DESTINATIONS

Singapore: 6 città in una

Sei zone della città stato. Sei modi per vivere la destinazione. Tutti da scoprire in un viaggio

Sei zone della città stato. Sei modi per vivere la destinazione. Tutti da scoprire in un viaggio

di Alessandra Gesuelli

Il cuore coloniale

La  storia di Singapore come stato è breve, solo 50 anni compiuti nel 2015. La storia di questo Little Red Dot, o piccolo punto rosso, come i Singaporeani si definiscono scherzando, è molto più lunga e affonda la sue radici nei grandi commerci di quest’area dell’Asia e nella storia coloniale inglese. Tra le zone simbolo c’è sicuramente Padang, un’area verde pubblica dove da sempre si svolgono le grandi cerimonie, l’ultima quella per i 50 anni dello Stato, e sede del Singapore Cricket Club. Intorno sorgono alcuni degli edifici più rappresentativi della storia della città: la bianca cattedrale di St.Andrew, e la Corte Suprema che un grandioso progetto pubblico ha trasformato nella nuova National Gallery. Aperta a novembre 2015 la National Gallery è davvero notevole da visitare. Unisce ben due edifici storici restaurati, la Corte Suprema e la City Hall, e contiene la più importante collezione di arte moderna e contemporanea di artisti di Singapore e del Sudest Asiatico. L‘organizzazione dello spazio, gli autori, i diversi movimenti artistici di questa parte di mondo sono davvero ben proposti e raccontati. Per uno sguardo diverso al mondo dell’arte, dal punto di vista asiatico. Notevole la parte delle gallerie dedicate solo a Singapore, per scoprire anche una parte della storia degli edifici e del paese. Da fare il tour gratuito di un’ora per avere una visione d’insieme della struttura e qualche particolare sulla sua storia. Come la splendida sala City Hall Chamber, dove è davvero passata la storia del paese: qui i giapponesi firmarono la resa della Seconda Guerra Mondiale e fu dichiarata l’indipendenza dello stato. Le opere d’arte poi sono davvero notevoli. E, particolare curioso, un enorme display a scrivania, permette di consultare il catalogo e inviare via email le immagini delle opere preferite per stamparle a uso personale. Infine la Terrazza sul tetto ha una delle più belle viste sulla città, da godersi anche per un cocktail serale nel bar panoramico. Per una visita del cuore coloniale non può mancare un giro al Raffles Hotel. Il bianchissimo edificio ad arcate, è uno dei luoghi simbolo della città, dove sono passati grandi scrittori e tutti i personaggi storici che hanno abitato Singapore. Qui si trova anche il mitico Long Bar che oggi è frequentato soprattutto da turisti e curiosi alla ricerca delle origini del Singapore Sling, il famoso cocktail a base gin, inventato al suo bancone, 100 anni fa dal barman Ngiam Tong Boom e celebrato con una carta dedicata e diversi twist per lo stesso cocktail.

La Baia e i Giardini

La Marina Bay è oggi più che mai il cuore, la cartolina risplendente dello sviluppo della città-stato. La recente aggiunta, proprio nell’anno del Giubileo, del nuovo ponte pedonale e di fatto la pedonalizzazione di tutto il lungomare, rendono ora questa parte della città una bellissima passeggiata, tra grattacieli vertiginosi ed edifici sorprendenti. Per un percorso con il naso in sù si può iniziare dall’Helix Bridge, che si collega all’iconico Marina Bay Sands. Il grande hotel è costituito da tre grattacieli ricurvi, collegati tra di loro da una piattaforma che sembra sospesa e dove si trova una delle più alte piscine a filo del mondo, al 57° piano. Il complesso è anche un enorme e prestigioso shopping mall, dove trovare ristoranti interessanti. L’affaccio sulla baia è spettacolare, soprattutto alle 21.30 di sera, quando inizia lo spettacolo di luci e suoni. Da lì si prosegue verso i grattacieli del distretto finanziario, fino a raggiungere il Fullerton Bay Hotel, la sister property del vicino Fullerton, situato in un bianco edificio storico. Si arriva così al Merlion, la candida statua del mitico pesce-leone, che secondo la leggenda sarebbe alle origini della città. La terrazza che si affaccia proprio di fronte, e che poi prosegue nel nuovo ponte pedonale, permette di ammirare la baia in tutta la sua bellezza ed è amatissima dai locali, che qui la sera vengono a prendere un po’ di aria. Il ponte collega l’altro lato della baia con il teatro e un’area nuova di ristoranti e angoli street food. Chi vuole restare in zona può seguire il canale e arrivare a piedi a Clarke Quay per una serata di divertimento in uno dei tanti locali che affollano questo piccolo tratto di città. Tutti sono seduti fuori, lungo il canale o nei tavolini all’aperto, c’è musica e una bella atmosfera che unisce gli expat con i locali, i turisti occidentali con quelli asiatici. Ma per bere davvero bene, andate al numero 28 della vicina Hong Kong Street, non c’è insegna ma è uno dei migliori speakeasy della città. Proprio dietro al profilo del Marina Bay Sands, e raggiungibile dal complesso, si stagliano gli spettacolari alberi tecnologici, i Super Trees, diventati dal 2012 simbolo della destinazione e di una delle sue più amate attrazioni i Gardens by The Bay, parco giochi per chi ama la natura, manifesto green per il paese che, dove può, investe sul verde e la natura, tanto necessari per l’ambiente. Ogni sera alle 19,45 e alle 20,45 si svolge un divertente spettacolo di luci e suoni e gli alberi brillano e scintillano come creature di Avatar.

Chinatown

La comunità cinese è da sempre una delle presenze più sentite e numerose nello Stato. Chinatown è un quartiere divertente e perfetto per lo shopping low cost di souvenir di ogni genere. Un bel cambio rispetto alla centralissima Orchard Road, amata per gli acquisti ad alto budget. Per saperne un po’ di più della difficile storia e delle origini della comunità, è stato appena rinnovato l’Heritage Centre. Ma andateci solo se siete appassionati del passato. Per il resto la tappa da non perdere è lo sfarzoso, Buddha Tooth Relic Temple, con il giardino pensile sul tetto e la grande campana di preghiera. Tra le stradine di Chinatown due gli indirizzi da tenere a mente: la piccola pasticceria Tong Heng con i suoi dolci a base di crema di uova; e il piccolo Mama Kong’s, ristorantino familiare dove mangiare il tipicissimo granchio con il chilli. Proprio dietro a Tong Heng si aprono una serie di stradine come Club Street e Ann Siang Road, che oggi ospitano negozi di design, boutique hotel, bistrot e caffè. Il Maxwell  Food Centre, da poco rinnovato, è invece perfetto per provare lo street food di qualità, soprattutto a pranzo.

Alla scoperta della cultura Peranakan

Joo Chiat è un bel quartiere di Singapore, a maggioranza Peranakan. Si tratta di una cultura tipica dello Stretto, frutto dell’incontro dei mondi cinese e malese. Forse la più autentica espressione della storia singaporeana. Per gli appassionati che vogliono saperne di più c’è il Peranakan Museum. Ma l’esperienza più interessante da fare è, proprio a Joo Chiat, la visita su appuntamento alla piccola casa- museo The Intan, gestita dal bravissimo Alvin Yapp. Si tratta di un vero centro culturale, dove Alvin colleziona e ha raccolto per anni pezzi di arredo, oggetti, tessuti della sua cultura d’origine. Il luogo è ufficialmente un museo ma, essendo anche una casa, potete prenotare una visita con tè o un pranzo, per assaggiare la tipica cucina. Il più antico ristorante Peranakan della zona è invece il famoso Guan Hoe Soon. Prima di lasciare il delizioso quartiere di Joo Chiat, una pausa obbligata è nella pasticceria familiare Chin Mee Chin, dagli arredi e l’atmosfera retro’. Qui prendete un caffe’, o Kopi, e un toast imburrato di Kaya, la tipicissima marmellata di cocco. Se invece volete sapere come un giovane chef Peranakan interpreta oggi i tradizionali sapori, andate da Malcom Lee e il suo Candlenut.

Kampong Glam: nel quartiere musulmano

A Singapore c’è un’ampia comunità musulmana, prevalentemente di origine malese e indonesiana. La grande moschea di Sultan, dalla vistosa cupola dorata e la struttura vittoriana, lo testimonia. Tutto intorno si apre un dedalo di stradine, quasi del tutto pedonali, dove si sono trasferite boutique hipster, locali e bar aperti fino a tardi. Da segnarsi, ancora molto gettonato, lo Shophouse The Social Hostel con la bella terrazza panoramica (ne abbiamo parlato anche qui). A riprova della vocazione modaiola della zona si moltiplicano i pub che affiancano i posti più tradizionali e amatissimi per il pranzo. Come Zam Zam, famoso per i murtabak, una sorta di pizza ripiena e speziata.

Little India

A Singapore vive anche una grande comunità indiana. La zona d’ origine è spesso il sud del Subcontinente, per cui chi assaggia indiano a Singapore, lo troverà piuttosto speziato. Per una inaspettata immersione indiana, due i templi da visitare. Il più antico è nel cuore di Chinatown, il Sri Mariamman Temple, dove la domenica sera si riunisce tutta la comunità, e le donne, in sari elegante, portano cibo da condividere, per cenare  insieme. A Little India, invece, si visita il coloratissimo Sri Veeramakaliamman.  Per assaggiare dell’ottimo curry piccante andate al mercato  Tekka Centre. Lo spazio esterno  è l’ideale per mangiare, circondati da piccole coloratissime case coloniali. Nel mercato vanno tanti chef importanti di Singapore  a fare la spesa.  Come  Chef Ommo, che collabora con David Thompson nel suo nuovo ristorante Thai a Singapore, il Long Chim in un bello spazio al Marina Bay Sands. Il grande chef di origine australiana, dall’alta cucina del nahm a Bangkok, sta ora esplorando un nuovo concept di ristoranti, ispirati alla cucina di strada thai. Più casual, speziatissima e super saporita, la scelta dei piatti va dalle tipiche insalate alle  zuppe fumanti e ai curry. Per il Long Chim di Singapore, David ha scelto il giovane Ommo, dal sud della Thailandia.