HOTEL, SPA & CO

L’hotel si fa smart

L’Indigo Wireless Road punta ai dettagli e guarda ai millennials. È nella zona cool di Sukhumvit dove è il ristorante top Gaggan

Boutique hotel di nuova generazione. L’Indigo Wireless Road punta sui dettagli e guarda ai millennials con il giusto mix tra tecnologica e tradizione. E’ nella zona cool di Sukhumvit dove si trova anche Gaggan, il ristorante top della città

di Alessandra Gesuelli

Una nuova idea di boutique hotel, non piccolo ma con la stessa attenzione ai dettagli di una struttura di 30 stanze. Gli ospiti? Soprattutto millennials, coppie giovani che amano la tecnologia ma vogliono stare in un contesto unico, nelle zone cool della città. Così Melinda Lampier, General Manager della proprietà, ha riassunto la filosofia degli Hotel Indigo, smart brand del gruppo InterContinental Hotels, e del “suo” Indigo Bangkok-Wireless Road. Nella zona di Sukhumvit, a pochi minuti a piedi dalle fermate dello Sky Train di Phloen Cit e Chit Lom, questo bel grattacielo di 26 piani e 192 stanze, si inserisce perfettamente nel quartiere della capitale thailandese, dove hanno sede ambasciate e compagnie internazionali ed è a qualche minuto a piedi da uno dei pochi parchi cittadini il Lumpini. Eppure non è propriamente un hotel di business. Molti turisti lo scelgono: è fuori dalla zona più affollata, è facilmente raggiungibile e restituisce la sensazione di stare dove i locali, expat e non, vivono la città. Questo mix leisure e business si vede già dall’ingresso con il coloratissimo tuk tuk, posizionato accanto alla reception e gli apparecchi radio vintage sparsi un po’ ovunque. Il nome in Thai della strada è infatti Witthayu cioè radio, perchè qui ha avuto sede la prima stazione radio della città.

Tecnologia e tradizione tornano nell’hotel in tanti particolari nelle stanze. A cominciare dai grandi quadri sopra i letti, con le foto della stessa via 100 anni fa, quando c’erano solo bassi edifici tradizionali, su una strada di terra battuta, percorsa dai risciò a piedi. Naturalmente il wi fi è ovunque e gli ospiti sono invitati a condividere sui propri social l’esperienza del soggiorno. Le stanze sono di un design fresco con tocchi thai inconfondibili: per esempio nelle chaise longue di fronte alle grandi finestre panoramiche sulla via, con il tipico cuscino triangolare thai per rilassarsi e guardare il paesaggio. Molte stanze hanno balconi panoramici dove ci si può affacciare persino dal 24° piano ad ammirare la città dall’alto. Proprio di fronte si trova il parco dell’Ambasciata USA: una bella macchia di verde che si insinua nello skyline scintillante di grattacieli. I piani hanno luce naturale e sono aperti ad arte ai lati con piccole serre verticali per creare un effetto di giardino panoramico, visibile persino dalla strada. Sui muri diversi interventi di artisti locali, rendono divertente la visita. La sala colazione è concepita come un caffè, con terrazza aperta sulla strada e buffet posizionato sul lungo bancone di legno del bar: l’atmosfera è informale, così come il servizio puntuale; ai tavoli famiglie e giovani coppie, qualche uomo d’affari, soprattutto asiatici. L’informalità è mantenuta anche al ricevimento dove, comunque, c’è tutta la cortesia e disponibilità orientale, ma senza affettazione. All’arrivo, gli ospiti trovano nella stanza un piccolo souvenir omaggio realizzato da alcuni artigiani della zona. Siamo vicini ai canali di  Khlong Bang Luang, dove hanno sede alcuni laboratori d’artista.

Al 24° piano la piccola piscina a filo, aperta dal mattino presto, permette una rinfrescante nuotata prima di affrontare la visita della città. Nello stesso piano anche il Fitness Center. La location è uno dei punti forti della filosofia del brand che è in piena espansione. Dal primo ad Atlanta, nel 2004, ci sono ora 62 hotel Indigo nel mondo e “nessuno è uguale all’altro” racconta ancora la GM Melinda, australiana, da molti anni in Asia. Adesso si annunciano ulteriori aperture a Bali e Singapore. La struttura di Bangkok sta aprendo il rooftop bar al 26° piano che promette di diventare un’altra importante aggiunta in un quartiere che negli ultimi anni è sempre più al centro della nuova scena food della città. A due strade di distanza c’è infatti Gaggan, in una bella villa tradizionale in legno bianco. In 5 anni questo ristorante indiano, guidato dal talentuoso chef 37enne Anand Gaggan ha conquistato le vette d’Asia, proponendo una cucina molecolare ed esperienziale e guadagnandosi per ben due anni di seguito, nel 2015 e nel 2016, la prima posizione nella lista di Asia’s 50 Best Restaurants di S. Pellegrino e Acqua Panna e il titolo di miglior ristorante della Thailandia. Il fatto che non sia thai non è una stranezza, dimostra invece che la città sta crescendo con una proposta di fine dining più ampia. Il suo menu, in una ventina di portate è un vero viaggio attraverso la raffinatezza e il gusto del Subcontinente: dagli antipasti che giocano con le consistenze al curry finale, che resta tradizionale ma è esaltato dalla  preparazione ricercata. Una delizia al palato è anche il suo piatto simbolo: il Rangoli, agnello marinato e cotto nel forno tandori con una ricamatissima guarnizione fatta di crema di barbabietole rosse che ricorda, appunto, il rangoli indiano.