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Il G7 al cinque stelle

Per la riunione del 7 e 8 giugno, Angela Merkel ospiterà i grandi della terra nella nuova ala di Schloss Elmau, resort culturale vicino a Monaco

di Sara Magro per Il Sole 24 Ore/luxury24

Angela Merkel in persona ha scelto Schloss Elmau per la riunione dei G7, il 7 e 8 giugno in Germania. Saranno ospiti del Retreat, la nuova ala del resort inaugurata appena qualche settimana fa con 11 suite, tutte ugualmente presidenziali, quasi fossero state intitolate a questi prossimi ospiti. Quando hanno prenotato, più di sei mesi fa, le camere erano ancora in costruzione, e il proprietario, Dietmar Müller-Elmau, alla sola idea di ospitare un tale convegno, si era preoccupato aveva detto di no: «Il mio è un resort per famiglie con bambini, che cercano tranquillità, silenzio, natura allo stato puro, non di certo un centro congressi». Ma poi si è fatto convincere, perché in realtà si tratta di una riunione tra pochi capi di stato per un totale di 26 ore di conferenze. E anche se nei dintorni sono attesi oltre 7000 giornalisti da tutto il mondo, solo 200 avranno accesso alla convention, e arriveranno, blindatissimi, in elicottero. Un castello, questo significa Schloss, è per definizione il posto più sicuro per un summit; anzi, nel caso di Elmau, situato in una splendida valle circondata dalle Alpi, a un’ora da Monaco di Baviera, la scelta potrebbe essere anche d’ispirazione, visto che il summit si intitolerà “Think Ahead. Act Together”. Infatti il primo edificio fu costruito nel 1916 da Johannes Müller, nonno dell’attuale proprietario, filosofo molto seguito negli ambienti protestanti tedeschi e scandinavi, per ospitare e incontrare gli amici intellettuali e artisti e trascorrere con loro del buon tempo in mezzo alla natura, ascoltando musica classica. Perché era convinto che queste due cose, natura e musica, fossero la via alla disintossicazione e alla consapevolezza. Il castello era un luogo per coltivare le arti come massima espressione umana, il più possibile lontani dalle miserie terrene. Un sentimento particolarmente presente dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando la Germania soprattutto aveva bisogno di esorcizzare massicce dosi di nichilismo. Schloss Elamu doveva essere un posto idilliaco dove distrarsi e stare bene.

Poi nel 2005 un incendio ha distrutto tutto, e Dietmar Müller-Elmau, invece di perdersi d’animo, ha colto l’occasione per ricostruirlo e modernizzarlo: «Generalmente, architetti, designer, hotelier studiano come offrire i migliori servizi. Qui invece, ho cercato di realizzare l’albergo ideale per me, quello dal quale non vorrei mai fare check out». Dopo due anni di lavori, il castello ha riaperto, completamente nuovo, come Luxury Spa, Retreat & Cultural Hideaway affiliato a Leading Hotels of the World ed è subito entrato nelle più importanti classifiche dei “top resort” del mondo. Oggi è un resort per famiglie, con due alberghi di lusso (il secondo è stato inaugurato lo scorso 21 marzo), 123 camere e 47 suite, cinque aree termali (di cui una per le signore e una per le famiglie), due padiglioni per fare yoga e tai chi, due piscine di 25 metri, nove ristoranti (di cui uno stellato e due vegani), tre biblioteche e un auditorium da 250 posti. Alcuni capisaldi, tuttavia, non sono cambiati. Come all’inizio dell’impresa, Schloss Elmau resta l’unico edificio della valle, e resta ancora la programmazione culturale, con presentazioni di libri, proiezioni di film e circa 200 concerti all’anno, solo che ora, oltre alla stagione di musica classica, è stato aggiunto il jazz, che porta in quel castello contemporaneo i maggiori interpreti internazionali, «tutti nostri ospiti, in cambio delle loro preziose esibizioni», conclude orgoglioso il signor Dietmar, che dal nonno ha fruttuosamente ereditato l’attitudine al pensiero alto e il mecenatismo.

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