DESTINATIONS

Alla corte di Federico

Misteri, corti e castelli. Un tuffo nel passato nel foggiano, una zona italiana poco nota perché non una tradizionale meta di vacanza. “Stupor mundi”, così lo chiamavano quando regnava sulle terre pugliesi, quel Federico II che aveva fatto erigere proprio a Foggia il suo imponente palazzo imperiale, in una terra dove era solito trascorrere gran parte dei mesi più freddi dell’anno. La sua antica magnificenza è ancora intatta in questi territori con il recupero e l’ampliamento di castelli normanni che divennero dimore aristocratiche oltre ad essere luoghi difensivi. Con partenza dal capoluogo, percorrendo la statale 17, la prima cittadina che si incontra è Lucera, colonia romana sin dalle guerre sannitiche, tra le residenze preferite da Federico II. L’Anfiteatro dedicato all’imperatore Cesare Augusto riportato alla luce nel 1932, è oggi visitabile. Qui Federico II costruì la fortezza svevo-angioina poi in parte trasformata da Carlo I d’Angiò che la dotò di una possente cinta muraria. La mole gotica del Duomo, dedicato all’Assunta, invece, è ad opera di Carlo II d’Angiò nei primi anni del 1300 edificato su una preesistente moschea. Lucera è uno dei borghi dei monti Dauni.

lucera

L’Appennino Dauno, unica catena montuosa della regione è il prolungamento orientale dell’appennino campano, anche detta Capitanata, confinante con il Molise, la Campania e Basilicata, comprende trenta piccoli paesi sormontati da antiche fortezze: di cui 14 definiti borghi antichi e 13 bandiere arancioni, marchio di qualità turistico-ambientale del Touring Club Italiano. Bovino è di antichissime origini ne sono testimonianza il museo civico e diocesano, il castello Ducale con la sua posizione dominante e la torre normanna, la cattedrale è un tipico esempio di romanico pugliese con elementi gotico-bizantini. Tra i borghi più noti vi è Troia che ospitò quattro concili ecumenici conosciuta per la cattedrale romanica con un rosone di undici spicchi traforati in pietra, decorazioni tutte differenti tra loro, che è diventato il simbolo della cittadina. Troia che vanta numerosi edifici gentilizi sorge lungo la medievale via Francigena sul luogo dell’antica Aecae, cittadina dauna contesa da Romani e Cartaginesi.

bovino

A pochi chilometri da Troia si trova Orsara di Puglia centro di antiche origini, circondata da un immenso patrimonio naturalistico pochi abitanti, circa 3000, ma ben 12 ristoranti a km O pregiata dal marchio di Cittàslow e un forno rinascimentale a paglia dal 1526 ancora in funzione. Gli abitanti producono il Tuccanese, antico vitigno autoctono. Uno dei più bei panorami di tutta la Capitanata è dal castello imperiale, in epoca sveva sotto il controllo diretto di Federico II, a Sant’Agata di Puglia definita per la sua forma a chiocciola, la loggia della Puglia. Il paese è estremamente suggestivo e caratterizzato da interessanti monumenti oltre al Castello, chiese, palazzi nobiliari, il Convento di Sant’Antonio, ma anche un antico frantoio del Cinquecento. Un viaggio in queste terre, in queste cittadine è come immergersi nel mistero di Federico II, come le rievocazioni storiche con tanto di costumi e cibo dell’epoca rivisitato che si svolgono a Pietramontecorvino, annoverato tra i più bei borghi italiani, tra i più ricchi di storia della parte settentrionale dei Monti Dauni, La cittadina, rifugio degli scontri tra angioini ed aragonesi, vanta un complesso di epoca normanna sveva formato da Castello, Chiesa Madre e il palazzo ducale ospita la sede di Castel di Pietra, accademia internazionale di cucina italiana. Non solo le fortezze dei monti Dauni sono legate a Federico II, ma anche il cibo, ne è testimonianza la nascita nella corte dell’imperatore di un testo fondamentale della cucina europea il De Coquina.

passionata

Le cucine dei monti Dauni sono intrise di aromi e spezie, piatti semplici ma arricchiti con fantasia, le numerose e varie erbe, mangiate fresche o accompagnate con legumi o pane, i formaggi stagionati come il caciocavallo tra le carmi quella di maiale, pecora e capra, i torcinelli o grumarelli, involtini di budelline di agnello con sale, pepe, prezzemolo e pancetta, la pasta fatta in casa come i c’ catiell, tra i dolci le carteddate strisce di pasta all’uovo fritte e cosparse di miele o la passionata tipica di Troia a forma di cupola con vari tipi di ricotta ricoperta di pasta di mandorle. Anche i piatti rispecchiano la storia come a Lucera, abitata dai saraceni, le “mambrikule”, briciole di pasta all’uovo simil al cous cous. Gli abitanti dei monti dauni proseguono in quelle mille creazioni di gustosi prodotti agricoli con entusiamo.Se la tradizione e la storia la fanno da padrone, il territorio non manca certo di ospitalità. Uno “stupor mundi” come questa parte di Puglia ancora troppo poco conosciuta.