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Bormio è in top 5

Per la rivista inglese Telegraph Ski and Snowboard la gastronomia valtellinese è tra le migliori dell’anno

Per la rivista inglese Telegraph Ski and Snowboard la gastronomia valtellinese è tra le migliori dell’anno

bormio

Di Redazione Roma

Sulla più venduta rivista inglese dedicata allo sci che, da cinque anni a questa parte, premia i top performer delle vacanze bianche a livello mondiale, quest’anno in lizza c’è anche Bormio, nella cinquina di nomi relativi alla sezione “Gastronomic Resort of the Year”: categoria tutta nuova che vuole dare risalto a questo aspetto dell’ospitalità legato al turismo invernale. Concorrenti diretti della località italiana, altri famosissimi centri invernali quali Park City e Steamboat (Usa), Whistler Blackcomb (Canada) e Saint Martin de Belleville (Francia). Il vincitore assoluto sarà deciso da una giuria di esperti del settore, mentre la premiazione è prevista il 27 ottobre nel prestigioso spazio del Battersea Evolution, nel cuore di Londra.

Bormio si è potuta guadagnare una nomination tanto prestigiosa a livello mondiale, per specialità uniche, figlie di una montagna davvero generosa. Gli alti pascoli regalano il latte, da cui si ricavano saporiti formaggi come il morbido Scimudin e il Casera, perfetto mescolato alla polenta durante la cottura e letteralmente strepitoso con il miele. Se la bresaola della Valtellina è un must, sono da assaggiare anche i salamini di cervo, la slinziga (sorta di bresaola prodotta in pezzature più piccole e dal sapore più deciso). E ancora, tra le altre specialità, pizzoccheri fatti a mano, sciatt, salsicce ai ferri, costine di maiale e salmì di cacciagione con polenta taragna, mènéstra de mak (zuppa d’orzo), taroz (purè di patate e fagiolini, con formaggi) e l’immancabile bisciola, il panettoncino valtellinese farcito con uva sultanina, noci e fichi secchi. Dalle quote alte arrivano anche le profumate erbe alpine la cui infusione in botti di rovere è alla base del famoso Amaro Bràulio, prodotto bormino al 100%. Tra gli ingredienti “noti” achillea moscata, bacche di ginepro, assenzio e radici di genziana, ma la sua ricetta – elaborata 140 anni fa dal farmacista Francesco Peloni – è tuttora un segreto, custodito e tramandato di padre in figlio nelle suggestive cantine sotto il centro storico di Bormio. Altrettanto tipica è invece la Taneda, il digestivo fatto con gli omonimi fiori che si raccolgono nei prati a oltre 2.000 metri di altitudine.

Tra i prodotti completamente “made in Bormio” da non dimenticare le deliziose caramelle Brielli prodotte nel piccolo stabilimento in centro paese. Come ulteriore valore aggiunto per la gastronomia bormina, da non dimenticare la stella Michelin dello chef Antonio Borruso del Ristorante Umami, che propone una stimolante rivisitazione della tradizione culinaria locale. Tra i piatti imperdibili, il pizzocchero sferico con insalatina di verza e grano saraceno croccante. Ma a Bormio assaggiare i piatti della tradizione vuol dire anche immergersi in contesti unici e ricchi di storia: dal magnifico Salone dei Balli del Grand Hotel Bagni Nuovi fino agli ambienti più rustici, come vecchie falegnamerie o antiche stalle seicentesche con volte in pietra.

Per maggiori informazioni:
tel. 0342 903300
info@bormio.eu
www.bormio.eu.