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“To Audrey with love”

All’Aia fino al 26 marzo, la mostra che Hubert de Givenchy ha dedicato all’amica Audrey Hepburn

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di Germana Cabrelle

Di lui lei diceva: “più che uno stilista  è un creatore di personalità e io nei suoi abiti mi sento me stessa”.

Lui di lei dice: “È una donna importante per il mondo e per me lo è stata in modo particolare, è stato il mio amore platonico. Era una grande donna, speciale e intensa, di una forza straordinaria in un corpo esile di ballerina, la cui presenza a una cena faceva svoltare la serata per l’allure che sprigionava. La sua immagine continua a meravigliare ed è ancora sorprendentemente ed estremamente attuale”.

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Hubert de Givenchy ha presentato venerdì scorso al Gemeentemuseum Den Haag dell’Aia (https://www.gemeentemuseum.nl/nl/tentoonstellingen/hubert-de-givenchy) la mostra che porta la sua firma dedicata ad Audrey Hepburn dal titolo “To Audrey with Love” aperta fino al 26 marzo 2017. Audrey Hepburn indossò le creazioni di Givenchy in film culto quali “Colazione da Tiffany” e “Come rubare un milione di dollari e vivere felici” e vederli dal vivo suscita una certa emozione.

Perché questa è molto più di una semplice retrospettiva: è il tributo a un’icona che ha diffuso lo stile e l’eleganza nel mondo. Con classe. In mostra ci sono tutti gli abiti che il fashion designer francese ha creato per l’attrice, ma anche schizzi, abbozzi, disegni, spezzoni di film che vanno in loop sugli schermi allestiti alle pareti, locandine e materiale cinematografico promozionale, copertine di magazine mondiali incorniciate che ritraggono il volto sorridente di lei, ma anche fotogrammi di Audrey, già avanti con l’età,  durante l’impegno umanitario a favore dei bambini dell’Unicef, di cui questa mostra ha anche il patrocinio.

NEW YORK - 1961: Actress Audrey Hepburn poses for a publicity still for the Paramount Pictures film 'Breakfast at Tiffany's' in 1961 in New York City, New York. (Photo by Donaldson Collection/Michael Ochs Archives/Getty Images)
NEW YORK – 1961: Actress Audrey Hepburn poses for a publicity still for the Paramount Pictures film ‘Breakfast at Tiffany’s’ in 1961 in New York City, New York. (Photo by Donaldson Collection/Michael Ochs Archives/Getty Images)

Givenchy, per questo omaggio, ha scelto l’Olanda non a caso: perché Audrey era di madre olandese e in particolare a l’Aia trascorse  diversi anni della sua infanzia. Tra loro correva una amicizia affettuosa ma per lei, lui era più che un amico fraterno, era il confidente, lo psicologo e gli telefonava solo per dirgli “Ti voglio bene”. Una parte della mostra è dunque incentrata sul sodalizio umano e professionale tra Hubert de Givenchy e Audrey Hepburn, una partnership creativa che durò dal 1953 fino alla morte dell’attrice nel 1993. Il resto è sorpresa e gioco, come quello di indossare il cappello a larga tesa, gli occhiali, il giro di perle e i guanti per posare come lei nelle immagini cult che hanno fatto il giro del mondo. Allo shop interno al museo che conclude il layout visivo, lo stesso cappello è pure acquistabile.

All’Aia (www.denhaag.com), inoltre, è possibile ordinare un cocktail dedicato ad Audrey: è a base di tè e gin e lo servono all’Hotel des Indes (http://www.hoteldesindes.nl/) un elegante albergo dove lei, in transito per la città, amava soggiornare. In accompagnamento c’è anche una torta al cioccolato, sempre dedicata ad Audrey, con la riproduzione di lei sopra una sfoglia di cioccolato bianco. E va da sé che nel centro dell’Aia, in parallelo a questa mostra imperdibile, c’è  anche un negozio che si ispira a lei. Lo stilista Michael Barnaart Van Bergen, per esempio, nel suo show room propone abiti ispirati allo stile di Audrey Hepburn e Mondrian. Che sono, peraltro, le mostre attualmente in corso al Gemeentemuseum Den Haag.