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Renon pane e miele

Una vacanza tutta natura, balsamica, rigenerante, profumata, golosa

Corno del Renon. Il Tavolo rotondo dell'artista Franz Messner con vista sulle Dolomiti
Corno del Renon. Il Tavolo rotondo dell’artista Franz Messner con vista sulle Dolomiti

Siamo nel cuore dell’Alto Adige, sull’altopiano del Renon, tra la Valle Isarco e la Val Sarentino. Un’ampia area sopra Bolzano, che comprende quindici paesi, dove tutto sembra troppo bello per essere vero, eppure lo è. Quasi dipinto, con quei prati perfetti, i gerani alle finestre, l’attenzione per un’architettura, che anche quando è contemporanea non è mai invasiva. Tra i vigneti a valle, i boschi e le vette delle Dolomiti ognuno può trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Piste ciclabili, passeggiate, escursioni, equitazione, trekking, avventure in alta montagna, silenzi, feste campestri e spettacoli teatrali. Con ampio corollario di gastronomia e proposte benessere, che da queste parti hanno una lunga tradizione. Per gli amanti dell’insolito abbiamo testato qualche esperienza innovativa. Senza nulla togliere ai bagni di fieno o di lana, al pino mugo e alle erbe alpine, alle mele, al miele e alla vite. Un profumo di pane appena sfornato ci ha inebriati. Evocatore di pagnotte dorate, croccanti e morbide e di forni d’altri tempi, dove si infornava una volta a settimana, questo alimento base promette anche qualcosa di più. Già buono e sano, è ora anche salutare. L’Hotel Tann di Collalbo, è l’unico posto in Italia dove sperimentare la Paneterapia (www.tann.it). In un’apposita saletta del pane, vicino al forno, decorata con vecchi strumenti da panificio, si entra in accappatoio (o vestiti leggeri), ci si accomoda su delle poltroncine e si respira a fondo la fragranza della panificazione in corso: gli enzimi che sprigiona il lievito inducono un senso di profondo benessere. Dopo una mezz’oretta trascorsa a 40 gradi, si esce, ci si sdraia sul lettino d’acqua riscaldato, con vista panoramica – siamo a 1.500 metri – e poi, se quel caldo aroma stuzzicante ha scatenato anche l’appetito, la cena è là, pronta con le sue tentazioni, traboccanti di verdure colte nell’orto, erbe aromatiche, frutti di bosco, pino mugo. Oltre alle tipiche pietanze altoatesine.

L'Hotel Weihrerof sul Lago di Costalovara
L’Hotel Weihrerof sul Lago di Costalovara

Di queste è maestro anche lo chef Florian Schweigkofler, dell’albergo ristorante Wiesenheim, a Collalbo, da cui apprendiamo come preparare dei canederli alle erbe (www.wiesenheim-ritten.com). Un’altra esperienza inconsueta e, assicurano, efficace se protratta per almeno una settimana, è l’apiterapia proposta da Paul Rinner, bio-apicoltore da tre generazioni (www.hotel-rinner.it). Tutto è cominciato rilevando due arnie di sua nonna. Ora Paul ne ha 200, più di 10 milioni di api in tutto, considerato che ogni alveare ne ha circa 50/70mila. Miele e propoli a gogo dunque, prodotto con grande attenzione al benessere delle api e con la messa a punto di un metodo che consente, grazie ad un apparecchio tedesco, di respirare l’aria degli alveari, ricca di oli essenziali e resine, umida a 35 gradi di temperatura. Una sorta di aerosol profumato di miele, propoli e cera, molto piacevole e particolare, per trattare allergie e disturbi respiratori. Il ronzio incessante fa la sua parte con un effetto rilassante. Morbidezza garantita invece al Kaserhof, il maso della famiglia Mair, che dal 1996 alleva lama e alpaca  andine (oltre ai cavalli purosangue arabi e ad una schiera di animali da fattoria). È l’allevamento più vecchio e grande in Italia, molto famoso e apprezzato anche all’estero (i suoi esemplari hanno vinto numerosi premi). Vale la pena visitarlo per vedere da vicino questi camelidi timidi, con un manto di lana soffice e pregiata. Da luglio e fino a ottobre Walter Mair organizza trekking con i lama lungo i percorsi più suggestivi delle Dolomiti (www.kaserhof.it). Un’avventura esotica giocata in casa.

Walter Mair con uno dei suoi lama
Walter Mair con uno dei suoi lama al Kaiserhoh ©MZ

Le molto più indigene mucche e pecore, che passano l’estate sui pascoli alpini, sono oggetto invece di una festa il 24 agosto, giorno di San Bartolomeo (patrono dei pastori) e data nella quale rientrano dagli alpeggi prima dell’autunno. È il tradizionale “Bartlmastag”, tra campanacci, salsicce e ciambelle e l’accompagnamento della banda musicale di Vanga, presso il Rio Mader, dove viene radunato il bestiame, con conclusiva festa campestre a Pemmern. Dopo le mandrie, un laghetto ci sta bene. In particolare quello di Costalovara, dove si può fare tranquillamente il bagno. Per un soggiorno pieds dans l’eau c’è l’Hotel Weihrerhof (www.weihrerhof.com), che con l’acqua del lago produce una linea cosmetica naturale in cui si ritrovano anche fieno, pino cembro, erbe aromatiche, castagne. Da provare nella sua spa alpina e da portarsi a casa. Prima di tornare a valle e poi nelle nostre trafficate città, un ultimo sorso di montagna. I succhi di mela gourmet del maso Kohl, ad Auna di Sotto (www.kohl.bz.it). Qui, dire mela implica molte sfumature. Di varietà, gusto, colore. Un po’ lo specchio del Renon.

Info: www.renon.com