DESTINATIONS

Riapre lo Stand Florio

Un edificio di recente recupero diventa Contemporary Hub vista mare, viaggio nei luoghi palermitani della famiglia Florio

A giudicare dal successo che il romanzo di Stefania Fauci “I Leoni di Sicilia” sta riscuotendo, e dall’attesa che i media dedicano al sequel sulla seconda parte della saga della famiglia Florio, potremmo presto avere bisogno di saperne di più. Quella dei Florio, geniali imprenditori meridionali, è infatti una storia al contrario, che fa subito simpatia. Di gente che viene dal popolo, di una piccola impresa familiare del profondo sud che cresce sino a superare i patrimoni di nobili e reali del tempo. Per entrare nella storia.

Sui luoghi palermitani dei Florio, alcuni ancora segreti per i turisti, che hanno visto l’ ascesa e la decadenza di tre generazioni a cavallo tra 800 e 900, si susseguono le dicerie, le novità, le indiscrezioni su riaperture, uso del marchio, e perfino produzioni cinematografiche mai andate in porto. Ma da alcuni anni finalmente, i luoghi che videro vita, fortune e sfortune di Vincenzo, il celebre inventore della Targa Florio e di Donna Franca, cominciano ad aprirsi al pubblico. Ultimo spazio in ordine di recupero, forse il più suggestivo, appena riaperto con procedure post covid, è lo Stand Florio, noto come l’ex tiro a volo di via Messina Marine. La villa dei Quattro Pizzi nel quartiere marinaro dell’Arenella, oggi di proprietà della famiglia Paladino, era già da un paio d’anni aperta alle visite guidate, a pochi passi dalla storica Villa Igea, l’hotel cinque stelle lusso con vista sulla marina (oggi del gruppo di Rocco Forte che lo sta radicalmente restaurando). Il villino liberty di viale regina Margherita, tra i più significativi esempi di art nouveau in città, è aperto al pubblico solo in occasioni speciali dalla Regione Sicilia, così come la villa di Favignana, oggi sede di attività culturali, mentre è oramai un museo del mare l’ex stabilimento della Tonnara. Alle isole Egadi Donna Franca Florio andava, in compagnia di amici blasonati con il suo panfilo privato, per assistere alla mattanza del tonno di giugno, da grande amante del mare quale era.

La storia dello Stand Florio sorprende per la velocità del recupero, e per l’uso legato all’arte contemporanea che se ne sta facendo, a seguito del festival internazionale Manifesta ospitata a Palermo. Un Contemporary Hub con vista sul mare della città “tutto porto”, lungo la via Messina Marine, un lungomare tutta da risanare fuori dal centro storico. Ristrutturazione record, dopo lunghi anni di abbandono grazie all’ ultimo bando del Demanio Marittimo Valore Paese Fari ed edifici costieri, con l’intervento di privati che in soli quindici mesi di lavori hanno ridato lustro e vita a questo spazio dove i Florio passavano le giornate dedicate allo sport del tiro al volo all’aria aperta. Oggi lo stand Florio, aperto dalle 19 con formula aperitivo d’ autore, e nei week end sino alle 22 per la cena, ospita una stagione di jazz e presto, rassegne di cinema e teatro. Nel prato centrale opere di land art di artisti internazionali, mentre nuove mostre di fotografia si alterneranno negli spazi recuperati della palazzina centrale. Tutto è stato curato nei minimi dettagli: gli stucchi di inizio secolo, materiali moderni per le terrazze con vista sulla città, dove si cela una raccolta di immagini d’ epoca della splendida Donna Franca, che fu dama di corte reale, esposta ai piani alti. Persino i menù à la carte sono ispirati ai piatti della vita dei Florio. Esperienza da non perdere. (prenotazione obbligatoria – standflorio.it )