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Stockalperweg: in cammino tra natura e cultura

Costruito più di 300 anni fa per favorire i commerci attraverso il Passo del Sempione, questo percorso escursionistico che si snoda tra Svizzera e Italia offre spunti storici e paesaggi indimenticabili

Uno scorcio dello Stockalperweg – foto Brig Simplon Tourismus

Non solo escursione in cinque tappe tra le montagne, ma anche viaggio nel tempo: camminando lungo lo Stockalperweg – il sentiero che snodandosi per circa 65 km tra ripide gole, boschi di larici e paesaggi paludosi, unisce Brig, nel Canton Vallese, a Domodossola, in Piemonte, attraverso il Passo del Sempione (2.005 metri) – si possono infatti ripercorrere importanti avvenimenti storici di questo lembo di terra di confine. Il “time travel” – praticabile anche in auto lungo la carrozzabile che in certi tratti scorre parallela allo Stockalperweg – comincia dal più grande palazzo barocco svizzero ed emblema di Brig, fatto erigere nel XVII dal barone Kaspar Jodok von Stockalper, importante e intraprendente commerciante, che ideò appunto il percorso montano in questione.

Il castello Stockalper a Brig – foto Brig Simplon Tourismus

Per incrementare e facilitare gli scambi commerciali tra la Valle del Rodano e la Pianura Padana, intorno al 1630 il maître du sal – così veniva chiamato il barone perché nel Vallese deteneva il monopolio del mercato del sale che veniva trasportato a dorso di mulo dal Mediterraneo alla Svizzera – fece mettere in sicurezza e ampliare l’antica mulattiera medievale, costruita su un tracciato risalente ai tempi dell’imperatore romano Settimio Severo: il Passo alpino acquisì così un’importanza fondamentale negli scambi tra il Nord e il Sud dell’Europa, tanto che il barone venne anche soprannominato Roi du Simplon (re del Sempione).

La Bürgersaal all’interno del castello Stockalper – foto Brig Simplon Tourismus

Ammirando i loggiati e le immense sale del castello Stockalper, aperto al pubblico con visite guidate in italiano, si intuiscono ancora oggi l’incommensurabile ricchezza e la grande influenza del barone sulla vita del tempo: imperdibile la Bürgersaal, la sala civica, tappezzata con pannelli originali del XVII secolo (per prenotazioni: Brig Simplon Tourismus, tel. +41(0)27 921 60 30, info@brig-simplon.ch).

Lo Stockalperweg nei pressi del Passo del Sempione: sullo sfondo la gigantesca statua dell’aquila progettata da Erwin Friedrich Baumann – foto Brig Simplon Tourismus

Proseguendo lungo lo Stockalperweg, si arriva al Passo del Sempione dove sorge la statua di una gigantesca aquila progettata dall’architetto Erwin Friedrich Baumann ed eretta nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale, per rappresentare la fierezza e l’indipendenza del popolo svizzero.

L’Alte Spittel – foto Brig Simplon Tourismus

Superato il valico, a poca distanza si può ammirare un’altra delle opere volute da Stockalper: l’Alte Spittel (Ospizio Vecchio, a quota 1.866) edificato sui resti di una struttura risalente al 1235: ai piani inferiori venivano ospitati i viaggiatori, mentre in quelli alti il barone e la sua famiglia alloggiavano durante l’estate.

Un bosco di betulle nei pressi di Gondo

Anche a Gondo, località nella parte finale del percorso al confine tra Svizzera e Italia, c’è un edificio “firmato” dall’abile commerciante: è la Torre Stockalper, realizzata fra il 1670 e il 1685, che svolgeva le funzioni di magazzino e alloggio per i mercanti. Fu gravemente danneggiata da una frana nell’autunno del 2000 ma per fortuna un lungo restauro l’ha riportata agli antichi splendori. E’opportuno ricordare che Gondo era importante per il barone non solo per motivi strategici, ma anche perché qui gestiva numerose miniere, alcune delle quali ricche d’oro.

La “gold rush” nei pressi di Gondo – foto Brig Simplon Tourismus

Oggi del prezioso metallo ne è rimasto pochissimo, ma può essere interessante visitare ciò che resta dei giacimenti: chi vuole, può rivolgersi al signor Rolf Gruber, ex guardia di frontiera, che accompagna le persone in una divertente “gold rush” che comincia tra le viscere della terra e finisce in un vicino torrente dove si può provare l’ebrezza di cercare pagliuzze dorate setacciando sassi e sabbia raccolti dove l’acqua ha permesso la formazione di un arricchimento aurifero (https://www.goldwaschen-gondo.ch, il sito è in tedesco ma scrivendo all’indirizzo goldmine-gondo@bluewin.ch, tel. +41794695436, si possono avere informazioni e dettagli in italiano).

Una pagliuzza d’oro trovata nelle acque del torrente che scorre vicino a Gondo – foto Brig Simplon Tourismus

Dopo la morte del barone, il sentiero da lui creato divenne insicuro per mancanza di manutenzione e la monarchia piemontese ne approfittò per dirottare i traffici commerciali sul Passo del Moncenisio. Fu necessario aspettare più di un secolo perché l’attraversamento delle Alpi attraverso il Sempione tornasse a essere strategico: ciò avvenne per volontà di Napoleone Bonaparte che, intuendo l’importanza militare e commerciale di questo valico, il 17 settembre 1800 promulgò un editto per la costruzione di una carrozzabile alpina lungo la quale passare agevolmente con le sue armate trasportando i cannoni: se nel maggio del 1800 era entrato in Italia attraverso il Colle del Gran San Bernardo – come ci ricorda il celebre ritratto di Jacques-Louis David – poco più di 5 anni dopo, il 9 ottobre 1805, lui e i suoi uomini arrivarono comodamente nella Penisola percorrendo la nuova via di comunicazione che congiungeva Brig a Domodossola.

Il NUovo Ospizio voluto da Napoleone Bonaparte – fonte: Kurt Locher

Un’opera di ingegneria avveniristica tanto che l’attuale strada asfaltata, risalente agli anni ’60 del secolo scorso, segue praticamente lo stesso percorso. In prossimità del Passo del Sempione, a circa 2 km dall’ospizio voluto da Stockalper, ce n’è anche uno costruito per volere di Bonaparte: si chiama Nuovo Ospizio (a quota 1.998 metri), venne iniziato nel 1813 e inaugurato nel 1831 dalla Congregazione dei canonici del Gran San Bernardo che ne ultimarono la costruzione e lo gestiscono ancora oggi.

I Simplon Dorf, il villaggio del Sempione, in un’immagine storica – fonte: Kurt Locher

Dell’epoca napoleonica restano tracce anche sulla tappa dello Stockalperweg che conduce dal Colle del Sempione all’omonimo villaggio (Simplon Dorf): nel punto dove il sentiero corre proprio parallelo alla carrozzabile sorge infatti l’Alte Kaserne, una costruzione militare voluta dall’imperatore francese, oggi adibita a piccolo museo a entrata libera, dove si può ripercorrere la storia del trasporto attraverso il Sempione con pannelli illustrativi dedicati allo stesso Stockalperweg, alla strada napoleonica, all’attuale Strada nazionale n° 9 e all’importante traforo ferroviario tra Svizzera e Italia percorso dal primo treno il 1° giugno del 1906.

Un’immagine storica dell’Alte Kaserne – fonte: Kurt Locher

Anche a Simplon Dorf, piccola località alpina famosa per l’ottimo pane di segale venduto nella panetteria Arnold, c’è un’interessante esposizione permanente: l’Ecomusée Alter Gasthof, situato in un edificio costruito tra il XIV e il XVIII secolo e dedicato alla storia del Passo del Sempione, che racconta come la vita locale fu profondamente condizionata, nel corso dei decenni, dagli alti e bassi del traffico internazionale passato di qui: grazie ai numerosi oggetti raccolti nelle teche e agli esaustivi pannelli espositivi, si scoprono così notizie interessanti sul barone Stockalper, Napoleone e i minatori che scavarono il tunnel ferroviario.

Un treno a vapore esce dal tunnel ferroviario del Sempione da poco inaugurato – fonte: Kurt Locher

Senza dimenticare Jorge Chávez Dartnell, più noto come Geo Chávez, l’aviatore che, per primo, riuscì a trasvolare le Alpi. Decollò da Brig alle 13,29 del 23 settembre 1910 a bordo di un monoplano Blériot XI, sorvolò il valico del Sempione diretto a Domodossola ma, purtroppo, in fase di atterraggio l’aereo precipitò e Chávez, gravemente ferito, morì 4 giorni dopo a soli 23 anni. «Vi sono delle emozioni oltre le quali non si vive più», scrisse Luigi Barzini, l’inviato del Corriere della sera che seguì l’evento. A dispetto dell’esito tragico della vicenda, Geo diventò lo stesso un mito: l’uomo che per la prima volta era riuscito ad ammirare il Passo del Sempione in tutta la sua maestosità.

L’areo di Geo Chávez caduto a Domodossola – fonte: Kurt Locher

Dove mangiare

Brig: Restaurant Walliserstuba, www.walliserstuba.ch. A poca distanza dalla stazione, ampia scelta tra ottime fondue (particolarmente gustosa quella al Prosecco e noci, un omaggio alla vicina Italia); carne secca IGP, accompagnata da pancetta vallesana IGP e prosciutto crudo vallesano IGP e formaggi vari; cordon bleu alla vallesana, preparata con petto di pollo (o tacchino), prosciutto crudo del Vallese IGP, formaggio Raclette del Vallese AOP e pane di segale vallesano AOP secco.

Gondo: Restaurant-Pension Bellevue, tel. +41 794890802. Se volete gustare il tipico rösti di patate, preparato secondo la ricetta tradizionale svizzera, questo è il posto giusto.

Simplon Dorf: Hotel Grina, www.hotelgrina.ch. Ambiente familiare e accogliente dove si possono gustare piatti tipici locali e ottimi vini vallesani.

Per informazioni generali: www.brig-simplon.ch; www.simplon.ch; www.gondo.ch;

https://www.myswitzerland.com/it

Per informazioni sullo Stockalperweg, guide e pernottamenti:

Il sentiero prevede tre tappe se lo si percorre da Brig a Gondo (o viceversa), cinque se si arriva fino a Domodossola.

https://www.stockalperweg.ch/fr/viastockalper; https://www.stockalperweg.ch/fr/offres; https://www.myswitzerland.com/it-it/scoprire-la-svizzera/route/viastockalper

https://www.valais.ch/it/touren/passeggiate/escursionismo/viastockalper-stockalperweg

Un altro scorcio dello Stockalperweg – foto Brig Simplon Tourismus