South Wales e Victoria.

Con l’auspicio che anche il Queensland riapra a tutti gli australiani senza restrizioni e che l’Australia torni presto ad essere collegata con il resto del mondo, facciamo gli auguri alla compagnia aerea, da sempre ai primi posti per la sicurezza e il customer service.