DESTINATIONS

Un giorno e una notte per innamorarsi di Trieste

Austro ungarica, letteraria e intellettuale (da Joyce, Svevo e Umberto Saba a Claudio Magris e Mauro Covacich), conviviale nei suoi famosi caffè: 24 ore per conoscerla in sintesi

Piazza Unità d'italia
Piazza Unità d’Italia (Foto di Scott Maloney)

Città mitteleuropea, crocevia di culture, Trieste è in bilico tra il mare e i monti. Con il volto rivolto all’Adriatico, alle spalle ha il selvaggio promontorio carsico ed è un luogo dalle tante anime, capace di mostrarsi riservato ed esuberante, malinconico e romantico. Ecco cosa non perdere per conoscere la città in un giorno e una notte e avere più di un buon motivo per tornarci.

Cattedrale di San Giusto
Cattedrale di San Giusto (Foto di Scott Maloney)

Partite dal cuore antico della città e dirigetevi verso la cattedrale e il castello di San Giusto, che prendono il nome dal colle principale di Trieste. Salendo da Via della Cattedrale, il bellissimo rosone a doppia ruota della chiesa si svelerà come una visione celestiale. L’architettura gotica e romanica della cattedrale disegna una creatura pura, dalle linee essenziali, e protegge al suo interno affreschi del XIII secolo. Nelle vicinanze si trova anche il castello di San Giusto; una rampa che si chiude con un ponte levatoio conduce all’atrio dalla splendida volta a crociera e da lì si parte alla scoperta di questa imponente fortezza che conserva preziose testimonianze della nascita di Trieste. Una visita al lapidario tergestino nei sotterranei del Bastione Lalio è un’esperienza suggestiva, quasi una discesa nelle segrete della storia verso spazi carichi di mistero. Sotto le arcate di stanze scavate nella roccia, il silenzio avvolge statue, resti e mosaici di epoca romana. Completata la visita al lapidario, iniziate il percorso lungo le mura di cinta per godere di una superba vista dall’alto della città. In particolare, dal Bastione Rotondo avrete modo di abbracciare tutta Trieste, ammirando la distesa di edifici arrampicati sui colli e il golfo scintillante punteggiato dal bianco delle vele.

Passate per la Scala dei Giganti e dirigetevi quindi verso il Borgo Teresiano, graziosa parte della città progettata e realizzata sotto la dominazione asburgica nel XVIII secolo. Lungo la strada ammirerete l’architettura eclettica della città, in cui convivono liberty, neoclassico e barocco, e vi fermerete ad osservare le incantevoli decorazioni dei palazzi. Passeggiate tra le strade del Borgo Teresiano, dove il Canal Grande riposa pacifico tra eleganti edifici dai colori tenui, e proseguite verso la stazione dei treni, da dove è possibile raggiungere Miramare in soli dieci minuti.

Castello di Miramare (Foto di Scott Maloney)
Castello di Miramare (Foto di Scott Maloney)

Costruito intorno alla metà del XIX secolo e residenza dell’arciduca Ferdinando Massimiliano e di sua moglie Carlotta del Belgio, il castello di Miramare deve gran parte del suo fascino alla stupenda posizione in cui si trova. Immerso in un parco di oltre ventidue ettari e a picco sul mare, conserva inalterato il suo carattere fiabesco. Arrivati alla stazione, seguite le indicazioni per il castello e scendete lungo un sentiero che si inoltra nella fitta vegetazione; tra gli alberi si aprirà ad un certo punto uno squarcio che incornicia la creatura incantata stagliata sull’azzurro del mare. Perdendosi tra i sentieri del parco, che offrono scorci panoramici mozzafiato, e visitando l’interno del castello, con le sue stanze affacciate sull’infinito, sarà facile immaginarsi protagonisti di una storia popolata da principi e principesse. Percorrete poi il Viale dei Lecci e, lasciato il terreno del castello, col bel tempo osserverete una nutrita folla occupare il lungomare e la pineta della Barcola. I triestini non si lasciano sfuggire una giornata da sole e li vedrete stesi sulla lunga striscia di cemento alberata a ridosso dell’acqua. Insieme ai cosiddetti Topolini, piattaforme balneari semicircolari simili a delle terrazze sul mare, questo ampio marciapiede diventa l’originale spiaggia dei locali.

Il Caffè San Marco
Il Caffè San Marco

Nella città spesso definita ‘La regina del caffè’, c’è un posto speciale dove andare per fare un salto indietro nel tempo e respirare atmosfere raffinate. Luogo di ritrovo preferito di scrittori come James Joyce e Italo Svevo, il Caffè San Marco, che ha al suo interno anche una libreria, è un pezzo di storia della città preservato in modo impeccabile. Tavolini in marmo rosa, arredi in mogano, divanetti e sgabelli in pelle nera, eleganti lampadari, decorazioni a foglia di caffè, stucchi, e lo scintillio di bottiglie, bicchieri e specchi ad illuminare l’aria. Un caffè e una fetta di torta o un aperitivo prima di cena in questo angolo storico di Trieste sono una tappa fondamentale per conoscere l’anima autentica della città.

Molo Audace (Foto di Scott Maloney)
Molo Audace (Foto di Scott Maloney)

Sarà arrivato quindi il momento di scoprire uno dei luoghi simbolo di Trieste, Piazza Unità d’Italia. Di sera, quando delicate luci rosa si accendono ad illuminarne i palazzi regali e l’armonia di una delle piazze più belle d’Italia è esaltata dal calar del sole, questa scenografia imponente e leggiadra al tempo stesso si tinge di romanticismo. Percorrete il molo Audace, che sembra condurre dritti al cuore del mare, e noterete l’affetto dei triestini per un punto della città dove trovare un po’ di quiete contemplando la distesa senza fine delle acque; in lontananza la sagoma triangolare, enigmatica, del tempio nazionale a Maria Madre e Regina corona il profilo blu violaceo dei monti.

Per una cena a base di pesce in un ambiente di classe consigliamo il ristorante Menarosti (via del Toro 12). L’insalata di polipo e il risotto di mare, accompagnati da una bottiglia di Tocai Friulano, sono delicati ma gustosissimi.

Passeggiando di sera per le strade tra Piazza di Cavana, Piazza Piccola, Piazza della Borsa e Piazza Unità d’Italia, sarete contagiati dalla vivacità della gente che affolla bar e ristoranti o partecipa ai tanti eventi che animano la vita culturale della città. La notte triestina risuona della giovialità della sua gente e ha l’eleganza del magnifico teatro di palazzi in cui scorre verso il mattino.