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Omaggio ad Arnold Palmer

Quest’anno avrebbe compiuto 90 anni, le tappe straordinarie di una vita sui campi da golf

Arnold Palmer ha segnato un’epoca non solo come giocatore di golf ma anche come persona. La sua classe e il suo stile dentro e fuori i campi di golf lo hanno reso una leggenda autentica.
Scomparso nel 2016, il grande campione avrebbe compiuto 90 anni quest’anno e ci sembra giusto rendergli onore ripercorrendo, pur brevemente, alcuni tra i momenti più importanti della sua vita.

1953 Guardia costiera della Marina statunitense
Palmer scelse di abbandonare la Wake Forest University e di arruolarsi nel 1950 dopo la morte di un caro amico. Ha servito come recluta, o yeoman, fino al 1953. Durante il suo periodo di servizio, gli è stata concessa la libertà di praticare il golf. Ritornò a Wake Forest e vinse subito il Campionato USA dilettanti nel 1954.

1958 Masters
É in quest’anno che Palmer vinse il il suo primo Master. Non senza alcune polemiche, però. Alla buca 12 la sua palla era infossata e lui chiese di poter ovviare. Al momento non gli fu concesso e obbligò Palmer ad un doppio bogey. Insoddisfatto del verdetto arbitrale, giocò un’altra palla nel punto in cui credeva di poter ovviare e chiuse in par. Dopo un po’ di tempo arrivò il verdetto arbitrale definitivo che confermava il suo par. E’ stato in questa occasione che Herbert Warren Wind, giornalista di Sports Illustrated coniò il termine “Amen Corner” raccontando l’accaduto.

1960 US Open
Lo vinse al Cherry Hills Country Club, in Colorado. Fino all’ultimo giro Palmer sembrava essere fuori gioco, staccato di 7 colpi dai pretendenti al titolo. Il birdie alla buca 1, realizzando centrando il green con il driver dopo un colpo di 310 metri, gli diede la carica giusta. Chiuse il percorso in 65 colpi, il più basso risultato registrato fino allora in uno US Open. Questo gli permise di battere di due colpi un’amateur di nome Jack Nicklaus. Una curiosità: il suo driver è ancora esposto nel club.

1960 Nasce l’Arnold Palmer drink
Palmer aveva sempre l’abitudine di bere the freddo con limonata quando era a casa. Durante l’Open lo chiese al bar della club house che glielo preparò. Una signora, seduta vicino a lui chiese lo stesso. Nacque così la bevanda leggendaria.

1962 OPEN CHAMPIONSHIP
Palmer lo vinse al Troon Golf Club, centrando il suo secondo Open Championship consecutivo. È stato il settimo major vinto e il secondo dell’anno dopo il terzo successo ai Masters di aprile.

1967 Primo milionario del PGA Tour
Nello stesso anno vinse quattro volte, tra cui il quarto titolo al Vardon Trophy, con lo score più basso.

1973 Ryder Cup
In questa competizione Palmer ha giocato sei volte, dal 1961 al 1973. Giocò 32 incontri realizzando 23 punti (il secondo miglior punteggio di tutti i tempi). Fu l’ultimo capitano a giocare nel 1963 e fu capitano non giocatore nel 1975. Gli Stati Uniti vinsero tutte le 7 edizioni a cui partecipò Palmer.

1974 Acquista Bay Hill Club & Lodge
E rese questo circolo uno dei più importanti degli Usa. Lo curò come la sua casa lontano da Latrobe in Pennsylvania. Dal 1979 è qui che si disputa ogni anno l’Arnold Palmer Invitational. Tra le altre attività Palmer fu molto attivo nel realizzare campi in ogni parte del mondo e contribuì, anche finanziariamente, a lanciare Golf Channel nel 1995.

1976 Viaggio intorno al mondo
Oltre al golf Palmer coltivava un’altra passione: il volo. Fu il primo a spostarsi da un torneo all’altro pilotando personalmente il suo velivolo. Stabilì anche il record mondiale per il più veloce giro intorno al mondo. Con i co-piloti Bill Purkey e Jim Bir, a bordo di un Learjet 36 battezzato Yankee 200, compì l’impresa in 57 ore, 25 minuti e 42 secondi.

2004 Medaglia presidenziale della Libertà
Il presidente USA George W. Bush gli conferì questa onorificenza che rappresenta il riconoscimento civile più importante degli Usa. Sempre parlando di onorificenza, nel 2009 il presidente Obama gli conferì la medaglia d’oro del Congresso.