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Il provocatore malinconico

I capolavori di Egon Schiele in mostra al museo Albertina di Vienna fino al 22 febbraio

I capolavori di Egon Schiele in mostra al museo Albertina di Vienna fino al 22 febbraio

albertina

Di Redazione Roma

Sono provocatori e malinconici, assolutamente personali ma al contempo allegorici: i capolavori di Egon Schiele. Per commemorare il centesimo anniversario della sua morte l’Albertina di Vienna dedica all’artista a partire dal 22 febbraio 2017 una vasta rassegna.
Egon Schiele (1890-1918) è insieme a Gustav Klimt e Oskar Kokoschka uno dei pionieri del Modernismo in Austria. Il primo degli eventi organizzati per commemorare la morte prematura dell’artista è una grande rassegna all’Albertina, nel cui ambito verrà presentata la vasta raccolta di Schiele in possesso del centro. L’esposizione offre una possibilità unica di analizzare l’evoluzione dell’artista attraverso disegni e acquarelli, presentando ai visitatori un operato artistico il cui tema centrale è la solitudine esistenziale dell’essere umano.

Subito dopo i suoi studi all’Accademia il giovane Schiele si avvicina allo stile Liberty e sceglie Gustav Klimt come modello artistico. Ma a differenza di Klimt, per il quale i disegni fungevano soltanto da idee, da bozze o da schizzi per i suoi dipinti, Egon Schiele inizia ben presto a considerare i suoi lavori su carta opere d’arte autonome. Con linee nette, sicure e forti raffigura il suo soggetto, che nella maggior parte dei casi è il corpo umano, per evidenziare poi le sue figure con contorni marcati, straniandole al contempo grazie all’utilizzo di punti di vista insoliti, nonché di una gestualità e di una mimica esasperate e frammentate.

Negli anni dopo il 1910 l’artista, estremamente prolifico, modifica più volte il suo stile e i suoi strumenti espressivi. Imbriglia l’espressione del volto e la gestualità e tende a schematizzare sempre di più le sue figure. Sono la guerra e una consapevolezza pessimista dello stato di isolamento dell’essere umano a caratterizzare gli anni restanti della sua breve carriera. Il divario fra uomo e donna gli sembra incolmabile e si trasforma gradualmente nell’allegoria di un incontro fra Vita e Morte.

Nonostante la brevità della sua vita e della sua produzione artistica, che durò poco più di un decennio, Egon Schiele ci ha lasciato un corpus di opere incredibilmente vasto che, senza contare i quaderni di schizzi, comprende oltre 2500 lavori su carta e più di 330 dipinti su legno o su tela. L’Albertina è in possesso di una delle più vaste raccolte al mondo delle sue opere, di cui fanno parte 160 lavori su carta, 13 quaderni di schizzi e numerosi e preziosi documenti e ricordi della vita dell’artista.

Egon Schiele
22.2.-18.6.2017
Albertina, Albertinaplatz 1 Vienna, (Austria)
www.albertina.at.