Signore in verde

Le storie delle più celebri giardiniere d’Italia e dei loro universi di clorofilla sono al centro dell’opera di Nicoletta Campanella “Grandi giardiniere d’Italia”, edita da Nicla Edizioni e presentata nella cornice di Orticola 2019. Il lettore viene condotto in un viaggio alla scoperta di alcune tra le grandi protagoniste del giardinaggio italiano di ieri e di oggi e dei loro giardini, piccoli grandi universi che le rappresentano. Le vite delle giardiniere e le storie dei loro musei en plen air si intrecciano come radici tra le pagine di questo volume ricco di illustrazioni, con numerosi focus botanici, corredati da schede dettagliate, foto e curiosità, a cura di Rita Oliva e Stefano Marzullo i numerosi, mentre gli acquerelli sono firmati da Silvana Rava. “I profumati e verdi spiriti di grandi giardiniere del passato ci guidano nel racconto di donne che, ognuna a proprio modo, è interprete di un giardinaggio appassionato in un mondo sempre meno attento alla bellezza, alla natura e al paesaggio” spiega l’autrice, giornalista e appassionata di letteratura, arte e moda del Novecento.

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Secondo Nicoletta Campanella, fare giardini è un esercizio di vita che apre alla visione dei linguaggi del creato. La giardiniera li vede e li persegue sulla tela immaginaria del suo capolavoro; non si lascia frenare dalla mutevolezza della natura: le sue mani ricercano nell’imperfezione un assaggio presumibile del paradisiaco giardino superiore. Fare giardini diventa dunque un esercizio di vita, che rende migliori, mentre si dispensano bellezza e benessere. “Arredare” la terra in un grande giardino godibile è un’operazione di salvataggio del mondo, alla quale noi donne dovremmo puntare.Nel periodo del rinascimento creativo ed economico del dopoguerra le protagoniste del verde intraprendevano silenziose, lontane dalle ribalte, i loro primi passi verso le esplorazioni future che avrebbero innalzato il genio femminile italiano nell’arte del giardinaggio. Tra le pagine si incontrano Ursula Salghetti Drioli Piacenza ed Ellen Ann Willmott; Maresa Del Bufalo e la sua creatura verde di Valleranello; Antonella Fineschi e il più importante giardino botanico di rose del mondo. Ci sono poi gli universi fioriti di Emilia Kuster Rosselli, Lavinia Taverna con i suoi Giardini della Landriana, Lily d’Aragona, Maria Augusta Eroli, Mirella Presot Collavini, Marcella Montano Musetti, Rossella Puglionisi Sasso, Cristiana Cecconi Croff. L’apertura dell’opera è dedicata alla capostipite delle grandi giardiniere italiane, la principessa Lelia Caetani, ultima voce della dinastia che lei ha reso immortale nella memoria riuscendo a condurre all’apice della bellezza il sublime – e famoso – giardino di Ninfa.