LIBRI

Bonavia

Attraverso le storie dei quattro protagonisti, il romanzo “Bonavia” racconta la dissoluzione della Jugoslavia e il bisogno dei suoi cittadini di trovare la propria strada nel mondo.

Tram a Belgrado, foto di Djordje Nikolic/Pixabay

<<Vivere non è come dirigere una nave. Non basta avere la bussola e le mappe; navigare seguendo rotte già prestabilite; porre la comodità quale unica condizione di viaggio e aspettare che, così assicurati dai pericoli e dalle sorprese spiacevoli, dalle sconfitte e dagli insuccessi, si approdi sulle coste del paradiso. L’eccitazione si crea camminando. Solo i sensi inquieti sono in grado di riconoscere la bellezza>>.

Dragan Velikić è uno degli autori più importanti della letteratura serba contemporanea. Nel suo romanzo “Bonavia” (Keller Editore, 2019) affronta un tema molto delicato: la ricerca della propria identità da parte della generazione che ha vissuto sulla propria pelle la dissoluzione della Jugoslavia. Tra peregrinazioni e ritorni, le vite dei quattro protagonisti del volume, Marko, Miljan, Marija e Kristina, si intrecciano prima nel panorama post bellico balcanico e poi nella Mitteleuropa. Sono tutte vite in transito, esistenze passate sui treni, dormendo in alberghi (come lo storico Hotel Bonavia di Fiume, oggi Rijeka, da cui il romanzo prende il nome) e vissute domandandosi se partire o restare. Restare a Belgrado, un tempo grande capitale, o partire e lasciarsi alle spalle la città, la sua storia di guerra, il suo passato ancorato a un Paese che non esiste più, per collocarsi altrove? Ma dove? Kristina è dei quattro l’unica che decide di tagliare i ponti col passato, personale e collettivo, lasciare Belgrado e partire per gli Stati Uniti. Gli altri, invece, partono per Vienna, una città la cui memoria è ancorata a un’altra grande dissoluzione, quella dell’impero austroungarico. Nella capitale austriaca vive Milijan, padre di Marko, genitore e figlio mai vissuti insieme, incapaci di dialogare tra loro, ma che alla fine conducono esistenze che sono quasi una la fotocopia dell’altra: vite in cui a decidere è stato il caso, esistenze vissute nel tentativo di fuggire dalle responsabilità. A Vienna abita anche, con la madre, il figlio di Marko ed è a Vienna che, per qualche giorno, sono presenti -e a loro insaputa si incrociano- tutti e quattro i protagonisti del romanzo: Marko che è venuto per festeggiare il compleanno del figlio, Milijan, Marija che raggiunge Marko e Kristina che è in città per un convegno. Tra un treno e l’altro, tra una stanza d’albergo e l’altra, tra ricordi e conversazioni, pagina dopo pagina, le vite dei protagonisti scorrono tutte nella stessa direzione e con lo stesso obiettivo: la ricerca della propria identità nel mondo. Un tema che passa anche attraverso la storia dello stesso autore, che fa la sua comparsa alla fine del romanzo, con un racconto personale simile a quella dei suoi personaggi.

Bonavia, Keller Editore, 2019