LIBRI

Sognando l’Asia con Nostalgistan: viaggio dal Caspio alla Cina

Il volume del giornalista Tino Mantarro accompagna il lettore in viaggio tra le ex repubbliche sovietiche fino alla nuova Via della Seta.

Il museo etnografico di Khiva, ©Tino Mantarro

La storia è quella di un bambino appassionato dell’impero romano. O, meglio, della sua caduta. Affascinato dai racconti della propria maestra delle elementari su quei fieri condottieri che, giunti da terre lontane e misteriose, travolsero con i loro eserciti uno degli imperi più potenti di sempre, il ragazzino curioso le domandava da dove provenissero quei popoli così temibili. La risposta era sempre la stessa: dalle steppe dell’Asia Centrale. Diventato adulto, Tino Mantarro ha continuato a coltivare la passione per la storia e la geografia di quei luoghi remoti, fino a quando la curiosità di scoprirli personalmente si è fatta insistente. La soluzione? Partire. Così, in compagnia di amici e a più mandate, l’autore si è avventurato negli Stan dell’Asia Centrale, le cinque ex repubbliche sovietiche che riempiono la cartina geografica dal Caspio alla Cina.

Samarcanda, lontano dai siti turistici, ©Andrea Forlani
L’esterno del teatro dell’Opera di Dushanbe, capitale del Tagikistan, ©Andrea Forlani

Da questi viaggi è nato il libro Nostalgistan, edito da Ediciclo. Un volume che racconta di un territorio sterminato fatto di paesaggi spesso estremi e polverosi, ma di una bellezza desolata e disarmante, e di luoghi riempiti da silenzi immacolati. Un territorio un tempo solcato da carovane che si incrociavano lungo la Via della Seta sfidando i pericoli della natura, e dell’uomo, per portare merci in giro per il mondo allora conosciuto. L’autore attraverso le pagine conduce magistralmente il lettore alla scoperta di quel che resta di quel mondo un tempo florido dove dal deserto fiorivano città cosmopolite, bazar, caravanserragli, madrase, fortezze, minareti e palazzi tempestati di colorate maioliche. Passa, poi, al ricordo dei duri tempi sovietici i cui lasciti si rinvengono, tra gli altri, nei palazzi in stile brutalista e nella lingua russa parlata quasi da tutti, fino ad arrivare alle contemporanee prospettive di dominio cinese sulla regione. Un viaggio attraverso luoghi alcuni vuoti, altri caotici abitati da persone ospitali dove si incontrano imam, doganieri corrotti e mercanti annoiati.

Maioliche, ©Andrea Forlani
Khiva, ©Andrea Forlani

Viaggiando tra gli Stan, si respira un’aria di nostalgia. Sia inteso: non una nostalgia politica, ma quella di un sogno svanito che non è stato sostituito da altro. Una nostalgia palpabile che si rinviene nella bellezza, decadente, di ciò che è rimasto: fatiscenti palazzi di cemento, mosaici di propaganda ormai sbrecciati, impianti industriali caduti in disuso che appaiono dal nulla in mezzo a paesaggi immensi di una bellezza, questa sì straordinaria. Un mondo che non c’è più e che è rimasto fossilizzato. <<Ogni volta che capito nelle terre ex sovietiche c’è sempre un momento in cui vorrei essere altrove. Un attimo in cui mi chiedo chi me lo faccia fare a cacciarmi in certi postacci arrugginiti. Perché, piuttosto, non sia affascinato come tanti dalle mille stelle della cultura americana, dai misteri del mondo arabo, dai cieli viola africani o dai languori delle isole tropicali. E invece no, ancora mi attira quest’estetica di terre in rovina, questi luoghi dissonanti, mai lindi, mai ordinari, a volte oggettivamente brutti. (…)>>. Si può essere affascinati da questa desolazione, da questa decadenza così oggettiva? Sì, si può e si deve, perché come dice l’autore <<siamo su questo pianeta una volta sola, e allora tanto vale farsi un’idea delle cose che inspiegabilmente ci attraggono>> (Nostalgistan, Tino Mantarro).

Nukus, ©Andrea Forlani
le vette della catena del Tien Shan che segnano il confine tra il Kirghizistan orientale e la provincia autonoma cinese del Xingjang, ©Jacopo Zurlo

Stan: suffisso etnico di origine persiana, presente nella formazione del nome di molte nazioni asiatiche. Es.: Afghanistan, Turkmenistan ecc. Deriva dal persiano ed è la parola usata per significare “luogo di” o “paese di”. Si trova anche nelle lingue indoarie come -sthāna, luogo, imparentato con il termine di derivazione latina Stato.

Nostalgistan, Tino Mantarro, Ediciclo