Italy

Turismo in vigna

Uno dei punti di forza della ripartenza: le visite a cantine e vigneti, dove ci si può rilassare in assoluta sicurezza scoprendo un patrimonio d’arte, gusto e natura

Nell’incertezza che ancora caratterizza le prossime vacanze, gli esperti del settore hanno individuato dei filoni di sviluppo di quello che sarà il fare turismo in un futuro più o meno prossimo. Per quel che riguarda l’Italia, «dopo mesi di lockdown, la priorità in vacanza sara il contatto con la natura. Da questo punto di vista l’enoturismo, che può abbinare lo stare all’aperto con il tema cibo, ha davvero in mano la carta vincente», spiega la professoressa Roberta Garibaldi, docente all’Università degli studi di Bergamo, autrice del Rapporto sul turismo enogastronomico italiano e presidente dell’Associazione italiana turismo enogastronomico.

Via Vinum Venostis,il sentiero enologico della Val Venosta, in Alto Adige

Della stessa opinione Nicola D’Auria, presidente Movimento turismo del vino (http://www.movimentoturismovino.it): «Il Movimento incarna perfettamente le esigenze di un turismo esperienziale. La conformazione stessa della Penisola, con la sua variabilità paesaggistica, rende facile creare prodotti peculiari e unici. L’Italia è identificabile con i suoi vini, e siamo i primi produttori mondiali. La quarantena ci ha imposto nuovi ritmi e nuove regole, ma non ha spento la sete di novità e di qualità, i wine lovers hanno reagito svuotando le dispense e riempiendole di nuove bottiglie, le vendite online sono cresciute con numeri importanti. Sono le stesse persone che ora desiderano viaggiare alla scoperta delle aziende vinicole. E’ per loro che, lavorando in sintonia con gli interlocutori istituzionali, abbiamo ideato Tranquillamente Enoturismo, il primo protocollo che riguarda l’accoglienza nelle cantine».

Vigneti di Terre Moretti in Franciacorta

Presentato recentemente dalla professoressa Garibaldi insieme ad altri professionisti del settore, questo Protocollo, rivolto appunto alle cantine che promuovono l’enoturismo, è un manifesto di azione stilato da un gruppo di esperti internazionali di enogastronomia – che lavorano per enti istituzionali, università e centri di ricerca, consorzi e associazioni di cantine – per individuare soluzioni concrete alla nuova realtà dell’enoturismo applicabili a qualsiasi cantina o destinazione enoturistica. Più precisamente, il Protocollo si pone l’obiettivo di fare da guida alle cantine e agli attori dell’enoturismo per l’adeguamento delle strutture e dei servizi di accoglienza dando la priorità alla cura e alla salvaguardia della vita delle persone. Inoltre, il Protocollo stesso dovrà essere armonizzato con norme e regolamenti elaborati a livello regionale e territoriale da ogni singola cantina e andrà a dettagliare una serie di indicazioni relative ai seguenti ambiti: prenotazioni; accoglienza dei clienti, con disposizioni precise sulle modalità del loro ingresso; gestione delle degustazioni, con raccomandazioni per la tutela dei visitatori e per chi eroga il servizio; organizzazione della visita guidata in cantina; gestione del wine shop; uso degli spazi della cantina, sia al chiuso sia all’aperto; gestione dei collaboratori.

Vigneti dei Colli Euganei – foto Elena Bianco

La dottoressa Garibaldi collabora anche alla valutazione dell’idoneità per The Grand Wine Tour, prima certificazione italiana d’eccellenza dei servizi enoturistici. Un marchio di qualità – che definisce e valuta in modo strutturato, condiviso e oggettivo i servizi turistici del settore vinicolo – reso possibile grazie all’impegno di 20 importanti aziende vitivinicole, accomunate appunto dal desiderio di investire nella promozione dell’enoturismo di alta qualità (per saperne di più, anche sulle cantine italiane che attualmente, da nord a sud, aderiscono all’associazione: www.thegrandwinetour.com).

Un vigneto vicino a Termeno, in Alto Adige – foto Florian Andergassen

Un’ulteriore conferma della grande potenzialità dei viaggi legati ai vini e ai cibi di qualità arriva dalla ricerca Enoturismo. I Consorzi del vino e il territorio, attualmente in corso e curata dal Master in Economia del turismo dell’Università Bocconi di Milano. Dalle anticipazioni di tale ricerca, commissionata dal Consorzio tutela del Gavi (verrà presentata prossimamente, in occasione del Premio Gavi La Buona Italia 2020), risulta infatti che, nonostante le difficoltà dovute alla recente emergenza, sono molteplici i segnali che suggeriscono come le esperienze all’aria aperta, in particolare quelle legate all’enogastronomia, saranno tra le più ricercate dalla domanda turistica. Sotto questo aspetto, diversi Consorzi del vino ritengono molto probabili nuove opportunità per coloro che mostreranno creatività e voglia di fare, a patto che – come si evince appunto dalle anticipazioni della Ricerca – si sfruttino i prossimi mesi per strutturare, laddove non ancora presente, una “territorialità” dell’offerta.

Vigneti nei pressi dei Colli Euganei, nel Veneto

Al di là dei programmi per il futuro sono molte le aziende vitivinicole che già ora sono in grado di accogliere i visitatori in condizioni di assoluta sicurezza. Ecco una piccola selezione di luoghi dove fare esperienze enoturistiche nei prossimi mesi.

Una veduta di Castagnole Monferrato

Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Scurzolengo, Montegrosso d’Asti: sono i Comuni piemontesi dove si sviluppano i vigneti dell’Azienda agricola Ferraris – nota tra l’altro per il Ruchè prodotto dalle uve di eccellenza della Vigna del Parroco – che apre le sue porte agli appassionati con degustazioni e visite in cantina e il tour del Museo Ferraris, vero e proprio gioiello di famiglia (www.ferrarisagricola.com).

I vigneti dai quali nasce il Barbaresco Garassino Docg

Sempre in Piemonte è vivamente consigliata la Tenuta Carretta Experience, nell’omomina cantina delle Langhe Orientali: un’offerta turistica unica che offre ai visitatori la possibilità di vivere un’esperienza indimenticabile immersi nella bellezza dei paesaggi vitivinicoli di Langhe e Roero, camminando tra i filari, assaggiando i piatti tradizionali e degustando in grandi vini del territorio, come il Barbaresco Garassino Docg, a pochi passi dai vigneti nei quali nascono (www.tenutacarretta.it).

L’Albereta Relais & Chateaux di Erbusco (BS), nel cuore dei vigneti lombardi del Gruppo Terra Moretti Vino

Sono aperte in sicurezza anche varie cantine della Franciacorta, territorio lombardo dove si producono diversi vini, tra i quali alcuni dei migliori spumanti italiani. «Bellavista e Contadi Castaldi, che insieme accolgono più di 25mila visitatori all’anno, sono già attive dal 3 giugno», spiega Francesca Moretti alla guida del settore enologico del Gruppo Terra Moretti Vino che possiede vigneti, oltre che in Lombardia, anche in Toscana e Sardegna. «Abbiamo applicato tutti i protocolli ministeriali previsti per le attività di accoglienza e abbiamo scelto di limitare ancora di più il numero di persone per gruppo, portandolo a soli 6 visitatori; in compenso, le visite saranno più frequenti e questo garantirà maggiore sicurezza. In Franciacorta, nel Convento della SS. Annunziata che ospita la più antica vigna locale, abbiamo messo a punto dei nuovi percorsi che uniscono arte, gusto e natura. Questo è un luogo speciale che la mia famiglia, attraverso la Fondazione Vittorio e Mariella Moretti, ha preso in custodia con l’obiettivo di preservare un bene storico che ha un valore importantissimo per tutto il territorio. Durante il periodo del lockdown abbiamo scoperto nuovi reperti risalenti al periodo Longobardo e ne abbiamo fatto il punto di partenza di un nuovo percorso che porta al vino attraverso la storia delle popolazioni che hanno abitato la Franciacorta». Le novità nella altre Regioni dove il Gruppo possiede vigneti? «In Toscana, dove sono due i territori, la Maremma e San Gimignano, e tre le cantine, Petra, Tenuta La Badiola e Teruzzi, siamo ripartiti con grande slancio: le richieste di visita sono maggiori rispetto alla Lombardia, che forse è ancora in una fase di cautela, e anche qui stiamo pensando a novità da mettere in campo per ridurre i rischi del raggruppamento, ma anche per dare nuova linfa alle narrazioni. Rimane infine la Sardegna dove a Sella & Mosca abbiamo aperto il nostro nuovo agriturismo Villamarina che è già attivo con ospiti e con alcune prenotazioni per i mesi a venire. Abbiamo inoltre incrementato l’attività dell’Apecar per la consegna e la mescita da asporto» (www.terramoretti.it; www.albereta.it; www.andana.it; www.sellaemosca.com).

Una scultura d’arte contemporanea collocata nell’antica Vigna Leone, che regala uno Chardonnay in purezza: una delle etichette di punta di Terre Moretti

Riapertura pure per l’Azienda agricola Ricci Curbastro a Capriolo (BS), dove sono previsti quattro programmi di visita, due dei quali prevedono anche un percorso nel Museo agricolo di famiglia (https://www.riccicurbastro.it). L’Azienda agricola Mosnel di Camignone (BS), oltre a visite delle cantine e del borgo con degustazione di Franciacorta Docg accompagnati da salumi e formaggi del territorio, suggerisce ai visitatori gite in bicicletta e a piedi nei vigneti con possibilità di prenotare cestini da pic-nic (https://www.mosnel.com).

La cantina delle Tenute La Montina

Estate di ripartenza anche per le Tenute La Montina di Monticelli Brusati (BS) della famiglia Bozza, da sempre ferma sostenitrice e promotrice del territorio franciacortino: ripensata l’organizzazione, a cominciare dalle visite a Villa Baiana, aperta dal giovedi alla domenica, dove sale, cortili e giardini (che solitamente ospitavano ricevimenti e matrimoni) sono stati trasformati per accogliere in completa sicurezza i clienti durante aperitivi, pranzi, cene e brunch. Novità anche per i tour in cantina che quest’anno prevedono pure turni serali il venerdì e il sabato alle 18.30, con successiva degustazione presso la Villa Baiana stessa: qui gli ospiti potranno provare l’abbinamento di due Franciacorta con un piatto “stuzzico” dalla cucina, al costo di 18 € a persona. Tra gli appuntamenti da segnare in agenda, domenica 19 luglio degustazione di vini abbinati a salumi e formaggi lombardi alle ore 10 (per informazioni e prenotazioni: , tel. 030/6854085; info@lamontina.it, info@villabaiana, tel. 030/653278).

Uve di Pinot nero nella Tenuta Travaglino

Stessa Regione, ma territorio vinicolo diverso. La Tenuta Travaglino di Calvignano (PV) invita a scoprire il paesaggio dell’Oltrepò Pavese: i visitatori potranno rendersi conto di persona della bellezza dei vigneti e della qualità dei vini che nascono qui grazie a tour guidati, modulati in base al tempo a disposizione e agli interessi specifici. Particolarmente apprezzato di questi tempi il nuovo spazio esterno, dedicato proprio alle visite e agli eventi (www.travaglino.com). Informazioni per degustazioni nei vigneti e nelle cantine in tutto il territorio lombardo, che verranno via via aggiornate, si possono trovare su www.mtvlombardia.it, il sito del Movimento turismo del vino Lombardia.

I vigneti della Tenuta Travaglino, nell’Oltrepò pavese

Lugana, Custoza, Bardolino Chiaretto, Malvasia Bianca, Rosato del Salento, Rossofreddo: sono alcuni dei vini in degustazione durante l’Italian Wine Experience proposta da Tinazzi, produttore in Veneto e Puglia di etichette di alta qualità, con sede a Lazise (VR). I wine lovers potranno assaggiare i vini della cantina nel pieno rispetto delle misure di sicurezza grazie a misurazione della temperatura corporea, visite scaglionate, tour della cantina con mascherina e degustazione al tavolo per un massimo di 8 persone con consegna personale del bicchiere. Tra le novità dell’estate 2020 ci sarà inoltre la possibilità di mettersi alla prova ai fornelli: guidati dalla mano esperta della chef La Sanamente, si imparerà a preparare le sue ricette di cucina naturale attraverso una serie di video sulla pagina Facebook di Tinazzi e sul canale Youtube dell’Azienda (www.tinazzi.it).

La Tenuta Vallesselle, di prorprietà dell’azienda Tinazzi, sittuata sulle colline del Lago di Garda.

In questi giorni stanno riaprendo, in totale sicurezza, anche le strutture ricettive degli splendidi Colli Euganei, un tempo luogo di villeggiatura dei nobili della Serenissima, che garantiscono tutti gli elementi del “sentirsi in vacanza”: natura, arte, sport, a cominciare dalle escursioni in sella a una due ruote, terme e, ça va sans dire, enogastronomia.

Una pista ciclabile nei Colli Euganei

Grazie all’origine vulcanica del terreno e a particolari microclimi, in questo territorio si coltivano vitigni come il moscato Fior d’Arancio, il Serprino, il Merlot e il Cabernet che si possono degustare in modalità “safe” grazie alle iniziative dei vignaioli del Consorzio vini Colli Euganei e della Strada del vino dei Colli Euganei  (www.collieuganeidoc.com; www.stradadelvinocollieuganei.it; info@stradadelvinocollieuganei.it).

I vigneti della cantina Ca’ Lustra, nel Parco regionale dei Colli Euganei

Tra le cantine gia aperte ai visitatori c’è Ca’ Lustra, situata a Faedo, nel cuore del Parco regionale dei Colli Euganei: da non perdere gli ottimi “cru”, ottenuti da colture biologiche, come Sassonero, Belvedere, Girapoggio, Pedevenda, Roverello, Cengolina (www.calustra.it). Di alta qualità anche le etichette di Quota 101 a Torreglia che ha diverse proposte per gli appassionati: visite guidate e degustazioni, su prenotazione, che si svolgono in una sala attrezzata o sotto un grande porticato. Per esempio, Biodiversity friend dura circa due ore e prevede un percorso a piedi tra i vigneti e la biodiversità ambientale, visita alla cantina, degustazione di 4 tipi di vino più un assaggio di olio extravergine oliva prodotto dall’azienda (www.quota101.com).

Il punto vendita della cantina Quota 101

Ospitalità garantita anche in Alto Adige: «Dopo lo stop forzato di questi ultimi mesi, le cantine altoatesine sono ora nuovamente pronte ad accogliere a braccia aperte tutti i turisti che vorranno visitare la provincia e degustare le sue eccellenze vinicole. I produttori si sono organizzati in modo da poter mostrare ai visitatori le loro realtà nel pieno rispetto delle regole: visite in piccoli gruppi, tour all’aria aperta e nei masi d’alta quota, circondati dall’idilliaco paesaggio delle Dolomiti. Siamo pronti a ricevere tutti i turisti che vorranno degustare i vini della nuova annata 2019 che ha prodotto dei vini bianchi ricchi di aromi freschi e fruttati, con una spiccata acidità, struttura elegante e un ottimo potenziale d’affinamento», spiega Eduard Bernhart, direttore del Consorzio vini Alto Adige (www.vinialtoadige.com/it).

La via del vino di Terlano, in Alto Adige

In altre parole, l’enoturismo qui ha tutte le caratteristiche che servono per riprendere con vigore dopo questa forzata battuta d’arresto e addirittura ampliare l’offerta finora disponibile grazie anche a percorsi capaci di coniugare il fascino del paesaggio con la ricchezza enologica che caratterizza questo angolo d’Italia: in tutto il territorio, infatti, si snodano percorsi e sentieri che conducono ai luoghi d’origine dei vini più pregiati dove, oltre a vedere da vicino i vigneti, si possono degustare le etichette della zona direttamente presso le tenute o in luoghi di ristoro. Tra gli itinerari imperdibili, alla scoperta di alcuni appezzamenti viticoli storici, c’è quello che conduce tra le vigne di Pinot bianco e si dispiega da San Paolo ad Appiano, nello splendido scenario dello Sciliar e del Catinaccio (per una descrizione più dettagliata: www.altoadigepertutti.it/it/itinerari/021). Vivamente consigliata anche l’escursione tra gli antichi vigneti di Santa Maddalena, lungo un percorso circolare che conduce alla scoperta dei vitigni coltivati sulle scoscese pendici che dominano la città di Bolzano. (https://www.sentres.com/it/escursioni/i-vigneti-di-santa-maddalena; per altri itinerari: https://www.bolzanodintorni.info/it/vino-sapori/vino/degustazioni-di-vino.html).

Vigne nei pressi del lago di Caldaro. L’omonimo Comune si trova in una delle aree vinicole più importanti dell’Alto Adige

Riapre questo mese la Locanda Le Tre Rane, all’interno dell’agriturismo Tenute Ruffino a Poggio Casciano, nel comune di Bagno a Ripoli (FI). La locanda è stata allargata con una pergola che permetterà di organizzare pranzi, apertivi e cene all’aperto. Sempre questo mese accoglie di nuovo gli ospiti l’Agriresort con piscina, mentre a luglio via libera a visite e degustazioni e inaugurazione di un nuovo locale adiacente alla Locanda, la Bottega de Le Tre Rane: uno spazio dove si potranno assaggiare o acquistare formaggi della regione e ottimi salumi. Naturalmente in loco si potranno degustare anche i nuovi prodotti dell’Azienda Ruffino, fondata nel 1877 a Pontassieve e sinonimo di storia del vino nella Regione: Toscana IGT Aqua di Venus, il rosé nato in Maremma da vigneti a pochi chilometri dal mare, e la linea Antica Ricetta della quale fanno parte un Vermouth e un Amaro (https://www.facebook.com/LeTreRaneRuffino).

La Locanda Le Tre Rane

Il pic-nic, assicurano gli esperti, sarà una delle occasioni d’incontro più trendy dell’estate 2020. Sicuramente sono molto glamour quelli proposti da Arnaldo Caprai, viticoltore in Montefalco, (Umbria), nella sua tenuta tra i filari di Sagrantino, Sangiovese e Grechetto, o sulla splendida terrazza Belvedere, incastonata tra i vigneti e in posizione panoramica, all’ombra di una quercia secolare. Tra le prelibatezze che gli ospiti trovano dentro il cestino, frittate, salumi e formaggi selezionati, pasta tirata a mano, pane appena sfornato da gustare con l’olio extravergine d’oliva prodotto dall’azienda e, naturalmente, il vino. Anche coperte e cuscini vengono forniti in loco, sta poi ai visitatori scegliere la postazione che preferiscono, tra le vigne, in mezzo a un prato o sui bordi di un laghetto. Per chi desidera qualcosa di ancora più esclusivo c’è la formula Pic-nic Gourmet: lo chef resident della Cantina, Salvatore Denaro, si trasforma in personal chef preparando per gli ospiti una serie di pietanze tipiche e una grigliata di carne servita sulla terrazza Belvedere (il “Pic-nic in vigna” e il “Pic-nic Gourmet” di Arnaldo Caprai sono disponibili solo su prenotazione, 7 giorni su 7, e si prenotano direttamente online all’indirizzo www.arnaldocaprai.it/posts/pic-nic-in-vigna).

il pic-nic in vigna di Arnaldo Caprai

Grazie all’utilizzo di mascherine, riduzione del numero di visitatori, fornitura di gel sanitario e altri accorgimenti sanitari relativi agli schermi touch screen, oltreconfine ha appena riaperto La Cité du Vin vicino a Bordeaux, in Francia. Questa struttura avveniristica ospita un centro culturale, unico al mondo, che presenta il vino in tutti i suoi aspetti, da quello storico a quello artistico, da quello economico a quello sensoriale (www.laciteduvin.com/fr).

Un vigneto della cantina israeliana Nana, nel deserto, a Mitzpe Ramon – foto Ufficio Turismo Israeliano

Appena la situazione sanitaria lo consentirà, una meta imperdibile per gli amanti della cultura del vino è sicuramente Israele, una delle più antiche zone al mondo di produzione del nettare di Bacco. Tanto che alcuni dei vigneti attuali sono situati in zone dove varie uve da vino venivano coltivate già migliaia di anni fa. Attraverso le visite in vigna e le degustazioni organizzate dalla maggior parte dei produttori locali, i turisti possono ampliare la propria conoscenza su questo luogo unico al mondo e la sua storia: infatti il tour-base in un’azienda vinicola comprende non solo una breve introduzione che descrive il luogo, la visita alle strutture di produzione e le degustazioni di vini, ma anche approfondimenti che spaziano dagli antichi processi di vinificazione alla descrizione dei vitigni della zona, dall’invecchiamento del vino ai cerimoniali che ne accompagnano la degustazione. Tra le agenzie e associazioni che creano pacchetti ad hoc c’è Vinspiration, società di Guy Haran che organizza tour enologici in tutto il mondo e ha recentemente incluso la natia Israele (https://vinspiration.co.il/en; https://info.goisrael.com/it).