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Lignano: non solo spiaggia

L’autunno è il momento migliore per andare alla scoperta del territorio unico che circonda questa rinomata località balneare friulana: a partire dalla Laguna di Marano

I tipici casoni dei pescatori nella Laguna di Marano
I tipici casoni dei pescatori nella Laguna di Marano

Considerata una delle mete iconiche del turismo estivo proveniente da tutta Europa, Lignano ha molto da offrire al visitatore anche in autunno e, addirittura, in inverno. Questo attrezzatissimo centro balneare del Friuli Venezia Giulia, composto dai comprensori di Sabbiadoro, Pineta e Riviera adagiati su una lunga lingua di spiaggia (ben 8 km) racchiusa fra il mare e la laguna, è infatti il punto di partenza ideale per un’ampia varietà di escursioni nel territorio circostante.

Veduta aerea della Terrazza a mare di Lignano Sabbiadoro
Veduta aerea della Terrazza a mare di Lignano Sabbiadoro

Per esempio, un itinerario architettonico che inizia dalla Terrazza a mare di Lignano Sabbiadoro, il corrispettivo simbolico del Grand Hotel di Rimini, altra rinomata località balneare dell’Adriatico. La Terrazza attuale, che ha sostituito le due precedenti costruite rispettivamente nel 1903 e nel 1924, risale al 1972 ed è stata progettata dall’architetto Aldo Bernardis. Di giorno assomiglia a una grande conchiglia adagiata sulla battigia mentre di notte, grazie a una sapiente illuminazione, sembra un “fiore di luce”. Nei pressi di questa struttura architettonica ogni anno, a partire dall’8 dicembre, si può ammirare un suggestivo Presepe di sabbia, l’attrazione di punta dei festeggiamenti natalizi del centro balneare friulano. La Natività viene realizzata con 150 metri cubi di sabbia modellati su una superficie coperta di 400 mq, dei quali la scultura vera e propria occupa ben 200 mq.

L'estremità orientale di Lignano Sabbiadoto
L’estremità orientale di Lignano Sabbiadoto

Meta successiva del tour architettonico: Lignano Pineta, nata negli anni ’50 dalla futuristica visione dell’architetto Marcello D’Olivo che voleva costruire una città in grado di esprimere l’equilibrio tra uomo e natura: ideò così la caratteristica planimetria a spirale, destinata a diventare il simbolo urbanistico di questo nuovo abitato che andò ad affiancarsi alla località attualmente chiamata Sabbiadoro, il cui nucleo originario risale invece agli inizi del Novecento.

Veduta aerea di Lignano Pineta
Veduta aerea di Lignano Pineta

Come scrive Davide Lorigliola nel volume Lignano Sabbiadoro tra cielo e mare, «a redigere il Piano regolatore era stato chiamato il giovane architetto udinese Marcello D’Olivo (1921-1991), che nel tempo diventerà tra i maggiori esponenti dell’architettura organica in Italia e che, come Frank Lloyd Wright negli Stati Uniti, cercava di coniugare armonicamente spazi dell’uomo e spazi della natura. Celebre in questo senso, è la pianta a forma di chiocciola disegnata per Lignano Pineta, studiata come un’equilibrata e progressiva compenetrazione tra cemento e verde, alberi e case. Ed è proprio dopo aver attraversato la pineta e raggiunto la riva sabbiosa del mare che Hemingway avrebbe pronunciato la celebre frase “ma questa è la Florida, anzi è la Florida d’Italia”». Ciò avveniva nel 1954, quando lo scrittore americano visitò questi luoghi in occasione di un soggiorno nell’Italia settentrionale: evidentemente il paesaggio locale gli ricordava la spettacolare alternanza di verde e acqua delle celebri paludi Everglades, situate appunto nello Sunshine State.

Una foto storica di Lignano Pineta in cui si può osservare la tipica struttura urbanistica "a chiocciola"
Una foto storica di Lignano Pineta in cui si può osservare la tipica struttura urbanistica “a chiocciola”

Purtroppo anche nella penisola lignanese il boom economico degli anni ’60 e ’70 provocò un’urbanizzazione spesso eccessiva, soprattutto a Sabbiadoro, dando vita a qualche bruttura architettonica che, però, viene tuttora compensata dalla presenza di numerosi edifici ormai considerati storici. A proposito di questi ultimi è interessante ciò che ha scritto Diana Barillari nel già citato Lignano Sabbiadoro tra cielo e mare: «La pianta a spirale di Lignano Pineta sembra ripercuotersi nelle architetture che prediligono le forme circolari e curvilinee anche se non mancano geometrie rettangolari e triangolari».

Villa Mainardis, a Lignano Pineta, progettata da Marcello D'Olivo - foto Giulio Avon
Villa Mainardis, a Lignano Pineta, progettata da Marcello D’Olivo – foto Giulio Avon

Ne sono un ottimo esempio le ville Mainardis (1954-55) e Spezzotti (1955-57), entrambe progettate da D’Olivo col preciso intento di integrarle nella natura circostante: infatti sono entrambe addossate a una duna. Come scrive ancora la Barillari, «la caratteristica pianta di casa Spezzotti formata dall’intersezione di quattro cerchi concentrici spaziati da un metro tanto da generare archi tangenti e non allineati, conferisce la percezione di una struttura aperta e dinamica». Chi fosse interessato a saperne di più, può richiedere la mappa 90 architetture del Novecento a Lignano alla Biblioteca comunale di via Treviso 2, tel. 0431/409160: un’ottima guida per conoscere la località attraverso le sue architetture.

Villa Spezzotti a Lignano Pineta, firmata Marcello D'Olivo - foto Giulio Avon
Villa Spezzotti a Lignano Pineta, firmata Marcello D’Olivo – foto Giulio Avon

Comunque, tornando a Hemingway, non è difficile ritrovare le atmosfere che si respirano in Di là dal fiume tra gli alberi, il suo romanzo ambientato nel paesaggio lagunare tra Veneto e Friuli: basta prenotare un’escursione in barca e andare appunto alla scoperta della laguna nei pressi di Lignano spingendosi fino a Marano Lagunare o alle Riserve naturali della foce del fiume Stella e a quelle della Valle del Canal Novo. Durante la navigazione si attraversa l’immenso specchio d’acqua – protetto dal mare aperto da una serie di isole e isolette, per esempio quella di Sant’Andrea, detta anche isola delle Conchiglie – ammirando barene e velme, ovvero le particolari lingue di sabbia che ermergono dall’acqua, e centinaia di specie diverse di uccelli (ce ne sono ben 320). (Per escursioni in barca: motonave Nuova Saturno, www.saturnodageremia.it, cell. +39 335 5368685; motonave Europa, www.motonaveeuropa.it, cell. +39 338 6067620).

Una barca di pescatori nella Laguna di Marano
Una barca di pescatori nella Laguna di Marano

Una volta giunti a Marano (http://www.visitmaranolagunare.it), ci si rende immediatamente conto che, anche se situato in Friuli, questo laborioso e vivace paese di pescatori ha una chiara impronta veneziana: fu infatti dominato dalla Serenissima per quasi 400 anni.

Marano Lagunare
Marano Lagunare

Dopo aver passeggiato per le sue calli, vale la pena visitare la già citata Riserva naturale della Valle Canal Novo, così chiamata perché costituita da un’ex valle da pesca, ovvero una porzione di laguna dotata di chiuse regolabili per allevare diverse specie ittiche. In questa area protetta, aperta tutto l’anno e concepita sul modello dei wetlands centres anglosassoni, si possono osservare numerose specie di uccelli che popolano l’ambiente palustre nelle diverse stagioni, sostandovi durante la migrazione o nel periodo della nidificazione.

La Riserva naturale della Valle Canal Novo a Marano Lagunare
La Riserva naturale della Valle Canal Novo a Marano Lagunare

Nella Riserva c’è anche un acquario che accoglie flora e fauna dei diversi ambienti tra dolce e salato caratteristici della zona (foce del fliume, barena, canali, dune). Chi desidera un’esperienza a tutto campo, può dormire in un’accogliente e moderna foresteria in grado di ospitare fino a 60 persone: il luogo di soggiorno ideale per gruppi di studenti che vogliono approfondire la conoscenza di questo territorio unico per storia, natura e cultura (informazioni: Comune di Marano Lagunare, ufficio riserve naturali-centro visite, tel. 0431 67551, www.maranoinforma.it, riservenaturali@maranoinforma.it).

L'azienda agricola Fausto Ghenda
L’azienda agricola Fausto Ghenda

Prima di lasciare il paese, vale sicuramente la pena di raggiungere la vicina cantina Ghenda, una piccola realtà vitivinicola a conduzione familiare, che produce vini ottenuti da vigne che confinano con la Riserva naturale. Le varie etichette proposte, in particolare quelle bianche (Malvasia istriana, Sauvignon, Vignua,Verduzzo), sono proprio tipiche “di laguna”, ovvero profumate come la brezza salmastra che accarezza i grappoli e sapide come l’acqua nella quale le viti affondano le radici: prenotando, si possono degustare insieme a varie sfiziosità locali (Azienda agricola Fausto Ghenda, www.ghendafausto.com, cell. +39 333 3070289).

Degustazione di vini all'Azienda agricola Fausto Ghenda
Degustazione di vini all’Azienda agricola Fausto Ghenda

Molto interessante anche l’escursione che conduce alla Riserva naturale della foce del fiume Stella, a sudovest dell’abitato di Marano Lagunare, caratterizzata da più di 300 ettari di canneti, paludi salmastre e canali meandriformi. Qui si possono ancora ammirare i tipici casoni maranesi, semplici ricoveri di canna e legno un tempo utilizzati dai pescatori della laguna per svolgere la loro attività. Numerose le specie che si rifugiano nella foce del corso d’acqua durante le migrazioni o vi trascorrono l’inverno, per esempio l’airone rosso (Ardea purpurea), il falco di palude (Circus aeruginosus), la canapiglia (Anas stepera), l’alzavola (Anas crecca) e la marzaiola (Anas querquedula). Poco distante dalla foce ci sono anche diverse valli da pesca, dove tuttora si allevano varie specie ittiche: qui si possono ancora vedere le cosiddette bilance da pesca, grandi reti tipiche del posto, anticamente movimentate a mano, oggi funzionanti grazie a motori elettrici.

La Bilancia di Bepi
La Bilancia di Bepi

A Palazzolo dello Stella, se ne può ammirare una in azione, chiamata Bilancia di Bepi, e poi mangiare il pesce appena pescato, cucinato al momento all’interno di un food truck parcheggiato tra il verde: un posto imperdibile, in un contesto naturalistico di rara bellezza (solo su prenotazione: cell. 393 403636733, https://www.turismofvg.it/code/81105/Bilancia-di-Bepi: per escursione Fiume Stella boat&taste: www.travelone.it).

Pesce fritto servito alla Bilancia di Bepi
Pesce fritto servito alla Bilancia di Bepi

Tornati a Sabbiadoro e dirigendosi invece verso ponente, all’estremo della penisola lignanese si raggiunge Lignano Riviera, anch’esso nato negli anni ’50 come Pineta. Anche qui ci sono scenari incontaminati, particolarmente suggestivi in autunno, mirabilmente descritti nel 1958 da Nunzia Monanni, moglie del celebre scrittore Giorgio Scerbanenco (così innamorato di questo lembo di Friuli che vi ambientò il suo romanzo La sabbia non ricorda). «Una terra incantata, deserta e magica si presentò ai nostri occhi: dune fino alla battigia, pini quasi fin all’acqua, non case, ovunque si ponesse lo sguardo si vedeva il mare, la laguna, il Tagliamento, e la pineta».

L'X River, il traghetto per ciclisti che collega la sponda friulana a quella veneta del fiume Tagliamento
L’X River, il traghetto per ciclisti che collega la sponda friulana a quella veneta del fiume Tagliamento

Ancora oggi, il paesaggio di Lignano Riviera è di fatto caratterizzato da una pineta secolare che, a tratti, lascia spazio alle dune di sabbia. Un territorio per certi versi primordiale, percorso da diversi chilometri di piste ciclabili. A questo proposito occorre ricordare l’X River, un traghetto ciclopedonale che può trasportare 25 persone con biciclette al seguito e collega la riva friulana con quella veneta del fiume Tagliamento, rendendo più agevole raggiungere Bibione dalla penisola lignanese (https://lignanosabbiadoro.it/it/esperienze/598-x-river-barca-lignano-bibione, il servizio sarà attivo fino al 30 settembre).

Il floating resort del Porto turistico Marina Uno
Il floating resort del Porto turistico Marina Uno

Poco distante, sempre sulla sponda del fiume a circa 400 metri dalla foce, sorge il floating resort del Porto turistico Marina Uno: si tratta di un complesso costituito da case galleggianti, dotate di tutti i comfort, ormeggiate lungo la riva. Due camere, una cucina-salotto, un bagno e una piccola terrazza affacciata sull’acqua danno vita a una location unica, fatta apposta per chi vuole rilassarsi nel silenzio assoluto, ammirando il volo degli uccelli che popolano l’interessante e prezioso ecosistema fluviale (https://www.marina-uno.com/floating-resort).

Il floating resort del Porto turistico Marina Uno
Il floating resort del Porto turistico Marina Uno

Infine, un suggerimento per chi ama lo sport. Nei pressi di Sabbiadoro c’è il Golf Club Lignano, un percorso di gioco a 18 buche, disegnato dal noto architetto Marco Croze, che si sviluppa su 70 ettari di verde estremamente curato: vasti rough di sabbia naturale, lunghi fairways e ampi green perfettamente inseriti fra gli specchi d’acqua e la rigogliosa vegetazione della pineta. Fanno parte della struttura anche una club house, un hotel, una spa e il ristorante Al Bancut, con terrazza panoramica, che propone un’ottima scelta di piatti della cucina tradizionale accompagnati da rinomati vini friulani (http://golflignano.it).

Il ristorante Al Bancut, presso il Golf Club Lignano
Il ristorante Al Bancut, presso il Golf Club Lignano

I gourmand apprezzeranno anche il Giardino Mediterraneo, situato sulla spiaggia di Lignano Sabbiadoro, che propone ottimi piatti di pesce, cucinati con materia prima freschissima, o ricette tipiche della cucina mediterranea, gustose ma leggere. Ricca la carta dei vini e sfiziosi gli aperitivi, serviti sotto un’accogliente tendone all’aperto, impreziosito da tappeti e lampadine colorate. (Indirizzo: Lungomare Trieste 15/b, Lignano Sabbiadoro, tel. +39 0431 73421).

Al ristorante il Giardino Mediterraneo l'aperitivo viene servito sulla spiaggia
Al ristorante il Giardino Mediterraneo l’aperitivo viene servito sulla spiaggia

Un altro must per chi ama la cucina di qualità è il ristorante Agosti, nella via dello shopping di Lignano Sabbiadoro. Tra i punti di forza, piatti di pesce freschissimo, come il Gratinato di mare, con canestrelli, cappesante e gamberoni in pasta kataifi, o la Spadellata di gusci di mare, con astice, cappesante, canestrelli, cozze, vongole veraci. Il tutto saltato in padella con un sugo appetitoso e servito con crostini di pane. Ottima anche la selezione dei vini.
(Indirizzo: via Tolmezzo 42, tel. + 39 0431 71215, www.ristoranteagosti.it).

Un piatto del ristorante Agosti
Un piatto del ristorante Agosti

Infine, se il tempo dovesse proprio essere inclemente, ci si può sempre rifugiare in un centro dove praticare sport indoor o farsi coccolare con massaggi e trattamenti vari. Per esempio, il Kinesis Club che ha una sede a Lignano Sabbiadoro e un’altra sul Lungomare di Lignano Pineta. La proposta è un vero e proprio ciclo del benessere che comprende attività fisica, consigli alimentari, relax, massaggi, tecniche posturali, meditazione. Non mancano servizi di estetica e programmi specifici per la pelle.
(Indirizzo: Via degli Artigiani Ovest 10, Lignano Sabbiadoro, tel. + 39 0431 720305; Lungomare Kechler 10, Lignano Pineta, tel. +39 0431 887361, 389 1843803, http://www.kinesisclub.com; info@kinesisclub.com).

Kinesis Club
Kinesis Club

Informazioni generali su Lignano: www.turismofvg.it; http://www.lignano.org; Lignano Sabbiadoro Infopoint, via Latisana 42, tel. +39 0431 71821, info.lignano@promoturismo.fvg.it; Lignano Pineta Infopoint, via dei Pini 53, tel. +39 0431 422169, info.lignanopineta@promoturismo.fvg.it; chi è interessato a itinerari enogastronomici, può costruirne su misura nel sito dedicato www.tastefvg.it che riporta anche gli orari di apertura, aggiornati in tempo reale, delle cantine vitivinicole.

Panorama della penisola lignanese
Panorama della penisola lignanese