GOURMET

Brunch da Peck

La storica gastronomia di Milano si rinnova: domenica aperto per il pranzo a buffet, la sera aperitivi fino alle 21, e la spesa a domicilio in bici

La storica gastronomia di Milano si rinnova: domenica aperto per il pranzo a buffet, la sera aperitivi fino alle 21, e la spesa a domicilio in bici

di Sara Magro

A volte succede. Succede che la storica gastronomia di Milano, l’intramontabile Peck, cambi. Per esempio ha cambiato orari: resta aperto tutti i giorni fino alle nove di sera, e resta aperto la domenica. È quasi di una rivoluzione, perché in una città moderna, come di fatto Milano è, Peck era uno dei pochi a osservare ancora gli orari di 30 anni fa: domenica chiuso. Che peccato però, pensavo, innanzitutto perché mi sarei fermata più volentieri lì che in un baraccio qualunque a prendere un caffè, e poi perché al gelato di Peck non si può dire di no, e tutto sommato, anche il classico etto di bresaola può far comodo in un giorno di festa! E come me, chissà quanti altri avrebbero voluto entrare. Invece no: domenica chiuso.

Finalmente, anche Peck si è arreso. Apre la domenica fino alle 17, e prepara il brunch, dalle 11 alle 16. Un banchetto luculliano con dolci – torte, crostate, frutta fresca – e salati – club sandwich all’astice (una squisitezza), tartine con robiola e salmone, uova in tanti modi, vitello tonnato, insalata russa, e altri classici della casa. Offrono anche piatti caldi, come gli agnolotti. Il tutto per 60 € a persona, bevande escluse. Quindi, a parte il “Mimosa” di benvenuto, acqua, caffè, spremute, centrifugati si pagano extra.

Dietro a questi cambiamenti c’è un nuovo AD, Massimo Furlan, che a Miami ha fatto il lancio del Pelican per Renzo Rosso, mentre, sempre a Milano, è stato l’artefice del piano gourmet della Rinascente. Quando i Marzotto lo hanno chiamato da Peck, lui ha subito chiarito che non aveva intenzione di “togliere la polvere in via Spadari (l’indirizzo del negozio)”. Ha cominciato modificando gli orari, ha introdotto le consegne in bicicletta e al pianerottolo. “A volte i nostri fattorini arrivano a casa prima dei clienti, e lasciano la spesa dietro la porta”. E ha conquistato i vecchi clienti. Secondo lui, figlio di un macellaio, la spesa si fa ogni giorno, per riservarsi fino all’ultimo momento il piacere di decidere cosa mangiare e per avere sempre cibo fresco. “Meglio non comprare la carne per due giorni. Se domani vuoi un’altra bistecca, vai a prenderla in macelleria, dove è stata conservata in modo più appropriato di un frigo casalingo”. E se i clienti non possono andare tutti i giorni, ci pensa il negozio a recapitarla, oggi con un piccolo obolo, che molto probabilmente in futuro verrà tolto per le spese grosse.

La nota dolente da Peck sono i prezzi, ma anche qui c’è un bel po’ di mistificazione, sottolinea Furlan. “Alcuni pensano che oggi il cibo sia la Wall Street di turno. Non è così, se si lavora bene e onestamente, si hanno margini del 10-12% al massimo. E garantisco che con la ricerca di prodotto che facciamo noi, e con il personale qualificato che abbiamo, siamo molto onesti per essere una piccola gastronomia”. Vuole, sfatare il mito dell’etto di bresaola, che tutt’al più si può permettere un normale lavoratore. E anche se quella bresaola è pregiatissima e preparata nel laboratorio sotto il negozio, ci sono tante ottime ragioni per passare in questo luogo storico di Milano senza farsi intimorire. Perché ricordiamolo, un caffè costa 1 euro e 20 centesimi (all’Autogrill ne costa 1,15) e un chilo di buon Parmigiano 25 €, uguale a quello di qualità dell’Esselunga.

www.peck.it