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A lume di led

Dal 21 aprile una nuova luce per i Fori imperiali: i led ERCO illuminano la storia dell’Impero Romano

Dal 21 aprile una nuova luce per i Fori imperiali: i led ERCO illuminano la storia dell’Impero Romano

editing a cura di Maria Tiziana Leotta

Cambia il volto notturno dei Fori Imperiali. Dal 21 aprile, data in cui si celebra il Natale di Roma, i led ERCO illuminano uno dei siti archeologici più importanti al mondo.  L’area compresa tra il Campidoglio, il Palatino e il Quirinale è protagonista di un grande intervento d’illuminazione e valorizzazione progettato dal maestro Vittorio Storaro, vincitore di tre premi Oscar per la fotografia con capolavori come “Apocalypse Now”, “Reds” e “L’ultimo Imperatore” e dall’architetto Francesca Storaro che ha realizzato anche il progetto illuminotecnico.

Per la realizzazione tecnica di un intervento così importante e ambizioso, il progettista ha scelto corpi illuminanti a Led che, grazie a sistemi ottici all’avanguardia, garantiscono elevate performance e un’altissima precisione. ERCO per questo progetto ha anche sviluppato apposite lenti speciali studiate specificatamente da Vittorio e Francesca Storaro, per adattare la distribuzione della luce alle complessità di un sito archeologico come i Fori Imperiali.

L’obiettivo è quello di creare un impianto d’illuminazione artistica permanente per raccontare, attraverso la luce, le gesta dei vari Imperatori e la storia dell’Impero Romano. In particolare l’intervento coinvolge il Foro di Augusto, il Foro di Nerva e il Foro di Traiano.

L’idea centrale d’illuminazione del Foro di Augusto porta in sé l’immagine di un’onda di luce che sale dalla Terra, inizia ad avvolgere il Tempio di Marte Ultore con una grande intensità luminosa e, mano a mano attenuandosi, sale dal basso verso l’alto per abbracciare tutto il perimetro della muraglia che circoscrive con le due Esedre il Foro di Augusto.
Augusto è anche portatore della Pax Romana, simboleggiata da una luce che invece scende dal cielo attraverso una morbidezza lunare. L’area del Foro circostante il Tempio è illuminata dall’alto, come fosse una protezione che delinea un’area privilegiata, con una luce dai toni neutrali, morbidi, uniformi che mostra il Foro come inscritto in un Palcoscenico nel quale si rappresenta un atto della storia di Roma.

Quanto la visualizzazione luministica del Foro di Augusto trova il suo equilibrio tra luce selettiva, monodirezionale, uniforme e soffusa, tanto l’illuminazione del Foro di Nerva, vede una serie di luci che, con un assetto unilaterale, producono un’illuminazione dal basso verso l’alto e che definisce uno specifico spazio di appartenenza, quello appunto dove sorgeva il tempio di Minerva. Al di sopra della linea muraria, una seconda serie di luci, caratterizzate dalla stessa unitarietà luministica, illuminano in maniera uniforme, morbida e neutrale tutto il suolo centrale del Foro stesso. Su tanta uniformità lunare emergono altri elementi architettonici che componevano il basamento del Tempio di Minerva: il Pronao, illuminato come a far risorgere lo splendore di un tempo, le cosiddette “Colonnacce” che si innalzano illuminate dal basso verso l’alto con una specifica assialità direzionale alle colonne stesse.

Il Foro di Traiano trova nella Colonna Traiana il suo punto focale centrifugo che sembra spingere fuori da un centro, come la forza di trascinamento esercitata da una persona che vuole creare intorno alla sua figura un’onda di luce che abbracci lo spazio circostante. Proprio per questo l’ideazione luministica parte dalla Colonna Traiana che sembra essa stessa emettere luce, in modo centralizzato, attraverso una serie di luci morbide che traccia il perimetro della sua base quadrata. La luce continua il suo percorso elevandosi sulla colonna circolare, grazie a due cerchi concentrici, alla colonna stessa di luci selettive che rilevano illuministicamente l’intero racconto delle gesta epiche dell’imperatore. Se le colonne parallele che determinano la Basilica Ulpia sono illuminate dal basso verso l’alto, il centro della basilica riceve la propria luce da una serie di proiettori che appaiono sorgere da terra e che, avanti a ogni colonna, estendono la loro luminosità sino a incontrare un’altra simile prodotta da un’altra serie di luci che, in un’attrazione centripeta, si uniscono alle prime, illuminando in modo uniforme tutto il pavimento della basilica stessa. Una luce inizialmente centripeta che diventa centrifuga in espansione nel mondo.

Nell’illuminazione dei Fori Imperiali sono stati utilizzati solo apparecchi con tecnologia LED e in particolare il progettista ha individuato nei corpi illuminanti ERCO gli strumenti idonei alla realizzazione dell’ideazione luministica.
I motivi di tale scelta sono da un lato le performance elevate pur con consumi energetici estremamente contenuti: l’impegno di potenza dell’impianto è di soli 28 KW per una superficie di oltre 20.000 mq. Dall’altro la flessibilità dei sistemi ottici intercambiabili (brevettati) grazie ai quali è possibile modificare il fascio di luce in base alle esigenze degli oggetti da illuminare, garantendo un’ altissima precisione progettuale.

I LED inoltre hanno una lunga durata nel tempo e sono ideali per rispondere alle esigenze di Acea Spa di minimizzare gli interventi di manutenzione in un sito archeologico così particolare e delicato.

Tutto l’impianto è collegato a un orologio astronomico che, al tramonto, attiva automaticamente la scenografia programmata per esaltare, con accenti e note luminose, le caratteristiche architetturali dei fori e soddisfare le richieste e le esigenze del lighting designer.