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Mangiare alla milanese

A pochi chilometri dallo skyline della “nuova Milano”, l’Osteria del Ponte di Trezzano sul Naviglio propone i piatti della tradizione gastronomica meneghina

foto @fusillolab
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In una Milano sempre più vicina all’Europa (e al mondo) fa piacere sapere che qualcuno ci tiene a far conoscere a turisti e giovani generazioni non solo la modernità, ma anche le tradizioni meneghine. E’ il caso di Patrizia Meazza e dei suoi due figli Alessia e Francesco Angelillo, diventati da qualche anno portavoce della milanesità tra cucina e storia. Dopo l’Antica Osteria di Ronchettino, situata in una cascina alla periferia sud della città e punto di riferimento per gli amanti della cusinna milanesa (http://www.ronchettino.it), hanno infatti appena inaugurato l’Osteria del Ponte a Trezzano sul Naviglio.

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Anche quest’ultima è situata in una cascina, caratterizzata da un’accogliente aia e affacciata sul Naviglio Grande. Se non fosse per i palazzi moderni circostanti sembrerebbe un luogo dove il tempo si è fermato: da testi storici risulta in effetti che questo edificio ha una storia millenaria e avrebbe accolto anche Ludovico il Moro (1452-1508), celebre Duca di Milano, che vi pernottava spesso quando si recava nelle sue terre di caccia nel Pavese.

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Con l’inizio della gestione della famiglia Angelillo, l’Osteria del Ponte ha subito un’imponente ristrutturazione, eseguita però nel rispetto assoluto della storia millenaria del posto: mattoni a vista ripuliti dell’intonaco per far risaltare la struttura antica e, ove possibile, pavimenti originali in cotto. I tavoli sono collocati in varie sale – Veranda, Camino, Mezzanino, Ringhiera, Stufa, Quadri – arredate in stile provenzale e shabby chic; i coperti sono più di 100, ai quali nella bella stagione se ne aggiungono altri 20-30 nella terrazza e 50/60 in cortile.

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Il “punto di forza” della cucina dell’Osteria del Ponte è, come all’Antica Osteria di Ronchettino, la tradizione gastronomica milanese con le storiche ricette che Patrizia Meazza ha imparato dalla mamma Wanda. Executive Chef è il rodigino Simone Zanon, 34 anni, di cui 15 trascorsi ai fornelli. Dopo la scuola, si è fatto le ossa in Veneto, in particolare a Venezia (Hotel Cipriani, Hotel Danieli, San Clemente Palace, Bistrot de Venice), poi è arrivato a Milano tre anni e mezzo fa, dove ha lavorato a Expo 2015 per il padiglione inglese come secondo chef. Subito dopo, nel dicembre dello stesso anno, è stato ingaggiato come primo chef per l’apertura del ristorante Darmas, a Monza.

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Successivamente è approdato al Ronchettino e ora ha preso le redini della cucina dell’Osteria del Ponte, dove propone non solo i grandi classici della tradizione – per esempio, mondeghilli alla milanese; galantina di faraona con verdurine all’aceto di lamponi e crema di peperoni arrosto; risotto alla milanese con ossobuco di vitello in gremolada; cotoletta alla milanese “Orecchia d’elefante” di vitello fritta in burro chiarificato – ma anche alcuni fuori menu, battezzati Oltre il Ponte, che tradiscono le sue origini venete, come la parmigiana di biete e coste e lo gnocco ripieno di faraona servito con salsa “peverada”, realizzata con soppressa e interiora di pollo.

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Gli ingredienti provengono rigorosamente da piccoli fornitori accuratamente selezionati, mentre paste fresche, pane, grissini e dolci sono tutti “home made”, senza l’utilizzo di semilavorati. In sala, ad accogliere e intrattenere i commensali, Enrico Nicifero, grande conoscitore della storia del posto.
Osteria del Ponte, via Vittorio Veneto 22, Trezzano sul Naviglio (MI), chuso il lunedì, tel. 02 4455637; www.osteriadelponte.it; osteriadelpontetrezzano@gmail.com

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