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A casa di Aristotele

Viaggio in Calcidica a 2400 anni dalla nascita di Aristotele

 Il mio viaggio nella penisola Calcidica a 2400 anni dalla nascita di Aristotele

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testo e foto di Andrea Foschi

Sono passati esattamente 2400 anni dalla nascita di Aristotele e mi trovo in Calcidica a Stagira (oggi Olympiada). Provo un certo timore, aggravato da flashback liceali, nel toccare i blocchi di pietra che probabilmente (molti gli indizi grazie anche ai recenti scavi dell’archeologo Sismanidis), costituivano le mura della sua casa natale poi trasformata nel suo sepolcro, qui infatti furono riportate le sue ceneri da Calcide.  Dalla sommità del sito archeologico, fantastico pensando all’arrivo minaccioso della flotta di Filippo II che conquistò e distrusse l’antica città per poi ricostruirla, dopo pochi anni, quando Aristotele divenne precettore di suo figlio Alessandro Magno. Questa zona della Macedonia orientale mi stupisce davvero: la costa alterna cale dall’acqua cristallina, che non hanno subito la mano pesante del turismo di massa, a promontori ricoperti di ulivi e faggi.

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L’aura di tranquillità, un pò mistica, che mi circonda, si conferma quando giungo al porto di Ouranoupolis per imbarcarmi verso il monte Athos, la patria del monachesimo ortodosso. Una lingua di terra tra Mar di Tracia e Mar Egeo che ospita un’incredibile comunità di monaci (circa 2000) distribuita in ben 20 monasteri. Sulla barca affollata di pellegrini, dai vestiti retrò, e di turisti di mezzo mondo (molti i russi), incrocio lo sguardo a prua dove una piccola comunità di delfini salta placidamente, un pò assonnata, seguendo le scie dell’imbarcazione che rompe lo specchio di mare protetto.  Un simpatico monaco dalla lunga barba bianca, appena rientrato da una visita in Italia alle comunità grecaniche della Calabria, mi indica una piccola imbarcazione che si sta avvicinando. Bastano pochi minuti e salgono a bordo tre giovani monaci che, in un batter d’occhio, allestiscono mercanzia e reliquie per una veloce ma intensa benedizione dei pellegrini a bordo.  Il piccolo traghetto giunge poi a piedi del monte sacro che ammirato dal mare sembra davvero toccare il cielo, per rientrare, senza soste a terra, verso il porto di partenza. Approdare nel territorio del Monte Athos non è cosa semplice: la regola (dal 1046) impone  il divieto alle donne di visitare i luoghi sacri, mentre gli uomini possono dimorare nei monasteri, nel rispetto delle rigide regole ecclesiastiche, richiedendo un permesso speciale con largo anticipo per un soggiorno massimo di quattro giorni.

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Dalla splendida terrazza, dell’Hotel Eagles Palace, rivolta verso l’isola di Ammouliani, mi aspetta un incontro speciale. Un grande uomo, che mi ricorda Sean Connery anni ’90, rimescola con destrezza tranci di cernia appena pescata in un sugo ricco di spremitura di limone. Si chiama Epifanios, indossa una lunga tunica marrone ed una cintura con in bella vista l’effige del Giardino della Madonna. Il bel monaco dagli occhi azzurri sta preparando un piatto tratto dal libro  “La cucina del Monte Athos” – edizioni Francescane – che lui stesso ha curato. Sin da bambino appassionato di cucina, mi cita con nostalgia le polpette alla menta che preparava con la madre. Oggi Epifanios è il testimonial nel mondo della tradizione athonita, una cucina sana priva di trigliceridi, la cui salubrità è comprovata dal bassissimo tasso di malattie tumorali della zona. Questo monaco dalla cella del monastero di Mylopotamos non ha dimenticato l’importanza del vino: gestisce infatti personalmente una celebre cantina, che produce (ed esporta in tutta Europa) vini biodinamici, bianchi rossi e rosé, da antichi vitigni salvati e valorizzati dai religiosi ortodossi.

Ma la penisola Calcidica non finisce qui, mi aspettano ancora due lembi di terra, che mi appaiono sulla cartina come due unghie di gatto che graffiano il mare Egeo:  Kassandra e Sithonia. La prima, più chiassosa, perfetta anche per chi ama la nightlife dei numerosi villaggi della costa, è caratterizzata da lunghe spiagge color oro. Ma non mancano anche cittadine più tipiche come quella di Athytos, dove mentre passeggio non so dove posare lo sguardo allettato dalle diverse offerte gastronomiche dei ristorantini appoggiati sulla falesia che domina il mare blu sottostante.

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Sithonia è ricca di spiagge esclusive. Ho la fortuna di poter godere di un meraviglioso bagno su questa costa turchese tuffandomi da una tipica  imbarcazione in legno ormeggiata nelle acque del golfo di Vourvouroù. Devo ringraziare il capitano Greg che mi ha portato fin qui dal pontile dell’Hotel Eikies, uno moderno ed accogliente albergo  sulla costa che ha la fortuna di avere in cucina Dimitris Pamporis uno tra i tre migliori chef della Grecia. Qui degusto piatti della tradizione rivisti in un ottica contemporanea presentati con una cura quasi maniacale, da non perdere lo stufato di calamari.

E’ stato davvero un onore e spero di essere stato un degno ospite di questo lembo di terra del Nord della Grecia proprio nel 2016, consacrato anno aristotelico dall’Unesco e, a tal proposito, non posso dimenticare le parole del grande pensatore, scienziato e politico: “La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella consapevolezza di meritarli.” 

Info
Kassandra:
Hotel Miraggio Thermal Spa resort – www.miraggio.gr
Sani Resort- www.saniresort.gr
Sithonia:
Hotel Porto Carras/Meliton – www.portocarras.com

www.visit-halkidiki.gr
www.viaggioxte.it