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Manduria bella e buona

È questo il titolo che il Consorzio Produttori Vino Primitivo ha dato a uno dei suoi tour eno-gastro-artistici-naturali tra il Salento e il Tarantino

‘Manduria bella e buona’così il titolo che il Consorzio Produttori Vino Primitivo ha dato a uno dei suoi tour eno-gastro-artistici-naturali per presentare il territorio ricco di tesori tra il Salento e il Tarantino, area spesso fagocitata da entrambe le facce di una Puglia che pare non abbia più niente da nascondere: regina del turismo italiano (vedasi la Bit), oppure, al contrario, alla ribalta di sgradevoli reportage per la questione Ilva – golfo di Taranto

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di Erika Anna Savio

E invece, esiste ancora una Puglia nascosta, tutta da scoprire, fatta di scorci da favola quasi incontaminati, ospitalità sincera, tradizioni enogastronomiche e culturali che resistono impavide, mare cristallino e dune sabbiose poste sotto antiche torri.

Stiamo parlando della zona che solo riduttivamente si può definire ‘Altro Salento’ e che, invece, andrebbe chiamata orgogliosamente con il nome che la contraddistingue: Terra del Primitivo, o meglio, Terre del Primitivo, la cui capitale ideale può essere considerata Manduria, ma che sotto di sé arriva a toccare i confini anche della Valle d’Itria e del Leccese, con paesi come Oria, Avetrana, Lizzano, Maruggio, Torricella, Fragagnano, Sava, San Marzano di San Giuseppe, Erchie, Torre Santa Susanna, fino al Litorale Tarantino Orientale, Campomarino e la meravigliosa Salina dei Monaci.
Ognuno di questi luoghi è capace di incantare il turista con panorami unici, gusti e profumi indimenticabili e una lunga e pregevole storia da narrare tra tavola, piazze e vicoli.

Attraversate Taranto – senza dimenticare di visitarne il centro storico con questo suo fascino un po’ ‘fanè’ che richiama la saudade di Lisbona – poi, come prima tappa, spingetevi nell’entroterra, sulla Murgia Tarantina, ricoperta a perdita d’occhio di ulivi centenari e fiori colorati che anticipano il colore e la luce che regna a Grottaglie, indiscusso capoluogo della migliore ceramica d’autore pugliese. Fate una passeggiata in paese per conoscere da vicino gli atelier e gli artisti che li abitano, perdendovi tra il saliscendi di strade, terrazze, botteghe, enormi cactacee, murales di ceramica, scalette e gatti che dormicchiano tranquilli nei vasi dalle forme originali, avvolti dall’atmosfera sonnolenta del meriggio, mentre il sole arancio tramonta dietro le mura del castello.

Da Grottaglie ripartite e, senza mai perdere di vista il panorama di dolci declivi che vi accompagnerà per tutto il viaggio, iniziate a pregustare ciò che vi aspetta dietro le antiche mura di Manduria, nei suoi vicoli profumati di sugo e bucato, tra le voci del mercato e gli scorci imprevisti delle ‘porticine degli elfi’ a contrasto con i portoni nobiliari nelle piazzette e slarghi che si susseguono in un… incastro da fiaba.
Il mezzo migliore per girare la cittadina e la zona limitrofa è senza dubbio la bicicletta: pedalare tra filari e antiche chiese di tufo lungo le strade rurali è un’esperienza memorabile, i pendii sono minimi e in loco ci sono ottimi punti di riferimento per crearvi itinerari taylor made che possono durare dai venti minuti alle due ore, con soste nelle aree più valide dal punto di vista artistico e naturale.

Interessante è la chiesa abbandonata di Santa Maria di Bagnolo, sulla strada per Uggiano Montefusco, che permette di vedere i piccoli e nodosi vitigni del primitivo, contraddistinti dall’essere “educati bassi ad alberello nel clima secco delle regioni più favorite dal sole” (De Felice F., 1971). Difatti, se le viti non vengono tenute in tal modo, il vino prodotto non potrà essere definito primitivo doc.
Di ritorno dal giro in bici – …preferibilmente non prima! – fortemente consigliata è una visita alla Cantina del Consorzio Produttori dove incontrerete e degusterete questo pregiato nettare nella sua migliore veste, mentre il preparatissimo e ospitale staff vi narrerà l’avventura del Consorzio, iniziata nel 1928 quando un ristretto gruppo di “illuminati vignaioli” rilevò un vecchio stabilimento, creando la prima federazione vini, un’associazione che nel 1932 creò la moderna istituzione del “Consorzio Produttori Vini e Mosti rossi superiori da taglio per la zona di Manduria”. Da non perdere, inoltre, la visita alle ipogee cisterne della Cantina che raccolgono un ricco museo di rilevanza etnografica e documentaria riguardante il millenario rapporto tra le genti di Manduria e l’arte di far vino. Tra ombre, luci e l’obnubilante odore di mosto, si narra appassionatamente di un mondo antico, misconosciuto, oggi recuperato sotto le affascinanti volte a stella in cui il visitatore impara a riconoscere gli oggetti da lavoro e del quotidiano contadino come i singolari ‘seggioloni per tener fermi (anzi… immobili!) i bambini’, le carrozze, i torchi, i traini, i contenitori per mosti e vini e molto altro.

Oltre a tutto questo, ricordate di tenere un po’ di spazio per un giro al Parco Archeologico delle Mura Messapiche – con ben 1284 tombe che risalgono al periodo che va dal VI secolo a.C. al II secolo a.C – al Fonte Pliniano (citato anche da Plinio Il Vecchio per l’importanza del suo apporto idrico all’area), all’ipogeo affrescato della chiesa di San Pietro Mandurino e alle meraviglie naturali della Salina dei Monaci, antica depressione con caratteristiche biologiche e fisiche proprie, contraddistinta da dune sabbiose e paludelle, ottimo osservatorio per i birdwatchers, in quanto zona di sosta dei fenicotteri rosa durante le fasi di migrazione. Altri uccelli migratori che potete vedere zompettare nelle acque prospicienti al sentiero profumato di mirti e lentischi, sono germani reali, storni, gru, cigni e oche selvatiche; anche presente, peraltro, il poco comune cavaliere d’italia.
Fermatevi a guardare il tramonto rosa: è un’immagine che rimane nel cuore.

All’ora di cena: ritiratevi con fiducia nell’ospitale e ottima Osteria dei Mercanti, con un gradito rapporto qualità-prezzo, buon vino e cibi tipici (oltre a una suggestiva location nei vicoletti del centro storico… da non sottovalutare!)

E quando sarete stanchi, troverete per dormire una buona soluzione per tutte le tasche. Se desiderate qualcosa di alto livello, romantico, indimenticabile e unico, optate per la Masseria Scorcialupi, un antico casale di campagna risalente alla metà dell’800, tra muretti a secco, vigneti e uliveti secolari, a poca distanza dalle spiagge del Mar Jonio; un tripudio di bianco accecante nel sole del Meridione, tende ondeggianti alla brezza e particolari curatissimi – spesso creati dallo stesso proprietario, Francesco Chimienti, artista (e artigiano) nell’anima. Sempre della stessa famiglia è il BB L’Archidamo, nel centro di Manduria, una deliziosa palazzina del ‘700 con terrazzo, a davvero pochi passi dalla Cattedrale cittadina e dal suggestivo Ghetto degli Ebrei.

Nei dintorni, se volete unire la scampagnata a una cena suggestiva il nostro consiglio è l’Osteria di Monacizzo, nell’omonima frazione di Torricella (dove alcuni monaci basiliani fondarono un convento costruito sopra a un tempio di età magnogreca dedicato alla dea Minerva) nella quale troverete una gentilissima coppia di creativi che ha saputo dar vita a un’ottimo ristoro. La sensazione è di essere un po’ a casa propria, con i piatti della tradizione ‘della nonna’ (le ricette sono segrete, proprio come dalla nonna!) serviti in stoviglie e vettovaglie di famiglia, tra quadri e curiosità di ogni genere: una specialissima Wunderkammer per intenditori del buon vivere.
Infine, prima di andarvene, passate alla Cantina di Claudio Quarta. Persa tra i vigneti, possiede l’antico Casino Nitti, appartenuto al primo Presidente del Consiglio del Regno d’Italia, Francesco Saverio Nitti (1919-20), che ospita al suo interno antichi palmenti in uso all’inizio del secolo scorso…a dimostrazione ulteriore della vocazione vinicola di queste assolate terre.

Da non perdere: dal 20 luglio al 2 agosto 2015 il primo Festival di Fusione delle Arti RuidalSud tra Bari (arti visive e video alla Mediateca Regionale) e Ceglie Messapica (concerti e incontri). Per maggiori info: www.ruidalsud.com

Visite in cantina e l’affitto/tour in bicicletta: Consorzio Produttori rec@cpvini.com o info@museodelprimitivo.i Tel. (+39) 099.9735332-227

Cantine Claudio Quarta www.claudioquarta.it

Dormire Masseria Scorcialupi e BB L’Archidamo C.da Ranca – Scorcialupi 74020 Maruggio | Telefono +39 339 7790323 – 348 1632346

Mangiare Osteria dei Mercanti Via Senatore Giacomo Lacaita, 7, 74024 Manduria TA

Telefono:099 971 3673
Osteria di Monacizzo (signor Mimmo) Piazza Trieste 2 | Monacizzo di Torricella, Taranto