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Valdera nascosta

In Toscana, un itinerario nell’Alta Valdera, traPeccioli, Chianni e Lajatico, alla scoperta di un progetto di sviluppo turistico/territoriale del Touring Club Italiano

Quella dell’Alta Valdera è una Toscana nascosta. Timida ma vera.  Cosparsa di bellezze e curiosità, forse un po’ isolate tra loro, ma che in futuro dialogheranno.

Un territorio che si conferma davvero “biodiverso”, cosa fortunatamente non rara in Italia, non solo dal punto di vista agricolo ma anche da quello culturale, naturale e monumentale. Non manca da queste parti anche un elemento di modernità che abitualmente è ostacolo all’attrattività del territorio, ma che, in questo caso, si rivela una reale leva per lo sviluppo: la presenza di una discarica (Belvedere Spa a Legoli), eccellenza regionale nel settore del trattamento dei rifiuti.  In questi territori il Touring Club Italiano sta portando avanti, in collaborazione con la Belvedere, un progetto di sviluppo territoriale che coinvolge i Comuni del Parco dell’Alta Valdera con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze (reali e potenziali) dei territori di Peccioli, Chianni e Lajatico, rafforzando il lavoro in rete tra i Comuni per promuovere, in un’ottica integrata, il territorio del Parco Alta Valdera. L’analisi è svolta attraverso un Modello di Analisi Territoriale che prevede anche workshop formativi per amministratori, operatori, associazioni e i leader della comunità locale. In questo percorso gioca un ruolo molto importante il Comune di Peccioli, già certificato con la Bandiera arancione Touring dal 2003, marchio di qualità turistico-ambientale orientato a un turismo sostenibile e con un’attenzione particolare alle componenti di innovazione (sociale, culturale, economica, ecc.). La Toscana è la regione con più bandiere arancioni del territorio nazionale: sono ben 38.

In una sorta di itinerario, percorribile in un week end lungo, siamo andati a scoprire questi luoghi “nascosti” della Toscana.

Lajatico, marchio di fabbrica: Andrea Bocelli. Il celebre cantante noto nei 5 continenti, è nato qui. La sua agenda è fitta ma non lo ha mai portato a dimenticare i suoi amati luoghi natii dove ha deciso di creare uno spazio speciale, quello del Teatro del Silenzio. Andrea lo definisce cosi: “È un posto di rara bellezza. Da un lato spicca il profilo di Volterra, dall’altro c’è in lontananza il mare, e attorno le colline verdi digradano verso la costa”. D’estate questa collina ospita ben 15.00 persone che davanti ad una stupefacente scenografia, ogni volta diversa, ascoltano ammaliati le note che escono dall’ugola del maestro. Rigorosamente a piedi tra le vie del paese, si ammirano, installazioni, murales, sculture che si mescolano come strane visioni all’architettura tradizionale che va dall’undicesimo secolo ai giorni nostri. Sono il frutto della passione per l’arte che associazioni locali, enti pubblici e privati hanno coltivato negli anni. E per dare ancora più forza a questa vocazione artistica ecco in fondo ad un vicolo la casa di Gillo Dorfles, artista, saggista nonchè forse il più grande critico d’arte contemporanea italiana del novecento. Una dimora, con un piccolo parco, dove Dorlfes ha trascorso tantissime estati. Luogo di composizione di alcune delle sue opere più note tra le quali: L’intervallo perduto (1979), dove scrive, non a caso, forse pensando proprio a questa sorta di osservatorio lontano dal mondo, ma ricco di umanità vera. Lo scorso settembre Lajatico gli ha dedicato un primo e meritato omaggio postumo: Tributo a Gillo Dorfles, l’artista segreto, opere dal 1937 al 2016. A pochi minuti dal centro di Lajatico si trovano interessanti mete ideali per brevi escursioni: la zona della Mofeta, luogo di origine vulcanica ricco di emissioni di gas carbonico provenienti dal sottosuolo. Le bocche di questa mofeta spuntano sotto le acque di un torrente provocandone l’ebollizione. Le piante circostanti sono cresciute in un ecosistema particolare oggetto di studi scientifici condotti dal CNR e da importanti università internazionali sulle loro capacità di adattamento. Altra meta da non perdere è la rocca di Pietra Cassia una fortezza, considerata uno dei monumenti alto medioevali più importanti della provincia di Pisa il cui nome secondo alcuni deriverebbe da quello di “Cassio”, triumviro romano.

Per dormire a pochi minuti dal Teatro del silenzio merita una sosta l’agriturismo La Mandriola. Fabbricati dell’ottocento completamente recuperati e restaurati dalla famiglia Barbafieri, conservando i tratti tipici dei casolari toscani, ospitano appartamenti di varie dimensioni, ben inseriti nel contesto dell’azienda agricola biologica di circa 400 ettari, coltivati a cereali, oliveti, frutteti, vigneti e ortaggi. Da queste parti a pranzo un buon consiglio è certamente quello del ristorante la Vallata all’interno dell’omonimo agriturismo, che oltre a primi eccellenti come i maltagliati alla pernice rossa, propone spettacolari antipasti toscani caldi e freddi,  mentre a cena le Officine Bocelli, il ristorante della famiglia Bocelli dove curiosamente oltre agli immancabili tipici piatti del territorio lo chef stupisce per l’ottimo pesce ben preparato, come il trancio di tonno alla piastra con verdure, innaffiato dal buon rosato di Toscana delle tenute di famiglia.

Da Lajatico l’itinerario prosegue verso Chianni con una sosta per la visita del piccolo Borgo di Rivalto.

Un luogo dove il tempo si è fermato e la tradizione è davvero autentica. Lo conferma l’attaccamento al lavoro della signora Doriana che gestisce una piccola macelleria attiva dal lontano 1948, ereditata dal padre, dove oltre alla classica chianina si possono acquistare le vere salsicce toscane. La signora Mirella gestisce il vecchio bar trattoria in centro al paese, dove fa ancora bella mostra di sé un poster degli azzurri campioni del mondo dell’82. Mirella prepara uno splendido dolce ai marroni, frutti che provengono dalla marroneta gestita dal figlio, a pochi chilometri dal paese. Non lontano da Rivalto si consiglia l’escursione al vicino Santuario della Madonna del Carmine, un edificio risalente al XVIII secolo completamente immerso nel bosco.

Da Rivalto si giunge a Chianni, nel cuore della Valdera. Di origine etrusca, il borgo si sviluppò nell’epoca medievale, grazie anche alla coltivazione dell’olivo, un extravergine di alta qualità poco acido e dal sapore fruttato. Chianni è nota anche per la sua fiera del cinghiale che quest’anno si terrà dall’8 al 18 di novembre. Non mancano anche le attrazioni di carattere culturale come il Chianni Opera Festival che si tiene nel mese di giugno nell’affascinante piazza di forma trapezoidale su cui si affaccia la chiesa di San Donato. A pranzo immancabile la scoperta dei sapori locali nel ristorante “le vecchie cantine”. Da non perdere: il  carpaccio di carne con parmigiano e tartufo, le tagliatelline al ragù di cinta senese e funghi porcini e i  pici con zafferano e pecorino.

La scoperta dell’Alta Valdera si conclude a Peccioli, il Comune più importante dell’area che si erge su un massiccio di tufo a dominare la vallata. In una superficie relativamente piccola, godibile a piedi, questo Comune offre molti spunti per una visita.

Il centro storico di Peccioli
vie di Peccioli
Peccioli - street art
Peccioli - street food e arcieri

Il Palazzo Pretorio, ospita il Museo delle Icone Russe, dedicato al giornalista Francesco Bigazzi, corrispondente da Mosca, che donò alla cittadinanza la sua raccolta di icone del XIX e inizio XX secolo. Qui è nata anche la Scuola Internazionale e Laboratorio di Icone, che organizza corsi di restauro e pittura in collaborazione col Museo di Stato Russo di San Pietroburgo. Il borgo ospita inoltre un interessante polo museale, che include il Museo Archeologico (con i recenti ritrovamenti del Santuario etrusco di Ortaglia), il Museo Collezione Incisioni e Litografie, la Torre Campanaria e il Museo di Arte Sacra. Fuori Peccioli, a Legoli immancabile una visita a alla Cappella di Santa Caterina con il celebre tabernacolo di Benozzo Gozzoli.

Accanto ai sontuosi segni del passato Peccioli risponde proponendo anche innovazioni artistiche e sociali. Da un’idea del sindaco Renzo Macelloni sono nati, nella zona bassa del Comune, gli orti sociali, che garantiscono un’attività agli oltre 1300 migranti giunti da queste parti. Mentre da lato artistico forte è l’attenzione per l’arte contemporanea che si concretizza con importanti segni d’arte dentro l’area urbana, tra le quali l’installazione luminosa di Vittorio Corsini al centro polivalente, ma anche fuori dal Comune con il progetto Vogi e le sei installazioni sparse nel territorio circostante, anche all’interno della discarica Belvedere che ospita i murales di Sergio Staino e le impressionanti sculture Naturaliter.

Non manca anche a Peccioli l’enogastronomia, a pranzo o a cena proprio in centro al paese, da provare il curioso “Ristorante Pasticceria Ferretti” dove Lorella e Andrea propongono una cucina familiare davvero innovativa che, valorizzando i prodotti del territorio, propone piatti davvero ingegnosi come il Sushi Toscano o i Sassi d’era: antipasto preparato su sassi caldi.

Infine per chiudere la scoperta dell’Alta Valdera una visita ad un luogo davvero speciale: l’Azienda Agricola biologica Floriddia. La passione e il rispetto per la terra qui raggiungono il loro apice. Nel 1987 tra queste colline iniziò la sfida della produzione bio, e dopo alti e bassi, oggi Giovanni e Vittorio Floriddia, coltivano con successo grani di antiche varietà: Etrusco, Timilia, Frassineto, Verna e molti altri. Sono grani alti e resistenti che non necessitano di alcun trattamento chimico contro insetti ed erbe infestanti ma solo rotazioni e sporadiche concimazioni organiche. Si tratta di grani altamente digeribili che riescono a mangiare anche le persone intolleranti al glutine. In questa bellissima azienda che è anche agriturismo, si producono ampie quantità di alimenti rigorosamente bio, ordinabili anche on line: cereali, paste (essiccate a basse temperature) farine, pani, legumi e biscotti.