GOURMET

Dalla vittoria (con un dolce) a un’idea vincente (di business)

La Tiramisù World Cup di Treviso, che si svolgerà l’ultima settimana di ottobre, nel 2018 incoronò campionessa mondiale la cantante lirica Diletta Scandiuzzi. Dopo quel podio la giovane mezzosoprano decise di replicare il suo dolce fino a farne un brand: Dilettamisù. Che ora una start-up, di cui è socia, commercializza e vende su larga scala.

Mentre la Città di Treviso si appresta a vivere la Tiramisù World Cup 2020 e sta reclutando, attraverso i social network, assaggiatori da inserire in giuria per i 200 i tiramisù da degustare e votare il 30 e 31 ottobre 2020 in Piazza dei Signori (il Grand Final si svolgerà il 1° novembre 2020 con una giuria di soli “addetti ai lavori”), un’ex campionessa oramai veterana di questa competizione, sta vivendo la sua stagione d’oro: è eletta a simbolo tangibile di come, da una semplice gara di appassionati di arte bianca, possa scaturire un’idea estesa di business.

Diletta Scandiuzzi al pianoforte (foto di Germana Cabrelle)

Diletta Scandiuzzi, musicista trevigiana,  cantante lirica e campionessa mondiale Pastry Chef, è colei che si è aggiudicata il primo posto alla Tiramisù World Cup del 2018. Diletta è un’artista a tutto tondo: rispettivamente figlia e compagna di due cantanti lirici di fama mondiale: Roberto Scandiuzzi e Lucio Gallo, riconosciuti a livello internazionale per aver collaborato con artisti e direttori d’orchestra quali Riccardo Muti, Antonio Pappano, Claudio Abbado, Giancarlo Del Monaco, fino ai nomi più recenti e popolari di Andrea Bocelli, Terry Gilliam, Gigi Proietti.

Diletta Scandiuzzi e i suoi Dilettamisù

Alla memorabile edizione della Tiramisù World Cup 2018, Diletta partecipò senza alcuna velleità di vincita, eppure al termine delle varie selezioni, in conclusione della finalissima, fu chiamata a salire sul gradino più alto del podio “per la lavorazione attenta e il perfetto bilanciamento dei 6 ingredienti del tiramisù”: la forza e l’amaro del caffé e del cacao, la morbidezza gentile e avvolgente del mascarpone incorporato alla sofficità del tuorlo d’uovo montato con pazienza su un letto di savoiardi. Per il suo tiramisu ricetta classica, dunque, Diletta Scandiuzzi fu incoronata vincitrice su oltre 650 partecipanti.

Diletta Scandiuzzi e gli ingredienti del Dilettamisù (foto di Germana Cabrelle)

Da allora, quel suo stesso dolce portato alla vittoria dalle combinazioni di prodotti locali con aziende del territorio, è stato replicato molte volte, anche in versione celebrativa per il Presidente della Giunta Regionale del Veneto, Luca Zaia, e si sta imponendo all’attenzione di un pubblico sempre più vasto e attento alle eccellenze gourmand.

In seguito alla vittoria di due anni fa, nacque altresì, dall’incontro con l’imprenditore Diego Creazzo, una start-up riconosciuta come l’unica in Italia del 2020 in ambito food: la D&D-Dilettamisù, esempio di realtà imprenditoriale vincente che ora produce e commercializza su larga scala il più famoso dolce a cucchiaio del mondo.

Diletta Scandiuzzi, campionessa di tiramisù

La partnership con il manager Diego Creazzo (AD della D&D) si è rivelata oltremodo vincente ed è salutata adesso come un modello di intraprendenza veneta e italiana da prendere ad esempio. Dalla creatività e passione per la pasticceria di  Diletta e il fiuto per l’innovazione e le opportunità di business di Diego, è sbocciato questo fiore all’occhiello dell’imprenditoria lungimirante del Nordest. Un connubio intelligente e motivato di professionalità e saperi che ora si estrinseca con un processo produttivo e la conseguente lavorazione e commercializzazione del prodotto mascarpone.

Diego Creazzo e Diletta Scandiuzzi soci di D&D (foto di Germana Cabrelle)

La D&D da alcuni mesi prepara e confeziona dolci a cucchiaio e creme in vasetto di vetro in vari gusti: una linea pronta per pizzerie,  negozi gourmet e consumo domestico. Allo stesso tempo  fornisce sac-à-poche igienizzate di creme alle grandi catene di ristorazione. I vantaggi sono innumerevoli: dessert pronti al consumo, contenitori a basso impatto ambientale e poco scarto, velocità e soddisfacimento capillare della clientela. Insomma: l’idea è quella di mettere sulle tavole di tutti – ma anche mettere in grado qualsiasi persona di realizzare – il dolce “campione del mondo”. Più tiramisù di così!