GOURMET

Donne che nutrono

Coltivare Custodire riunisce cuoche, imprenditrici, giornaliste per discutere della produzione di cibo al femminile. Tra le tenute dei Ceretto e l’università gastronomica di Pollenzo

Studentesse dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in Piemonte.
Studentesse dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in Piemonte.

Si parla sempre di più di sostenibilità. È il nuovo valore condiviso a livello internazionale, che supera confini, filosofie e spiritualità diverse. Ma le parole di moda strausate rischiano di diventare slogan vuoti, ed è di vitale importanza continuare a definire e spiegare il loro significato per non sprecarne il potenziale. Per il secondo anno, la famiglia Ceretto, produttrice di vino e proprietaria dei ristoranti Piazza Duomo di Alba, e l’Università di Scienze Gastronomiche collaborano per “Coltivare e Custodire”, un convegno sull’importanza della cura del paesaggio e della pratica di un’agricoltura sostenibile nel rispetto della tradizione e della qualità. La due giorni di conferenze, pranzi e spettacoli si svolge il 31 maggio e il 1 giugno, tra la facoltà di Pollenzo e la Tenuta Monsordo Bernardina ad Alba, in quel magnifico paesaggio delle Langhe che, insieme a Monferrato e Roero, fa parte del patrimonio Unesco e è uno dei più stellati d’Italia. Quest’anno, protagoniste della “due giorni” sono le donne di ogni età e provenienza, dedite alla produzione di cibo sostenibile. Da sempre custodi e depositarie della nutrizione, le donne giocano un ruolo chiave per il futuro del cibo e del pianeta. A raccontare come, si alternano lavoratrici, cuoche, imprenditrici, vignaiole, studentesse e giornaliste. Ciascuna porta la propria esperienza di lavoro sul campo, di trasformazione, creazione e divulgazione, illustrando tutto il percorso, a volte difficile a volte appassionante e divertente dalla produzione alla tavola. Nell’insieme propongono un’interpretazione profonda e innovativa della cultura agricola, culinaria e gastronomica oggi. Un esempio per tutte è Vilda R. Figueroa Frade, che da decenni è impegnata in un progetto di sovranità alimentare a Cuba, attraverso la conservazione degli alimenti, dei condimenti e delle erbe medicinali. Un lavoro che viene premiato  con la laurea “honoris causa” dalla prestigiosa facoltà di Pollenzo.

Agito Ideo Gudeta è una allevatrice etiope che vive in Trentino da diversi anni per portare avanti la sua passione: salvare dall’estinzione la capra Mochena. È una delle protagoniste del convegno Coltivare Custodire, il 31 maggio e 1° giugno, tra Alba e Pollenzo.
Agito Ideo Gudeta è una allevatrice etiope che vive in Trentino da diversi anni per portare avanti la sua passione: salvare dall’estinzione la capra Mochena. È una delle protagoniste del convegno Coltivare Custodire, il 31 maggio e 1° giugno, tra Alba e Pollenzo.

Al femminile, ovviamente, anche i menu del congresso. Il primo giugno, dopo una tavola rotonda sul lavoro delle donne nei campi e nelle cucine, si può prenotare il pranzo a 8 mani: 4 cuoche preparano 4 piatti di quattro nazioni con la collaborazione della Brigata delle Tavole Accademiche. Ai fornelli, Amy Lim di Hong Kong, l’italiana Elide Mollo, Laura Rosano dell’Uruguay e Bela Gil, figlia del celebre cantante basiliano Gilberto, che proprio a Pollenzo, sta completando la specializzazione in gastronomia.

Le storie sulle buone pratiche dell’agricoltura e dell’enogastronomia continuano poi alla Tenuta Monsordo Bernardina di Alba, con finale teatrale: sul palco, Lella Costa interpreta il Pranzo di Babette, uno dei racconti più belli di Karen Blixen.

Per il programma del convegno, i profili delle donne protagoniste e le prenotazioni: www.coltivarecustodire.com.