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A Crans-Montana non ci si annoia mai

Panorama di Crans-Montana - foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Olivier Maire
Panorama di Crans-Montana – foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Olivier Maire

Sembra incredibile, ma esiste un posto in Europa dove in poco più di mezz’ora si può raggiungere un ghiacciaio alpino partendo da una spiaggia di sabbia candida, con tanto di sdraio e chiringuito. E’ la regione svizzera di Crans-Montana, nel Vallese, che si estende dalla Valle del fiume Rodano, a 500 metri di altezza, fino a quote molte elevate, come quella del ghiacciaio in questione, la Plaine Morte, a 3.000 metri sul livello del mare.

Il Beach Club sulle rive dell'Etang Long
Il Beach Club sulle rive dell’Etang Long

Il Beach Club di cui sopra si trova invece sulle rive dell’Etang Long, uno dei cinque laghi di Crans-Montana, è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 21 fino al 26 agosto e offre la possibilità di praticare diverse attività sportive, dal beach volley alle bocce, dal wakeboard al water ski, dal surf ai Water Games, un percorso a ostacoli gonfiabili sull’acqua (https://www.crans-montana.ch/it/beachclub).

Panorama del lago Grenon - foto Crans-Montana Tourism & Congrès/Olivier Maire
Panorama del lago Grenon – foto Crans-Montana Tourism & Congrès/Olivier Maire

Gli altri bacini sono il Grenon, l’Icogne, il Chermignon e il Moubra, tutti collegati da un sentiero percorribile a piedi o in bicicletta detto appunto Itinerario dei cinque laghi. Sulle rive del Grenon c’è la possibilità di affittare un pedalò: l’attività ideale nelle giornate calde per godere di una leggera brezza ammirando le cime circostanti (per informazioni e prenotazioni: hotel-du-lac@bluewin.ch,  tel. +41 27 481 34 14, www.hoteldulac-crans-montana.ch).

Il birrificio La Marmotte
Il birrificio La Marmotte

Dopo la pedalata acquatica, vale la pena fare una sosta al birrificio La Marmotte, proprio di fronte all’imbarco dei pattini, dove si può assistere alla fabbricazione di birre artigianali, seguita, ça va sans dire, da una degustazione di bionde, rosse, nere & Co. (http://www.brasserie-la-marmotte.ch).

Tramonto sul Lago de la Moubra
Tramonto sul Lago de la Moubra

Vivamente consigliato ai gourmand il lago de la Moubra: sulle sue rive c’è infatti il ristorante La Plage che offre un’ampia scelta di piatti eccellenti, internazionali o preparati secondo le ricette della tradizione, accompagnati dalle migliori etichette di questa regione vinicola, dal Fendant alla Petite Arvine, dal Cornalin (o Rouge du Pays, il più antico vino rosso del Vallese) al Pinot Noir.

La Table Flottante del ristorante La Plage
La Table Flottante del ristorante La Plage

Fiore all’occhiello della struttura è la Table Flottante. Come si intuisce dal nome, si tratta di un tavolo apparecchiato su una zattera: durante la cena si sposta lungo la sponda, in condizioni di assoluta sicurezza, dando la possibilità ai commensali di mangiare facendosi cullare quasi impercettibilmente dall’acqua e ammirando il tramonto (http://restaurantlaplage.ch). Da non perdere, lungo le sponde dello stesso lago, il Festival del blues dal 9 al 10 agosto, a ingresso gratuito (www.blues-lake-moubra.ch).

Una suggestiva veduta del Weisshorn (4.505 metri) ripreso dal ghiacciaio della Plaine Morte - foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Olivier Maire
Una suggestiva veduta del Weisshorn (4.505 metri) ripreso dal ghiacciaio della Plaine Morte – foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Olivier Maire

A chi, invece, ama le quote più alte si consiglia una gita al già citato ghiacciaio della Plaine Morte, collegato sia in estate sia in inverno a Crans-Montana da una cabinovia e, per l’ultimo tratto, da Funitel, una funivia che offre panorami spettacolari partendo da Cabane des Violettes, a quota 2.208. Se la giornata è limpida, una volta giunti alla Plaine Morte si ha uno splendido colpo d’occhio su alcune delle cime più spettacolari delle Alpi, dal Breithorn (3.785 metri) al Monte Bianco (4.810 metri), passando per il Weisshorn (4.505), il Cervino (4.478) e il Grand Combin (4.314). Chi volesse assistere alla magia dell’alba da questo luogo privilegiato può farlo l’11 agosto e il 1° settembre, ma la prenotazione è obbligatoria (www.mycma.ch).

Il ghiacciaio della Plaine Morte - foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Olivier Maire
Il ghiacciaio della Plaine Morte – foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Olivier Maire

Durante il ritorno verso valle vale la pena fare una sosta alla Cabane des Violettes: qui c’è l’omonimo rifugio – con gli antichi muri di pietra, le persiane rosse e bianche e la terrazza solarium – gestito dalla guida alpina Pierre-Olivier Bagnoud insieme allo chef stellato Michelin Franck Reynaud che ha anche un ristorante gastronomico presso l’Hostellerie du Pas de L’Ours, un cinque stelle Relais & Châteaux situato in paese.

La terrazza solarium della Cabane des Violettes
La terrazza solarium della Cabane des Violettes

Visto che ad alta quota l’aria è frizzantina, alla Cabane ci si possono concedere anche piatti molto calorici come la Fondue, fatta con un formaggio a pasta dura fuso all’interno di una pentola apposita, detta caquelon (ottima la Fondue Corbyre, preparata con formaggio proveniente dall’omonimo alpeggio).

Il tipico piatto vallesano - foto Crans-Montana Tourism & Congrès
Il tipico piatto vallesano – foto Crans-Montana Tourism & Congrès

Si può poi proseguire il pasto con tipiche proposte locali, come il rösti con uovo al tegamino o il piatto vallesano, ovvero carne secca del Vallese Igp, prosciutto crudo del Valles Igp, lardo secco Igp, salsiccia secca Igp, pane di segale vallesano Dop e formaggio raclette Dop.

La preparazione della raclette usando il fuoco di legna - foto Crans-Montana Tourisme & Congrès
La preparazione della raclette usando il fuoco di legna – foto Crans-Montana Tourisme & Congrès

A proposito di quest’ultimo, è anche l’ingrediente principale di un altro piatto della tradizione, detto appunto raclette, che si prepara tagliando a metà una forma, scaldandola vicino al fuoco a legna o sotto un’apposita resistenza e “raschiandola” via via con un coltello o una spatola: il formaggio fuso così ottenuto viene fatto cadere morbidamente nel piatto di ogni commensale, accompagnandolo con cetriolini e cipolline sottaceto e patate bollite.

L'hotel Chetzeron
L’hotel Chetzeron

Un’altra escursione molto piacevole è quella a Cry d’Er, a 2.220 metri, raggiungibile in cabinovia, dove c’è una vista eccezionale sulle Alpi vallesane. Da qui, con una passeggiata in discesa adatta pure a gambe poco allenate, si può raggiungere l’hotel Chetzeron, considerato uno dei 100 più belli del mondo, nel cuore della ski area di Crans-Montana. Vedendolo adesso nessuno penserebbe che era un cosiddetto ecomostro, che deturpava notevolmente il paesaggio, poi trasformato da un’intelligente e accurata opera di ristrutturazione in un accogliente albergo di 16 camere, ciascuna con una vista spettacolare. Ottimo anche il ristorante gastronomico, specializzato in varie prelibatezze che, durante l’estate, vengono servite sulla spettacolare terrazza che guarda la valle del Rodano (http://www.chetzeron.ch).

Una camera dell'hotel Chetzeron
Una camera dell’hotel Chetzeron

Considerando che da queste parti crapahuter, ovvero gironzolare in montagna, è quasi un obbligo si può unire l’utile al dilettevole inparando qualcosa di più sulla cultura locale. Un must da questo punto di vista è il borgo di Colombire dove c’è l’Ecomuseo del remuage, sostenuto dalla Protezione dei siti del Cantone del Vallese, che consente di scoprire quale fosse lo stile di vita degli antichi vallesani: all’interno di due baite storiche, smontate e trasportate fino a qui, sono stati infatti ricostruiti gli ambienti nei quali vivevano e lavoravano, con tanto di mobilio e utensili dell’epoca.

La ricostruzione di un'antica camera da letto nell'Ecomuseo di Colombire - foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Olivier Maire
La ricostruzione di un’antica camera da letto nell’Ecomuseo di Colombire – foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Olivier Maire

Grazie a guide competenti si apprende, tra l’altro, che qui si praticava appunto il cosiddetto remuage, una sorta di migrazione verticale che scandiva le stagioni: in inverno, all’inizio della primavera e in autunno la gente viveva nel fondovalle, mentre nel mese di maggio le famiglie si trasferivano, insieme ai loro animali, nelle baite a circa 1.200 metri d’altezza (non a caso queste abitazioni si chiamano mayen, termine derivante dalla parola francese mai che indica, appunto, il mese di maggio). Non appena cominciava a fare piu caldo, generalmente a giugno, avveniva un altro trasloco, questa volta a quote ancora più elevate (1.800 metri circa) per accompagnare le mucche all’alpeggio.

Due delle baite nelle quali è allestito l'Ecomuseo di Colombire
Due delle baite nelle quali è allestito l’Ecomuseo di Colombire

Proprio per far provare di persona ai visitatori come fosse vivere in mayen, tre delle baite che compongono l’Ecomuseo sono state adibite ad alloggio per la notte (con tutti i comfort, però!). Tra le altre esperienze proposte, si può imparare a fare il formaggio, intagliare il legno, raccogliere erbe alpine o ascoltare storie e leggende della montagna. Anche gli appassionati di cucina possono scoprire le specialità del passato nel vicino Relais de Colombire che propone piatti ispirati al periodo della transumanza e alla vita d’alpeggio (info@colombire.ch; www.colombire.ch; prenotazione diretta per gli stage: www.colombire.ch/stages; www.crans-montana.ch/experiences; prenotazione diretta per le attività: www.colombire.che/retreat; www.crans-montana.ch/experiences).

La Bisse du Tsittoret - foto Crans-Montana Tourism & Congrès/Olivier Maire
La Bisse du Tsittoret – foto Crans-Montana Tourism & Congrès/Olivier Maire

Da Colombire passa anche un sentiero che costeggia la Bisse du Tsittoret, risalente al 15esimo secolo. Le bisse sono antiche condutture dell’acqua, tipiche del Vallese e alimentate dai ghiacciai sovrastanti nel periodo del disgelo, costruite per consentire lo sviluppo di un’agricoltura rigogliosa anche nelle valli meno piovose. La maggior parte di queste bisse non hanno pendenze particolari, quindi sono affiancate da sentieri percorribili da tutti, ma ce ne sono alcune, come la Bisse du Ro, costruita nel 14esimo secolo e anch’essa non lontana da Crans-Montana, che si trovano lungo percorsi ben attrezzati per le escursioni, ma con passaggi spettacolari e vertiginosi fra le pareti rocciose.

La Bisse du Ro - foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Olivier Maire
La Bisse du Ro – foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Olivier Maire

Tornati in paese ci si può dedicare allo shopping, all’arte o ai piaceri della tavola (diversi i ristoranti premiati dalla Guida Michelin e da Gault & Millau): Crans-Montana è infatti una destinazione che coniuga perfettamente l’atmosfera di montagna con tutti i vantaggi della vita cittadina (non a caso fa parte di Best of the Alps, l’associazione europea formata da dodici destinazioni turistiche alpine famose in tutto il mondo, https://www.bestofthealps.com/it). Riguardo agli acquisti, da non perdere Rue du Prado a Crans dove si trovano tutti i più noti marchi del lusso, negozi di design, gioiellerie e vetrine specializzate in articoli sportivi e da montagna.

Alcune specialità golose di David Chocolatier
Alcune specialità golose di David Chocolatier

Tra gli indirizzi per buongustai a Montana segnaliamo: Laiterie Au Petite Chalet (avenue de la Gare 4) che vende prodotti del territorio, come tome fatte in casa, panna de la Gruyère, formaggio d’alpeggio e da raclette Doc, mélanges de fondue; David Chocolatier (avenue de la Gare 6), del maestro cioccolatiere David Pasquiet, famoso per le sue golose prelibatezze insolite, come le ganache al Mojito e al tiramisu (https://www.instant-chocolat.ch); Boulangerie Patisserie Taillens (avenue de la Gare 8), il cui proprietario è stato proclamato campione cantonale dello Swiss Bakery Trophy nel 2018: in effetti qui il pane e i prodotti di pasticceria sono squisiti. Sempre a Montana, tutti i mercoledì fino al 28 agosto il centro cittadino è animato dalle 10 alle 19 da un mercato agricolo, con prodotti del territorio e artigianato, e dall’esibizione di musicisti, clown e artisti di strada (https://www.crans-montana.ch/it/shopping).

Una sala della Fondation Opale - foto Olivier Maire
Una sala della Fondation Opale – foto Olivier Maire

Per quel che riguarda musei e gallerie, interessante la Fondation Opale che si propone di esplorare l’arte contemporanea attraverso i temi universali che, da sempre, accomunano tutti gli uomini, indipendentemente dal loro luogo di origine e dall’epoca nella quale sono vissuti. In questo ambito, fino al 9 marzo 2020 questo spazio espositivo accoglie la mostra Before time began, dedicata all’arte aborigena attuale (https://www.fondationopale.ch).

Una statua a forma di orso esposta alla mostra Grand Nord, Art Inuit
Una statua a forma di orso esposta alla mostra Grand Nord, Art Inuit

Un’altra mostra in corso, sempre a tema etnico, è Grand Nord, Art Inuit, ospitata al Musée Art et Collection Fondation Bernard et Caroline de Watteville e dedicata a questo sparuto, ma interessantissimo popolo dell’Artico (https://www.art-et-collections.ch/fr/expositions/exposition). Infine, una “chicca” per gli appassionati di modellismo: la Fondazione Svizzera dei treni in miniatura che raccoglie, tra l’altro, 1.300 modelli (in scala HO) che ripercorrono 150 anni di ferrovie svizzere. Senza dimenticare plastici e modellini di locomotive e vagoni che in passato percorrevano le strade ferrate del Colorado. Inoltre, nel negozio adiacente si possono acquistare cartoline e riproduzioni di manifesti risalenti all’epoca d’oro del trasporto su rotaia (http://www.trains-miniatures.ch)

Un modellino di treno esposto alla Fondazione Svizzera dei treni in miniatura
Un modellino di treno esposto alla Fondazione Svizzera dei treni in miniatura

My Explore Card
Chi soggiorna in una struttura ricettiva di Crans-Montana (hotel, B&B, camping, seconda casa, casa in affitto…) ha diritto a questa card che viene emessa dalla struttura stessa in cambio del pagamento della tassa di soggiorno. Sono molti i vantaggi che si ottengono grazie a essa, come gli impianti di risalita gratuiti per tutta la stagione estiva, la gratuità dei trasporti sul bus navetta Smc in paese e l’entrata senza pagare a Le Sporting swimming pool o ai Water Games. Stesso discorso per la pista di pattinaggio coperta, la sala da arrampicata e il minigolf (per saperne di più: www.crans-montana.ch/myexplorercard).

Panorama di Crans-Montana - foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Olivier Maire
Panorama di Crans-Montana – foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Olivier Maire

Per informazioni, consigli sui luoghi da visitare e prenotazioni di guide, escursioni e soggiorni (hotel dalla categoria cinque stelle a quelle economiche, bed&breakfast, rifugi alpini, campeggi, appartamenti) ci si può rivolgere a Crans-Montana Tourisme & Congrès, Route des Arolles 4, 3963 Crans-Montana, tel. +41 (0)84 822 10 12, fax +41 (0)27 485 04 60,
information@crans-montana.ch; crans-montana.ch

Utili informazioni anche nel sito www.vallese.ch

Un escursionista lungo il sentiero che conduce dal ghiacciaio della Plaine Morte alla Cabane des Violettes - foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Sedrik Nemeth
Un escursionista lungo il sentiero che conduce dal ghiacciaio della Plaine Morte alla Cabane des Violettes – foto Crans-Montana Tourisme & Congrès/Sedrik Nemeth