GOURMET

Classico ma non troppo

Alle Scuderie di Milano, appena ampliate, drink tradizionali con qualche innovazione e degustazioni Dop e Igp

Alle Scuderie di Milano, appena ampliate, drink tradizionali con qualche innovazione e degustazioni Dop e Igp 

img_0829di Sara Magro

A Milano l’happy hour è un rito. Bello trovare un baretto sotto casa, dove scendi senza preavviso e scambi due chiacchiere con la gente del quartiere (il mio Il Tubino, con “Zio Tibia” dietro il bancone è fantastico!). Poi ci sono i posti superchic, come il Ceresio 7, i grandi classici come le Cantine Isola in via Paolo Sarpi e i posti “avanti” come Botanical Club del bravo Alessandro Longhin (questa è una storia che racconterò di sicuro).

Andrea de Pascalis, bartender delle Scuderie
Andrea de Pascalis, bartender delle Scuderie

E poi ci sono le scoperte che fai di tanto in tanto. Non perché siano necessariamente una novità, ma semplicemente perché sono dall’altra parte della città, in posti che, ingiustamente, non frequenti abbastanza. E punto. Milano non è certo una grande città, ma ognuno ha i suoi percorsi, e per me Porta Venezia e dintorni risultano come dato di fatto “fuori mano”. Una sera mi hanno invitato alle Scuderie in via Sirtori 34, una strada chiusa al traffico. Forse non ero mai arrivata fino in fondo, dove si trova Mimmo, un ristorante famoso della Milano scicchettona, e al piano terra il Bar Le Scuderie, con una bella veranda arredata con divani comodi, tavolini e buona musica non ingombrante. Appena ampliato inglobando il negozio della Dondup di fianco, il bar è aperto anche per la prima colazione, ma il momento clou comincia dopo le 18, con l’aperitivo. È un ritrovo piacevole, anche piuttosto romantico, dove Andrea de Pascalis, entusiasta bartender romano arrivato a Milano dopo aver lavorato in Messico, a Miami e Formentera, propone una carta di drink classici, italiani e internazionali, e un bel vassoio con bruschette melanzane e pomodori, crocchette con salsina, grissini e pane fragranti, formaggi, salumi e prodotti Dop e Igp. Ho detto che i drink sono classici, ma non è esatto: partono da una base classica, che si può ordinare, oppure vengono sviluppati con creatività, così oltre allo Spritz Aperol e al Bellini, si ordinano Martini con alcolato al pepe, Negroni con Rabarbaro Zucca, Mojito cocco e liquirizia, che viene servito con più cannucce perché, per esperienze, tutti vogliono assaggiarlo. Però, niente grilli per la testa, Andrea non ama le invenzioni ardite o stupefacenti, e lo dimostra sia negli abbinamenti rassicuranti, sia nella scelta intenditrice di gin, voka, rhum e vini.

img_0849L’aperitivo – 6-10€ per il drink + 6 € per gli assaggi – è talmente ricco che quasi quasi fa da antipasto prima della cena al piano superiore, da Mimmo Milano, con luci soffuse, stile shabby chic, cucina a vista e menu che onora la cucina e gli ingredienti italiani, dal risotto alla pescatora con gambero fritto ai ravioli ricotta e borragine con crema di cavolfiore, al filetto al baccalà confit con mantecato di patata americana e filetto con bietoline, cipollotto e salsa al porto.

www.mimmomilano.it