Europe

Camera da musica

Stanza delle chitarre

di Germana Cabrelle

Se il suono del theremin, il curioso strumento elettronico che si attiva senza contatto fisico ma solo col principio dell’oscillazione di frequenza delle mani nel campo d’onda, potesse essere tradotto in immagine, avrebbe probabilmente le sembianze di questo spettacolare hotel di Berlino, il Nhow: un’imponente sequenza di parallelepipedi con volumi sporgenti a effetto rifrangente che si affacciano sulla Sprea, il fiume intorno al quale è sorto il nucleo originario della città.

L’hotel è stato progettato da Karim Rashid e i suoi disegni visionari hanno avuto in seguito l’implementazione del famoso architetto Sergei Tchoban, diventando così una perfetta simbiosi fra idea e concept costruttivo e dando vita a un’opera d’arte a se stante: un moderno punto di riferimento architettonico e di design della capitale, frequentato da un mix cosmopolita di viaggiatori d’affari del jet-set internazionale e band musicali.

Nhow Berlin

È bello vederlo da fuori: così strutturato come un “Tetris”, levigato come uno schermo che di giorno cattura e proietta nuvole, diffonde e amplifica raggi di sole e di sera si illumina nei profili come un diamante. Ma ancor più bello e somigliante al rilascio di suoni del theremin è dentro:  tutto ondeggiante e declinato sulle tonalità del rosa, su un ventaglio di cromatismi che spazia dal baby al più acceso bougainville, dallo shocking al fucsia, dalla tinta confetto, alla variante pastello, con viraggi di viola e accostamenti calibrati con il grigio e il beige ma anche più audaci con il turchese. Un hotel di design con innesti optical e 304 stanze, il 60% delle quali con vista sulla Sprea: questo è, in sintesi, il Nhow di Berlino. Una ostentazione convinta di colore e forme arrotondate dove le spigolosità sono assenti e anche il minimal è azzerato.

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Qui si vuole davvero e per intero sorprendere l’ospite che vi soggiorna, con una giocosità di arredi e una proposta di luci, naturali e artificiali. Fin dall’ingresso a colpire è soprattutto il tocco inedito che questo hotel annuncia, per poi sprigionare lo stesso mood negli ambienti comuni e fin dentro le stanze. Il personale della reception è a disposizione da dentro e dietro a quella che assomiglia a una grande bocca con rossetto – ovviamente  rosa acceso – e le vetrate del soffitto contribuiscono al dialogo fra dentro e fuori. Ovunque si è immersi in un caleidoscopio di forme, luci e colori  ma anche di una piacevole e ampissima offerta musicale, perché il Nhow Berlin è il primo music hotel in Europa, che attrae gruppi internazionali di musicisti grazie alla credenziale di un manager sul posto, il servizio di una stanza interamente dedicata alle chitarre e uno studio di registrazione di fascia alta gestito in collaborazione con i leggendari Hansa Studios di Berlino. La vista panoramica è da grido – 450 mq di terrazzo danno direttamente sulla Sprea con vista sull’Oberbaum Bridge – ma qui si avrà soprattutto un sussurro di piacere mettendosi a tavola, con l’assortita offerta enogastronomica di una nouvelle cuisine che è un azzeccato mix franco-tedesco.

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Il Nowh di Berlino, insomma, può essere la base ideale per visitare la città in qualsiasi momento dell’anno, a cominciare da un altro capolavoro architettonico: la TV Turm dalla sommità della quale si ammira Berlino a 360 gradi, ma anche lungo il corso d’acqua a bordo del battello che ne offre un altro punto di osservazione; o ancora visitando il The Gate Berlin, il nuovissimo museo multimediale che compendia 300 anni di storia. Per una totalizzante sensazionale esperienza fra passato e presente nell’ottica di quel futuro di cui l’innovativo Nhow ne incarna i connotati.