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L’oro della val Gardena

Ortisei, Selva, S.Cristina: attività, escursioni, corsi di cucina ladina e scultura in legno. Così Dolomiti della val Gardena danno il benvenuto all’autunno.

Ortisei, Selva e Santa Cristina danno il benvenuto ai veri intenditori. Quando le giornate d’autunno sprigionano colori che solo qui diventano il vero ‘bene rifugio’

Gruppo Sella visto dalla Val Gardena

di Laura Ferrari K.

E’ straordinario percorrere un sentiero ai piedi delle Dolomiti in una tersa mattina di settembre. La terra e il cielo si sono sfidati per tutta l’estate, ma si riconciliano adesso, nella luce languida che accoglie il primo autunno. Allora non sai più se è l’oro che affiora dai larici a protendere la sua aura verso l’empireo o se è il sole addolcito che accarezza i suoi boschi.
Ma c’è qualcosa in più che contribuisce a dare unicità al paesaggio. Qui le masse montuose emergono come un altorilievo che sì è liberato di tutta la materia superflua. Un’erosione lunga 150 milioni di anni ha scolpito guglie, torri, cenge, bastioni che si elevano su pianori, determinando i forti dislivelli tra le creste e la valle che caratterizzano la zona. Il gruppo del Sassolungo e il Sassopiatto, superbi da Santa Cristina, svettano come due giganteschi scogli in un mare verde, conservando nel cuore di pietra il passato oceanico: fossili nei quali il mare e la roccia si sono uniti per sempre. Sono parole cha sanno di cartolina, ma diciamolo pure, in Val Gardena la natura ha realizzato un vero capolavoro.

Amico legno
Ad accogliere gli ospiti dell’hotel Beludei (bellavista in ladino, di nome e di fatto), a Santa Cristina, si fa avanti per primo il profumo intenso del pino cembro. Le boiserie che rivestono le pareti sprigionano l’essenza intima della montagna, sfumando in un abbraccio avvolgente i confini tra la natura e il mondo dell’uomo. Il legno che per secoli è passato nelle mani dei gardenesi ne ha fatto la loro ricchezza, ben prima dell’avvento del turismo. Basti pensare che fino alla prima grande Guerra dai laboratori degli artisti locali uscivano fino a cinque altari per settimana e l’indotto della scultura portò la popolazione di 1000 individui a raddoppiare i residenti nei primi anni del ‘900. Il lavoro dell’intaglio ha dato occupazione a tante famiglie e tutt’ora sono numerose le imprese, gli scultori autonomi e scuole d’arte e professionali che continuano questa attività di cui i gardenesi vanno giustamente fieri. C’è l’artigianato artistico di UNIKA, che riunisce da oltre vent’anni scultori e doratori aprendo a queste professioni nuove possibilità di futuro; ci sono le bellissime bambole di Judith Sotriffer, che ripropone l’antico giocattolo intagliato in legno; ci sono anche le centinaia di sculture realizzate con pantografo, forse più dozzinali ma ugualmente apprezzate, che riempiono i presepi del mondo.
Dal commercio di manufatti lignei è derivata una prosperità che negli anni si è fatta musica – ci sono quattro cori e cinque bande musicali; costume – otto diversi abiti tradizionali per le donne, sei da uomo; vita comunitaria – a Bulla, ad esempio, l’attività no profit dei 400 abitanti mantiene operative ben cinque caserme dei pompieri. E soprattutto ha permesso di sviluppare nei tre comuni della Valle (Ortisei, Santa Cristina e Selva di Val Gardena) gli standard di un’accoglienza di prima qualità.
Judith Sotriffer e le sue bambole
Cosa fare
Val Gardena Active
è il progetto che da giugno a ottobre prevede un fitto programma di attività, non solo sportive, durante tutta la settimana.
Segnaliamo le proposte più suggestive e rimandiamo al calendario settimanale per un completo panorama sui molteplici eventi. Imperdibili le gite per assistere allo spettacolo unico dell’enrosadira, quando all’alba o al tramonto le cime delle Dolomiti assumono quel colore rosato che può approssimarsi gradatamente al viola e svela, in quelle poche ore sottratte all’incantesimo, l’esistenza del mitico giardino di rose del re Laurino.
Ci si può unire alle escursioni botaniche per conoscere e raccogliere le erbe medicinali scoprendo i benefici effetti dell’arnica sui traumi, dell’equiseto per le infiammazioni, della valeriana per rilassarsi o del pino mugo quando occorre un balsamo.
Per chi ama la montagna in quota, condividere una gita con uno dei mitici Catores (nome ladino della coturnice), le guide che dal ’54 accompagnano escursionisti e prestano soccorso alpino, permetterà vivere un’esperienza indimenticabile: scoprire angoli nascosti, il nome di ogni cima e le leggende che ne raccontano l’origine, distinguere le tracce e i suoni degli animali, notare la molteplicità dei fiori e saperli distinguere sono alcuni dei momenti fanno apprezzare la compagnia dei più esperti conoscitori di quelle montagne.
Non solo movimento. I corsi di intaglio sono aperti a tutti e proprio in settembre, chi ha voglia di osservare gli artigiani durante il loro lavoro può assistere alle attività che si svolgono presso il Centro Iman di Santa Cristina, dove alcuni scultori realizzano figure scolpite a mano per il presepe in legno più grande del mondo, che dal 1988 viene esposto durante tutte le stagioni.
Dulcis in fundo, volete imparare a preparare le irresistibili frittelle di mele della Val Gardena o i tipici crafucins, i ravioli a mezzaluna ripieni di erbette, a prova di forchetta ladina? Ci sono i corsi di cucina con Anna e Ingrid: physique du rôle e simpatia garantiti, per conoscere la cucina locale nella sua versione più autentica.

la banda di Santa Cristina


Mangé ladin

Ci sono invece piatti la cui preparazione è meglio lasciare nelle mani sapienti di chi è cresciuto vicino alla stube… Come Rudi, che nel suo ristorante Concordia, a Ortisei, da oltre vent’anni prepara tutto ‘in casa’ (dal pane all’affumicatura delle carni), aiutato  dalla moglie e dalla figlia, che si prendono cura degli ospiti. Negli anni del trionfo del turismo gastronomico, le tappe gardenesi consigliate ai gourmand sono numerose. Una maratona del gusto che si snoda tra materie prime di ottima qualità, identità culturale ben radicata e prezzi difficilmente esosi. Ne segnaliamo alcune, con la consapevolezza di non poter essere esaustivi. Reimund Brunner, chef dell’Hotel Gardena stella Michelin e altri onori per i palati più esigenti. Più alla mano (il locale è stato derivato da un fienile) ma ugualmente attento alle materie prime, Haymo Demetz (gardenese doc) segue la cucina del ristorante Tubladel, a Ortisei, con estro e passione. A Selva, la gestione familiare del Freina è giunta alla terza generazione, per qualche ‘fuori pista’ internazionale sul rodato tema della cucina tirolese. Per chi sosta allo Chalet Gérard, sulla strada che conduce al Passo Gardena, è imperdibile lo strudel di mele della signora Helga, così come la sua polenta. Nel centro di Santa Cristina, al ristorante L Fudlé si cimenta con buoni risultati il giovane cuoco Denis, che offre anche una vasta scelta di pizze. I locali si incontrano al Mar Dolomit di Ortisei, ristorante che affaccia sulla piscina del centro omonimo, pizze e cucina curata nei dettagli da Leo Mussner. Sempre a Ortisei, si può gustare l’ottima cucina della tradzione ladina nel bellissimo maso ristrutturato di Manuela e Arno, oggi ristorante Costamula, raggiungibile in inverno direttamente con gli sci. Il pesce ad alta quota si trova al ristorante del celebre rifugio Comici, serate a tema e aperitivi très chic. All’oasi poetica della piccola baita Ciampac, alle porte della Vallunga a Selva, è consigilato, se non si temono le calorie,  il “Kaiserschnarrn” caramellato con salsa di frutti di bosco e albicocche.
Per un aperitivo rigorosamente altoatesino, in alternativa al celebre Hugo potete provare una variante che sostituisce allo sciroppo di sambuco quello di lamponi, da diluire anch’esso nel calice di prosecco. Ottimo quello del ristorante Val d’Anna, raggiungibile con una breve e piacevole passeggiata che parte dalla stazione a valle del Seceda oppure in inverno, direttamente sulla pista di discesa dal Seceda verso Ortisei. Vivez!

INFO
Val Gardena Turism | + 39 0471 777 721 | www.valgardena.it