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Langhirano ospita per due weekend di settembre il Festival del Prosciutto di Parma

Langhirano ospita per due weekend di settembre il Festival del Prosciutto di Parma

FotoCarra-045Il grasso del prosciutto si mangia o si toglie? Quali differenze ci sono per il prosciutto di 12 o 36 mesi? Sono curiosità che possono essere svelate durante la visita dei prosciuttifici in occasione del XIX Festival Finestre Aperte, che si svolge a Langhirano, nel Parmense, in due fine settimana: 10 e 11 settembre e 17-18 settembre, presentato quest’anno da chef Carlo Cracco.

Durante le giornate del festival si può assistere al ciclo di lavorazione del prosciutto e partecipare a degustazioni gratuite nei prosciuttifici. In paese, viene inoltre allestita una Cittadella del Prosciutto di Parma, dove i maestri prosciuttai offrono degustazioni guidate, abbinamenti e laboratori del gusto. Infine, al museo del prosciutto e dei salumi di Parma, nell’antico Foro Boario di Langhirano, si visitano le stanze di stagionatura con degustazioni a vari stadi di invecchiamento.

Il prosciutto è uno dei pochi prodotti che viene tuttora realizzato senza conservanti né additivi, a parte il sale marino. La sua laboriosa e lunga preparazione è dettata da un rigido disciplinare produttivo che richiede sia mano d’opera che macchinari.

Il Prosciutto di Parma DOP e può essere prodotto solo in un’area limitata alla provincia di Parma, dove esistono le condizioni climatiche ideali per la stagionatura naturale, mentre i suini, rigorosamente italiani, provengono da dieci regioni del nord-centro Italia. Per ottenere la corona ducale a cinque stelle impressa a fuoco il prosciutto deve superare dieci fasi: isolamento, raffreddamento, rifilatura, salagione, riposo, lavatura e asciugatura, toelettatura, sugnatura, stagionatura, sondaggio. Ogni fase deve essere firmata dai componenti della filiera per consentire la verifica dei passaggi corretti.

www.festivaldelprosciuttodiparma.com