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Binntal, paradiso dei cristalli

Itinerario in Svizzera, nell’Alto Vallese, alla scoperta della valle di Binn, famosa per i paesaggi incontaminati e la ricchezza di minerali

Panorama autunnale del Parco naturale della valle di Binn – ©Switzerland Tourism – Giglio Pasqua

«Migliaia di persone stanche, nervose e civilizzate stanno iniziando a scoprire che andare in montagna è andare a casa». Questa frase del naturalista scozzese John Muir si addice perfettamente al Parco naturale della valle di Binn, situato nell’Alto Vallese, in Svizzera. Da queste parti, infatti, si percepisce immediatamente di trovarsi in un ambiente a misura d’uomo e si viene accolti a braccia aperte dalla comunità locale. Gente che ha saputo sapientemente coniugare il rispetto per il paesaggio rurale e naturalistico con la creazione di strutture moderne, dotate di tutte i comfort, in grado di rispondere alle esigenze dei viaggiatori. Questo fatto non deve sorprendere visto che il parco in questione è nato proprio allo scopo di promuovere lo sviluppo – anche grazie agli introiti derivanti dal turismo – evitando così lo spopolamento avvenuto in altre zone alpine e al tempo stesso preservando l’ambiente: attualmente l’area naturale conta al suo interno più di 25 imprese che gestiscono pensioni, ristoranti e hotel.

Lo Zendenrathaus a Ernen

Cuore del parco, che ha una superficie di 18.120 ettari e comprende quattro comuni e due villaggi, è la località di Ernen, che oggi ha 500 abitanti e per diversi secoli è stata il centro politico e religioso più importante della zona. Tanto che nella deliziosa piazzetta centrale conserva ancora lo Zendenrathaus, costruito tra il 1750 e il 1762, dove si amministrava la giustizia e si imprigionavano e torturavano i sospetti di qualche reato, spesso successivamente impiccati sul patibolo di cui si trovano ancora i resti sulla collina Mosshubel, non lontana dall’abitato. Sempre sulla piazzetta centrale, una delle più belle di tutta la Svizzera, si trova la Tellenhaus del 1576, impreziosita da una delle più antiche raffigurazioni dell’eroe nazionale Guglielmo Tell.

La Tellenhaus (a destra) a Ernen

Vale la pena passeggiare per il paese e dare un’occhiata a case e granai, risalenti al sedicesimo e al diciasettesimo secolo e costruiti con legno ormai annerito da molti decenni di esposizione alla luce del sole visto che in tutto il Vallese le belle giornate sono ben 300 all’anno! Tra le abitazioni più significative ci sono la Am-Hengart-Haus e la Jost-Sigristen-Haus, risalente al 1581 e visitabile dal pubblico: qui visse Jakob Valentin Sigristen (1733-1808), ultimo governatore locale prima che le truppe napoleoniche invadessero quella che allora era la Repubblica del Vallese. Alcune di queste costruzioni fungevano al tempo stesso da abitazioni e magazzini per lo stoccaggio delle merci quando Ernen era ancora un importante centro di commerci lungo il percorso verso i passi della Furka e di Grimsel.

Una stanza della Jost-Sigristen-Haus a Ernen

Oltre agli edifici storici, quello che incanta in paese sono gli orti-giardino dove nella bella stagione verdure e piante aromatiche spuntano tra alberi da frutta e infiorescenze coloratissime. A proposito di fiori, un altro posto imperdibile all’interno del parco è Grengiols, detto villaggio dei tulipani perché a maggio nei campi di segale che lo circondano ne fioriscono più di 3.000 appartenenti a una specie selvatica unica al mondo, Tulipa grengiolensis, scoperta nel 1954 dal botanico Eduard Thommen.

Un orto-giardino a Ernen

Tornando a Ernen, vale la pena visitare la frazione di Mühlebach, 77 abitanti in tutto, che conserva il più antico centro storico di legno di tutta la Svizzera con 12 edifici eretti tra il 1389 e il 1497, compresa la casa natale del cardinale, politico e diplomatico Matthäus Schiner (1465-1522). A poca distanza dal villaggio è garantita una scossa di adrenalina attraversando il ponte pedonale, lungo 280 metri e sospeso a un’altezza di 92 metri sulla gola di Lamma nella quale scorre il Rodano, fiume che nasce tra le montagne svizzere e finisce la sua corsa nel Mar Mediterraneo vicino ad Arles, in Francia.

Il ponte sospeso sul Rodano

Al di là del ponte, la ferrovia Matterhorn Gotthard conduce a Niederwald, un altro villaggio perfettamente conservato dove vivono 50 persone. In questa piccolissima comunità agricola nacque, il 2 febbraio 1850, un personaggio destinato a cambiare il mondo dell’hôtellerie di lusso: Cäsar Ritz, che fondò, tra gli altri, gli omonimi e celebri alberghi di Parigi e Londra.

La ricostruzione di una stanza dell’Hôtel Ritz di Parigi nel museo di Niederwald dedicato a Cäsar Ritz

A colui che il sovrano britannico Edoardo VII definì “re degli albergatori e albergatore dei re”, è dedicato il museo allestito dentro la ex stazione ferroviaria dove si possono ripercorrere le tappe piuù importanti della sua vita e ammirare anche la ricostruzione di una stanza dell’hotel parigino (www.stationritz.ch).

L’antico ponte a Binn – @Valais-Wallis-Promotion-Tamara Berger

Sempre tenendo Ernen come punto di partenza si può andare alla scoperta di un altro luogo indimenticabile: il villaggio di Binn, situato a 1.400 metri d’altezza, che vanta insediamenti classificati “di importanza nazionale” nel 1992 grazie alle perfette condizioni di conservazione. Non lontano dall’antico ponte di pietra sul torrente Binna, risalente al 1564, vale la pena dare un’occhiata allo storico Hotel Ofenhorn, inaugurato nel 1883, ampliato nel 1897 e classificato tra le più belle strutture alberghiere svizzere dalla Swiss Heritage Society. Proseguendo lungo la strada che costeggia il corso d’acqua, si raggiunge la graziosissima frazione di Fäld dove inizia il sentiero che in circa 6 ore di cammino conduce in Italia, nel Parco naturale Veglia Devero.

Una stanza dellìHotel Ofenhorn a Binn

Oltre alla flora e alla fauna ricchissime, un altro tesoro della valle di Binn sono i minerali che, dopo aver svolto in tempi passati un importante ruolo economico per la gente locale, sono diventati un’attrattiva turistica: in tutto se ne contano più di 200, dei quali 23 si trovano solo qui, come la lengenbachite, la binnite e la wallisite. Chi è interessato a saperne di più, può visitare il Museo Stiftung André Gorsatt (http://www.andre-gorsatt.ch) che prende nome dal proprietario: in più di 50 anni lui ha messo insieme una vasta collezione di minerali locali (ma non solo) e sarà felice di raccontarvi molte nozioni scientifiche che li riguardano.

Un minerale esposto alla Stiftung André Gorsatt

Ricca anche l’offerta invernale del parco naturale della valle di Binn: Niederwald è il punto di partenza di diverse piste destinate allo sci di fondo per una lunghezza di un centinaio di chilometri, mentre quella che c’è a Ernen è lunga 6. Intorno a tutti i centri abitati ci sono percorsi battuti per slittino o da percorrere a piedi e sentieri per le escursioni con le ciaspole. Senza dimenticare che i celebri comprensori sciistici dell’Aletsch Arena e di Bellwald sono vicinissimi. Quando la temperatura lo consente, a Grengiols viene allestita una pista di ghiaccio naturale anche se il villaggio, nelle giornate invernali più corte dell’anno, rimane sempre in ombra. Lo stesso capita anche a Fäld, ma questo fatto accresce ancora di più il fascino di questo microscopico abitato tanto che, nel 1987, il regista svizzero Claude Goretta lo scelse come location del suo film Si le soleil ne revenait pas (Se il sole non tornasse), ispirato all’omonino romanzo dello scrittore connazionale Charles-Ferdinand Ramuz. Ma niente paura: qui nel Vallese il sole torna sempre. Garantito!

Panorama del Parco naturale della valle di Binn

Come arrivare

A parte l’auto, per raggiungere il Parco naturale della valle di Binn si può anche arrivare in treno a  Briga dall’Italia attraverso il Traforo del Sempione e poi utilizzare la Matterhorn Gotthard Bahn che conduce direttamente a Grengiols e Niederwald. Per Ernen e Binn, si scende a Fiesch, stazione situata lunga la stessa tratta ferroviaria, poi si prende l’autobus. Tutte le connessioni dei treni e bus svizzeri si trovano sul sito www.sbb.ch. Per viaggiare comodamente in tutta la Svizzera c’è lo Swiss Travel Pass che permette di spostarsi senza limiti su treni, bus, battelli e sui trasporti pubblici di più di 90 località; entrare liberamente in più di 500 musei e partecipare ad alcune escursioni in montagna (https://www.sbb.ch).

La piccola stazione ferroviaria di Niederwald dove ha sede il museo dedicato a Cäsar Ritz

Informazioni

www.visitvalais.ch

www.landschaftspark-binntal.ch; Binntal Tourism Association, Hengert 17, CH-3995 Ernen, tel. + 41 279715055, email tourismus@landschaftspark-binntal.ch;

www.binnkultur.ch per i programmi culturali nella valle di Binn;

https://www.mystsnet.com/en

Una casa tipica del Parco naturale della valle di Binn – @Valais Wallis Promotion – Tamara Berger

Dove mangiare

Restaurant ErnerGarten a Ernen. Un locale dove lo chef Klaus Leuenberger utilizza molti ingredienti presidi Slow Food CH per preparare piatti tipici locali rivisitati con originalità, per esempio la Choléra, a base di patate, cipolle, mele e formaggio d’alpeggio (www.ernergarten.ch).

Restaurant Alpenblick a Ernen. Piatti tradizionali “alleggeriti”, come il Cordon bleu di maiale, accompagnato da legumi e patate fritte. Ampia scelta di zuppe e dolci (www.alpenblick-ernen.ch)

B&B Hängebrigga a Mühlebach. Imperdibile la Raclette, piatto tipico del Canton Vallese, servita nel bed&breakfast di proprietà della famiglia di Patrizia Kummer, snowboarder svizzera, campionessa olimpica di slalom gigante parallelo ai Giochi di Soči 2014 (www.bed-and-breakfast-goms.ch).

Il Restaurant Bärgkristall a Fäld

Restaurant Bärgkristall a Fäld/Binn. Ambiente piacevolissimo e raccolto, con personale molto accogliente. Ci sono anche delle camere per chi desidera soggiornare in una dimora che sembra uscita da una fiaba (www.baergkristall.ch).