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Slow Courmayeur

Baita innevata - Chalet in winter 1

Quando si parla di Courmayeur, il pensiero corre immediatamente al Monte Bianco e alla sua suggestiva skiarea dove è possibile percorrere discese mozzafiato, praticare lo snowboard o il freeride, ovvero il fuoripista in tutte le sue forme, in scenari incontaminati. In realtà, la proposta turistica invernale di questa famosa località valdostana va ben oltre lo sci e offre allettanti alternative anche a chi ama vivere la montagna innevata in modo “slow”. Ma andiamo con ordine.

Courmayeur - foto Gughi Fassino
Courmayeur – foto Gughi Fassino

Invece delle attività sportive più adrenaliniche si può, per esempio, praticare lo sci di fondo: il regno indiscusso di questo sport è l’incantevole Val Ferret, che si stende ai piedi del Monte Bianco ed è la porta di Courmayeur verso la Svizzera. Qui ci sono più di 20 km di piste dedicate al cross country skiing, situate ai piedi de Le Grandes Jorasses, un gruppo di cime, 6 per l’esattezza. 5 delle quali superano i 4.000 metri. Tutte le piste partono dall’abitato di Planpincieux, con diversi varianti e anelli, alcuni dei quali si snodano lungo l’intera valle, fino alla località di Lavachey (informazioni: Foyer Val Ferret, Loc. Planpincieux, tel. 0165 89247, e-mail foyervalferret@gmail.com).

La Val Ferret
La Val Ferret

Nella stessa località si può noleggiare una fatbike, ovvero una bicicletta dalle “ruote grasse” che, proprio grazie agli pneumatici molto più larghi del normale, assicura grande stabilità dando la sensazione di galleggiare sulla neve. Volendo, si può invece optare per una snowbike che, grazie alle caratteristiche ruote chiodate, analogamente alla fatbike consente di pedalare agevolmente sulle superfici innevate.

Il punto di partenza del percorso per fatbike in Val Ferret
Il punto di partenza del percorso per fatbike in Val Ferret

E per chi teme di non farcela ad affrontare le salite, per quanto minime, ci sono le e-fatbike, biciclette con le gomme larghe e “assistite” da un motore elettrico. L’itinerario per le due ruote si snoda per 8 km, lungo l’anello che costeggia la Dora di Ferret, e si può percorrere anche in orario serale, forniti di pile frontali (info: http://www.snowbike.vda.it). Prima di tornare a Courmayeur, d’obbligo una pausa gourmet, per esempio al ristorante-brasserie Chalet Proment, molto amato dai courmayeurins, dove si possono gustare diversi piatti tipici in un ambiente caldo e accogliente (informazioni: http://www.chaletproment.com).

La cabina di Skyway dipinta di rosa in onore del prossimo Giro d'Italia - foto Aiace Bazzana
La cabina di Skyway dipinta di rosa in onore del prossimo Giro d’Italia – foto Aiace Bazzana

A questo punto, lasciata la Val Ferret, vale assolutamente la pena raggiungere la stazione di partenza di Skyway Monte Bianco, l’avveniristica funivia che da Courmayeur consente di raggiungere il Pavillon du Mont Fréty (quota 2.173 metri) e poi Punta Helbronner (quota 3.466 metri), il punto più vicino alla cima del Gigante d’Europa. Durante la salita, le modernissime cabine ruotano a 360° in modo quasi impercettibile permettendo di godere una vista impareggiabile anche su altre cime, come il Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso.

Il Wood*ing Bar
Il Wood*ing Bar

Nella fermata intermedia si consiglia la visita dell’Hangar 2173 che accoglie un’esposizione dedicata alle storia delle funivie del Monte Bianco. In questa stazione ha appena aperto il Wood*ing Bar che propone una nuova filosofia alimentare: si tratta infatti del primo e unico food lab al mondo che lavora esclusivamente con cibo “wild”. Per la precisione, i piatti proposti vengono preparati solo con ingredienti disponibili nell’ecosistema locale garantendo così un impatto ambientale quasi nullo.

L'affinamento dello spumante Cuvée des guides al Pavillon du Mont Fréty
L’affinamento dello spumante Cuvée des guides al Pavillon du Mont Fréty

Sempre a questa quota, vale la pena visitare la piccola Cave Mont Blanc dove si può degustare una flûte di Blanc de Morgex et de La Salle metodo classico Cuvée des guides, prodotto con uve Prié Blanc provenienti dai vigneti più alti d’Europa (fino a 1.200 metri) e spumantizzato proprio qui, a 2.173 metri, dove altitudine, pressione atmosferica e temperatura donano alle bollicine un perlage inimitabile. Tappa successiva Punta Helbronner dove, è proprio il caso di dirlo, si tocca il cielo con un dito: dopo aver visitato la Sala dei cristalli, con un’esposizione di quarzi della montagna, uscite e salite le scalette a chiocciola che portano alla terrazza panoramica circolare: rimarrete letteralmente a bocca aperta! Se volete, prima di tornare a valle potete fare una sosta al Bistrot des Glaciers godendovi lo scenario del Monte Bianco e del Dente del Gigante dalle vetrate panoramiche (informazioni: www.montebianco.com).

foto Aiace Bazzana
foto Aiace Bazzana

Una curiosità: guardando le cabine che collegano le varie stazioni, nel primo tronco se ne nota una colorata di rosa. L’inedita tonalità è stata scelta in onore del prossimo Giro d’Italia: il 25 maggio 2019 è infatti previsto un arrivo di tappa (la quattordicesima) che si chiamerà Saint Vincent- Courmayeur Skyway Monte Bianco proprio perché i ciclisti partiti da Saint Vincent taglieranno il traguardo alla base di questa spettacolare funivia e il vincitore verrà premiato nel Pavillon du Mont Fréty.

Via Roma a Courmayeur - foto Aiace Bazzana
Via Roma a Courmayeur – foto Aiace Bazzana

A questo punto non resta che tornare nel centro di Courmayeur e godersi “la dolce vita alpina” in via Roma, la strada dello shopping e dello struscio, piena di boutique, negozi griffati, botteghe di prodotti locali e negozi che vendono attrezzatura da montagna. All’ora dell’aperitivo, si consiglia una sosta al Caffè della Posta, un vero e proprio must per valligiani e turisti.

Il Caffé della Posta a Courmayeur
Il Caffé della Posta a Courmayeur

Anche la scelta di ristoranti è ampia e soddisfacente, ma per godere appieno del fascino della montagna innevata si può approfittare dell’apertura serale della Funivia Courmayeur (in attività fino a mezzanotte, informazioni: https://www.courmayeur-montblanc.com) e cenare in uno dei tanti risto-chalet sulle piste da sci, per esempio il Rifugio Maison Vieille che organizza per i suoi ospiti il trasporto a/r in motoslitta partendo dalla stazione di arrivo in quota della funivia stessa (informazioni: http://www.maisonvieille.com). Tra le specialità, tomino caldo con mocetta, un salume ottenuto da tagli di carne bovina di razza valdostana; polenta concia, insaporita dalla fonduta; stinco di maiale, agnello e galletto al forno. Per finire, l’immancabile “coppa dell’amicizia”, dalla quale si beve convivialmente il caffè alla valdostana, “rinforzato” con grappa e scorza di agrumi.

foto Aiace Bazzana
foto Aiace Bazzana

Visto che a Courmayeur la notte è piccola, anche in inverno, prima di andare a dormire è quasi d’obbligo una tappa after hour a La Bouche, cocktail bar trendy, ispirato ai club internazionali, dove si possono bere ottimi drink e ascoltare musica fino a tardi (via Regionale 12, tel. 328 6725420, https://la-bouchebar.business.site). A questo punto la giornata è finita, senza un attimo di noia: garantito!

Informazioni: www.courmayeurmontblanc.it

Il cocktail bar La Bouche
Il cocktail bar La Bouche