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Su una moderna terrazza davanti al golfo di Sorrento

“Un cocktail bar può contribuire a migliorare la vita delle persone, può essere un luogo d’incontro dove il rituale della conversazione può trasformarsi nel cocktail perfetto per una nuova storia”.

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Sono parole di Javier De Las Muelas,uno dei più importanti mixologist presenti sulla scena mondiale. E ne sa davvero qualcosa il bardented catalano che da quarant’anni è dietro il banco del suo Dry Martini di Barcellona e col tempo ne ha aperto complessivamente 25 di locali analoghi in tutto il mondo: 5 in Europa, precisamente a Barcellona, Madrid, Londra e San Louis Potosì – più il solo, unico e ultimo in ordine di tempo in Italia, a Sorrento, che si trova all’interno del Majestic Palace Hotel di Sant’Agnello.

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Il Dry Martini era il cocktail preferito di James Bond ma ora è anche il nome di questa serie di locali dove si possono degustare oltre duecento ricette di cocktail concepiti da Javier De Las Muelas, di cui cento dedicate al Dry Martini.

Diversamente dal layout di tutti gli altri che in analogia al primo originario di Barcellona hanno arredi neri, questo di Sorrento è completamente definito in un unifome colore bianco e il concept design degli arredi è stato affidato all’architetto e proprietaria Giulia Rossano, che con il partner Lucio D’Orsi gestisce l’intera struttura ricettiva.

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La risultante è una terrazza spettacolare che all’orizzonte offre la vista magnifica sul golfo di Sorrento e sotto gli effluvi di zagare di un giardino di aranci di oltre un ettaro, dove si erge anche un possente ulivo secolare. Ma non finisce qui perché Dry Martini di Sorrento si compone anche di un bar interno al piano terra e in entrambi – sotto e sopra – c’è un display con un contatore a cifre rosse che indica il numero dei Dry Martini Cocktail serviti, ai quali corrisponde anche un certificato timbrato che i clienti possono ritirare con con indicato il numero del Dry Martini degustato.

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“E’ una grande soddisfazione per noi – affermano Giulia e Lucio – condividere la tradizione e la cultura del servizio che definisce il Dry Martini Bar di Javier, che abbiamo conosciuto durante un viaggio a Barcellona, stabilendo fin da subito un feeling basato su un’empatia e stima reciproca”.

Dry Martini Sorrento è un luogo innovativo e di tendenza, un innesto giovane in un hotel storico che vanta 52 anni di storia e anche una chicca curiosa, dato che al proprio interno c’è anche il ristorante stellato più piccolo d’Italia, il Don Geppi (nome che è un omaggio al padre di Giulia, Giuseppe Rossano, esperto gourmand) con soli 4 tavoli per un totale di 12 coperti.

In cucina, a guidare la brigata, c’è lo chef Mario Affinita, mano e testa abilissime nel preparare piatti di grande impatto visivo ma soprattutto gustativo, che meritano di brillare ancora a lungo nel firmamento Michelin. E di raddoppiare, a buon diritto, l’assegnazione della stella.

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