DESTINATIONS

Dolce Vita d’Australia

Mediterraneo degli antipodi fra arte, musica, buon cibo e ottimi vini. Da Adelaide, nuova capitale della “Dolce Vita” d’Australia, attraverso la Fleurieu peninsula. Spiagge e graniti come in Sardegna, colline e vigneti come in Toscana e di fronte l’isola dei Canguri, oasi di natura immacolata fra le onde dell’Oceano indiano.

Adelaide - Pultney Street
Adelaide – Pultney Street | Foto di Gianmario Marras

Outback. È così che ho sempre immaginato l’Australia. Terra rossa, deserto, fattorie disperse, mandrie al pascolo brado, aborigeni, dingo e canguri. Un mondo lontano e impenetrabile. Fino a quando non sono arrivato ad Adelaide, capitale del South Australia: palazzi vittoriani, grattacieli, ampi viali, tra ettari di parchi ai confini del mare.

Lo scrittore Bill Bryson la definì «leggermente sonnacchiosa», ma oggi cambierebbe idea. Adelaide, dopo decenni di oblio, è diventata la capitale della “Dolce Vita” australiana, grazie ai suoi festival, pub specializzati, ristoranti gourmet.

Adelaide - Pizzeria all'aperto durante il Fringe Festival
Adelaide – Pizzeria all’aperto durante il Fringe Festival | Foto di Gianmario Marras

Un ritorno agli anni Settanta, quando, scrive di nuovo Bryson, Adelaide era «la città più d’avanguardia del Paese: la San Francisco degli antipodi». Nel 2018, l’Economist l’ha inserita nella lista delle 10 città più vivibili del mondo. Merito della posizione geografica, fra oceano e colline percorse da sentieri e piste ciclabili, o più probabilmente per il dinamismo economico e culturale, le riqualificazioni architettoniche, l’efficienza dei trasporti pubblici, il wifi gratuito ovunque, la sfida di trasformarla entro il 2050 nella prima città a emissioni zero del pianeta

Adelaide - King William Street
Adelaide – King William Street | Foto di Gianmario Marras

Cammino nel caldo estivo di febbraio lungo il Rundle Mall, fra bancarelle di fiori, chioschi di pop corn, fast food, negozi. Abbronzati e sorridenti, sfilano residenti e turisti: abiti colorati e pelle al sole, suggeriscono uno stile di vita invidiabile.

Adelaide - Rundle Mall
Adelaide – Rundle Mall | Foto di Gianmario Marras

Non sorprendono i 1300 arrivi all’anno di italiani, da sommare agli oltre 100.000 già residenti. Ne parlo con Nicola, un trentenne milanese sbarcato ad Adelaide da qualche anno e comproprietario di “Osteria Oggi“, uno dei più rinomati ristoranti della città. «Il cibo e lo stile di vita italiani, qui sono molto apprezzati. Due delle catene gastronomiche di maggior successo si chiamano Fasta Pasta e Pasta Deli» racconta, «qui a “Osteria Oggi” facciamo in casa il pane e la pasta, affettiamo salsiccia sarda con il finocchietto».

Adelaide - Osteria Oggi
Adelaide – Osteria Oggi | Foto di Gianmario Marras

Quando gli chiedo cosa gli piace di più di questa parte d’Australia, risponde senza esitare: «I rapporti fra le persone. I clienti del ristorante ci salutano con un bacio. A Milano filavo dritto, qui scambio sempre due parole con il panettiere e i commercianti sulla strada. Al supermercato capita di incontrare sconosciuti che mi chiedono ‘cosa fai nel pomeriggio’? All’inizio ero spiazzato, ma poi mi sono abituato e questo atteggiamento mi piace».

Adelaide - Nicola di Osteria Oggi
Adelaide – Nicola di Osteria Oggi | Foto di Gianmario Marras

Come Nicola, molti giovani pensano di tornare in Italia prima o poi, ma il salario minimo garantito di 54.000 dollari (€ 34.000) e le tante opportunità li tengono per ora saldamente ancorati a queste latitudini. C’è nostalgia d’Europa nella vita di Adelaide: poco americana, anglosassone con venature d’oriente, fatalmente sedotta dallo stile italiano. In King William Road, salgo sul tram 12, ha un aspetto milanese ma porta sulle spiagge dell’Oceano Indiano. Scendo in Victoria Square, diretto al Central Market: aperto nel 1869, vende cibi freschi in una varietà unica per questa parte del Paese. Fra i ristoranti c’è l’imbarazzo della scelta: cucina locale, orientale o europea?

Adelaide - Food Market
Adelaide – Food Market | Foto di Gianmario Marras

Cibo e ristoranti sono diventati negli ultimi anni una delle piacevoli ossessioni di Adelaide. La mappa di musei e attrazioni storiche è piuttosto limitata – può bastare la visita all’Art Gallery of South Australia e al Tandanya National Aborigenal Cultural Institute –  se confrontata con le centinaia di ristoranti, chioschetti, micro birrifici, enoteche, aperti un po’ dappertutto, perfino nei vicoli ciechi, come i “laneway bar”.

Adelaide - Australia Brew&Chew - Hyndley street
Adelaide – Australia Brew&Chew – Hyndley street | Foto di Gianmario Marras

Per un cocktail con panorama, accetto un invito sulla terrazza del bar 2KW, poi mi perdo nella festosa confusione del Fringe Festival, per cena sono ai tavoli di Africola, dello chef sudafricano Duncan Welgemoed. Finisco la serata curiosando fra vini da primato dell’Enoteca East End Cellar. Molte etichette provengono dalla McLaren Vale, dove hanno sede una sessantina di aziende e centinaia di piccoli produttori.

Adelaide - East End Cellar
Adelaide – East End Cellar | Foto di Gianmario Marras

Ho appuntamento con Chester Osborn alla D’Aremberg Winery. Mi viene incontro con sorriso sornione, calice e bottiglia in mano. Stappa e versa, all’ombra di un albero secolare il suo Sagrantino rosso: «La mia famiglia fa vino da quattro generazioni. Siamo originari della Cornovaglia e nel 1912 abbiamo cominciato a piantare le prime viti. Oggi produciamo più di 70 vini, mettendo tra i nostri principali valori la sostenibilità ambientale, con produzioni biodinamiche certificate e l’impiego di energia solare per il 30% delle nostre necessità».

Chester Osborn D'Aremberg Winery
Chester Osborn D’Aremberg Winery | Foto di Gianmario Marras

I suoi tesori sono Fiano, Negramaro, Sagrantino, Vermentino e la sua ultima follia si chiama Cube: un edificio di 5 piani simile a un cubo di Rubik, per accogliere e stupire i visitatori dei suoi vigneti. Per le sue idee innovative, Chester è considerato una delle persone più influenti dello Stato.

South Australia - Mc Laren Vale
South Australia – Mc Laren Vale | Foto di Gianmario Marras

La storia di Serafino Maglieri ha invece dell’incredibile: arrivato dall’Italia a 18 anni con 20 dollari in tasca, iniziò a lavorare come raccoglitore di piselli e mandorle, trovandosi in breve a fare vino. Primo produttore di Lambrusco in Oceania (www.serafinomclarenvale.com.au), ha collezionato riconoscimenti a livello mondiale come quello per il miglior vino rosso al London International Wine Challenge del 1997. Oggi  la sua azienda di 141 ettari nella McLaren Vale , ha 42 dipendenti, produce 4 milioni di bottiglie ed esporta in tutti i continenti.

Serafino Maglieri - Mc Laren Vale
Serafino Maglieri – Mc Laren Vale | Foto di Gianmario Marras

«Nella Fleurieu Peninsula, sembra di essere in Italia: clima mite, e colline che assomigliano a quelle del mio Molise». Ha ragione Serafino, c’è profumo di casa in questa penisola, un giardino sul mare, dove le colline sembrano quelle dell’Appennino, le spiagge e le rocce granitiche quelle della Sardegna e i colori trasfigurati dalla luce australe, quelli di un Mediterraneo agli antipodi.

South Australia - Port Elliot - Horseshoe bay
South Australia – Port Elliot – Horseshoe bay | Foto di Gianmario Marras

Un inganno che si completa a tavola quando nel piatto compaiono salumi formaggi e olive, succulenti arrosti, ostriche e fritture di pesce degni dei nostri migliori menù. Nulla di strano se la cittadina di Goolwa, sia stata la prima fuori d’Europa iscritta al circuito Cittàslow nato con il sostegno di Slow food.

South Australia - Goolwa Port
South Australia – Goolwa Port | Foto di Gianmario Marras

Ci sono arrivato per navigare le acque del fiume Murray, nel Coorong National Park: un universo liquido fra sabbia e cielo dove ritrovo nella sua grandiosità, la sensazione di trovarmi sull’altro lato del pianeta.

8444_Coorong National Park-South Australia

Sono a un’ora d’auto da Cap Jervis, porto d’imbarco per Kangaroo Island. È l’isola dei leoni marini e delle api liguri, importate dalle nostre montagne nell’Ottocento. L’isola dei canguri, dei koala e delle echidne. Delle spiagge solitarie, delle rocce bizzarre, dei deserti, dove, come su un’arca delle meraviglie, si è conservata perfetta, la più bella natura d’Australia.

Da sapere:

Voli per Adelaide con Singapore Airlines, con scalo a Singapore.

Informazioni: it.southaustralia.com

 

Dormire:

Crowne Plaza Hotel

Per visitare Adelaide a piedi. Con piscina, campo da tennis e buon ristorante.

Doppia da 129 €. 16 Hindmarsh Square, Adelaide; crowne-plaza.theadelaidehotels.com

Australasian Hotel

Goolwa - Australasian Hotel
Goolwa – Australasian Hotel | Foto di Gianmario Marras

5 suites ispirate all’Asia, in edificio storico del XIX sec. Raffinato ristorante gastronomico

Doppia da 248 €, 1 Porter Street, Goolwa; www.australasian1858.com

Kangaroo Beach Lodges

Solitarie fattorie ristrutturate, con vista mare, per ospitare fino a 8 persone.

Da 585 €. 133 Kangaroo Lane, De Mole River, Kangaroo island; www.kangaroobeachlodges.com

 

Mangiare:

OranaRistorante australiano dell’anno 2018. 285 Rundle Street, Adelaide.

South Australia - Orana Restaurant, Adelaide.
South Australia – Orana Restaurant, Adelaide.

AfricolaSuggestioni sudafricane in salsa australiana. 4 East Terrace, Adelaide.

Adelaide-Africola Restaurant
Adelaide-Africola Restaurant | Foto di Gianmario Marras

Street-ADL –  Informale. Carne, pesce, buona birra.285 Rundle St.Adelaide.

Victory HotelSalumi, formaggi, arrosti. Cantina ben fornita. Main South Rd Sellicks Hill.

Victory Hotel
Victory Hotel | Foto di Gianmario Marras

Star of GreeceSolo pesce, vista mare. The Esplanade, Port Willunga.

South Australia - Star of Greece restaurant
South Australia – Star of Greece restaurant | Foto di Gianmario Marras

Flying Fish Café – “Fish and chips” e piatti creativi. 1 The Foreshore Port Elliot.

South Australia - Port Elliot - Flyng Fish Cafe
South Australia – Port Elliot – Flyng Fish Cafe | Foto di Gianmario Marras