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L’arte in casa

Torna dall’8 al 12 luglio Altofest, il festival indipendente che porta l’arte nella Napoli più autentica

Di Donatella Bernabò Silorata

Da cinque anni a Napoli un drappello di artisti ostinati e felici porta avanti un progetto che si chiama ALTOFEST (International Contemporary Live Arts). Se ne parla poco perché è un Festival orgogliosamente INDIPENDENTE nel senso che non ha raccomandazioni politiche, né finanziamenti europei, né inutili patrocini morali. E non ha soldi per avere un ufficio stampa, né pubblicità, né il favore di qualche politico di turno. Ma è una gran bella cosa, una di quelle che mi fanno sentire orgogliosa di questa città. La loro filosofia è “DARE LUOGO ad una RIQUALIFICAZIONE UMANA/URBANA”.

Cosa accade in pratica? 100 spettacoli circa (dal teatro alla danza, dalla musica alle arti visive, dalla scrittura al cinema) in luoghi sparsi e gentilmente donati (case private, botteghe, bar, librerie, un paio di chiese, persino un’autorimessa) nella Napoli più palpitante e verace. Gli artisti (107, ospitati per lo più in case private di amici del Festival) vengono da tutto il mondo, da 26 nazioni. Nulla di improvvisato, insomma. Anzi, un cartellone di grande qualità. Quando accade? Dall’8 al 12 luglio, con un’anteprima il 6 e il 7 luglio. Partecipare significa sostenere il progetto, la cultura del fare in questa città. La tessera di partecipazione costa 3 euro, sì, avete capito bene, solo 3 euro. E qualche spettacolo ha un costo di 5 euro. Per saperne di più, per partecipare, per contribuire www.altofest.net
DIFFONDETE E PARTECIPATE, questa è la NAPOLI che ci fa onore.
Per tutto il resto c’è il lungomare liberato.

Per informazioni:
altofest.net