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Weekend tra le vigne

Panorama dei vigneti intorno a Palas Cerequio
Panorama dei vigneti intorno a Palas Cerequio

Tra i siti Unesco d’Italia ci sono anche i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, molto aprezzati dai turisti di tutto il mondo appassionati di enogastronomia che qui possono gustare prodotti culinari d’eccellenza e bere etichette eccezionali. Senza contare la possibilità di soggiornare in luoghi speciali, dove si può ancora “sentire” il profondo legame che lega questa terra agli uomini che la abitano e vi lavorano. Uno di questi posti è Palas Cerequio, relais “firmato” dall’azienda Michele Chiarlo con base a Calamandrana (AT), famosa per i vini di qualità, al 100 per 100 autctoni, ottenuti da 110 ettari di vitigni di Nebbiolo, Barbera, Moscato, Cortese situati tra Langhe, Monferrato e Gavi. Tutti vinificati in purezza, ovvero senza assemblaggi con varietà internazionali, quindi espressione pura dell’enorme ricchezza enologica che queste terre sanno esprimere.

Il Palas Cerequio Resort
Il Palas Cerequio Resort

Ricavato dalla ristrutturazione di un’antica borgata del ‘700 situata nelle Langhe, Palas Cerequio (palas in piemontese significa palazzo di lusso) si trova a La Morra, al centro di una delle aree più vocate alla produzione del Barolo. Un boutique wine hotel dove tutto, dal progetto architettonico agli arredamenti, dalle opere d’arte alle selezioni enologiche e gastronomiche proposte dall’omonimo ristorante, racconta la passione per i vini di qualità, tra i quali appunto il Barolo: i cru più emblematici di quest’ultimo sono raccontati sulle pareti del Palas attraverso le opere di Giancarlo Ferraris, ideatore della veste grafica delle più celebri etichette prodotte da Michele Chiarlo. In totale, al Palas ci sono sette suite: quattro, dedicate al “Passato” – si trovano infatti all’interno del palazzo padronale di origine settecentesca – portano i nomi di cru storici del Barolo: Cerequio, Cannubi, Rocche di Castiglione, Villero.

La suite Vigna Rionda al Palas Cerequio Resort
La suite Vigna Rionda al Palas Cerequio Resort

Nell’area “Futuro”, caratterizzata da uno stile minimale dove dominano materiali grezzi e al tempo stesso preziosi come la pietra di Luserna e i tronchi di quercia, ci sono invece cinque suite, dedicate ad altrettanti celebri cru: Vigna Rionda, Bussia, Rocche dell’Annunziata, Ginestra e Brunate. Vero e proprio punto di forza di tutta la struttura è il Caveau del Barolo, situato nelle settecentesche cantine. Un luogo fresco e silenzioso dove si conserva la storia di Michele Chiarlo: una collezione di più di 6.000 bottiglie che riassumono più di mezzo secolo di annate di Barolo, dal 1958 a oggi. Oltre alla memoria enologica conservata nel Caveau, l’offerta di Palas Cerequio comprende Vertigo, un servizio che permette di creare degustazioni verticali e orizzontali di oltre 400 etichette provenienti dai nove maggiori cru di Barolo ai quali, come abbiamo già detto, sono dedicate le suite della struttura stessa.

La Cascina La Court
La Cascina La Court

Un altro posto indimenticabile, sempre firmato Michele Chiarlo, è la tenuta La Court di Castelnuovo Calcea (AT), cuore del cru da cui nascono ottimi Barbera, dove sorge l’Art Park La Court. Si tratta di un museo a cielo aperto in vigna, ottimo esempio di land art con “quinte” paesaggistiche progettate dal grande scenografo, animatore e illustratore genovese Emanuele Luzzati che qui ha lasciato in eredità le sue sculture, collocate lungo un percorso fiabesco dedicato ai quattro elementi fondamentali della tradizione filosofica ellenica: Terra, Acqua, Aria e Fuoco. Oltre alle creazioni di Luzzati, l’Art Park è costellato di altre opere di artisti di fama internazionale, ideate, tra gli altri, da Ugo Nespolo, Giancarlo Ferraris e Chris Bangle.

"Madre natura" di Emanuele Luzzati nell'Art Park La Court - foto Pistamiglio
“Madre natura” di Emanuele Luzzati nell’Art Park La Court – foto Pistamiglio

Tutti i luoghi citati si possono scoprire con visite guidate: il Tour Basic prevede la visita delle Cantine a Calamandrana, nel Monferrato, e la degustazione di 3 vini della gamma Classico; il Premium Tour porta invece il visitatore nel cuore della produzione vitivinicoladi Michele Chiarlo approfondendo le differenze fra vitigni, zone di produzione e terroir e termina con la degustazione di 5 vini simbolo dell’Azienda; un’esperienza unica, immersiva e coinvolgente è il Vineyards Tour che permette di godere delle degustazioni Basic e Premium nella magnifica cornice del parco artistico La Court, tra i filari della Barbera (per maggiori informazioni e prenotazioni: https://www.michelechiarlo.it/tour-e-degustazioni).

La "Porta" di Ugo Nespolo nell'Art Park La Court - foto Pistamiglio
La “Porta” di Ugo Nespolo nell’Art Park La Court – foto Pistamiglio

Credendo fermamente nei vitigni autoctoni, l’Azienda Michele Chiarlo quest’anno ha deciso di acquistare altri 10 ettari di terreno all’interno dell’areale del Nizza, un vino rosso a Denominazione di origine controllata e garantita nata recentemente. «Siamo felici di aver avuto la possibilità di annettere al nostro patrimonio viticolo due appezzamenti così vocati all’interno di una denominazione che abbiamo fortemente voluto e che abbiamo intenzione di continuare a supportare nella sua crescita», spiega Stefano Chiarlo, titolare assieme al fratello Alberto e al padre Michele della Michele Chiarlo.

La "Big Bench" di Chris Bangle nell'Art Park La Court
La “Big Bench” di Chris Bangle nell’Art Park La Court

«Fin dagli albori di questa Docg, ai tempi in cui nostro padre Michele ricopriva il ruolo di primo presidente della neonata Associazione del Nizza, abbiamo creduto che questo vino, che oggi sta ricevendo importanti riconoscimenti dalla critica nazionale e internazionale, avesse tutte le carte in regola per entrare nella rosa dei grandi rossi piemontesi. Gli investimenti su questo territorio sono una prova concreta delle sue grandi potenzialità, che come produttori e membri dell’Associazione, è nostro desiderio continuare a valorizzare in vigna e a promuovere sui mercati internazionali. Sarà un onore per noi confrontarci con questi nuovi appezzamenti ed è nostra intenzione, se si presenteranno le giuste occasioni, di continuare a investire nei grandi territori piemontesi, perché da sempre la vocazione della nostra famiglia è quella di vinificare nelle più prestigiose denominazioni del Piemonte».

Per informazioni: https://www.palascerequio.com; https://www.michelechiarlo.it

Da sinistra: Stefano, Michele e Alberto Chiarlo
Da sinistra: Stefano, Michele e Alberto Chiarlo