HOTEL, SPA & CO

Belle Epoque di domani

Dopo un lungo restauro, ha riaperto lo storico hotel milanese Excelsior Gallia. L’unica cosa rimasta come una volta? La facciata

Di Sara Magro

Dopo quattro anni di chiusura e lavori, l’Excelsior Hotel Gallia di fianco alla Stazione Ferroviaria di Milano ha finalmente riaperto al pubblico. Ed è ora un albergo completamente nuovo, irriconoscibile rispetto al passato, che della struttura storica conserva soltanto le facciate, quella monumentale in piazza Duca d’Aosta e quella in via Fabio Filzi, recuperate con un minuzioso lavoro artigianale e artistico. E se all’esterno è una vecchia conoscenza per i milanesi che, di sicuro, ci sono transitati spesso davanti, all’interno è proprio un altro albergo, moderno, dalle linee pulite, gli spazi ampi, i volumi ariosi. Si è salvato solo lo scalone d’onore che sale per i sette piani avvolgendosi attorno a una cascata di luci che occupa in altezza tutta la tromba.

Il maggiordomo in mantella e tuba accoglie gli ospiti e le auto in arrivo, giorno e notte, davanti al palazzo meravigliosamente illuminato a led. Mezzo giro di porta e ci si lascia alla spalle il traffico dell’hub urbano per catapultarsi in un luogo elegante, silenzioso, con spazi pubblici, come il bar, i salotti, il ristorante al piano terra e quello al settimo piano con terrazza. Marco Olivieri, direttore dell’albergo già prima della ristrutturazione, desidera che il Gallia sia un luogo accogliente non solo per gli ospiti che vi soggiornano, ma anche per i milanesi, che invita a superare inutili remore e a vivere questi ambienti, pubblici appunto, per una colazione di lavoro, per un pranzo, per ingannare l’attesa di un treno, come fosse una lounge di prima classe, con il wifi e le toilette pulite. «Perché non dimentichiamolo: un albergo è un posto pubblico, da sempre e in ogni posto. Si può entrare, andare al bar, sedersi nel salotto e leggere il giornale». Se poi si tratta di un albergo della Luxury Collection, il brand più alto di Starwood, riprogettato in ogni sua parte, compresa la nuova ala e gli oggetti d’arte, dal prestigioso studio di Marco Piva, vale proprio la pena superare il tabù e frequentarlo per un appuntamento di lavoro o per un drink di svago con vista sulla bella piazza Duca d’Aosta, la stazione, il grattacielo della Regione Lombardia.

L’architetto Marco Piva ha lavorato abilmente con i piani prospettici e le superfici ampie su cui i materiali, ricercati o appositamente realizzati, risaltano ottimamente: marmi italiani, legni, carte dorate, texture insolite, come il banco del bar all’ultimo piano in pietra grezza placcato in alluminio lucido. Il lavoro del team tecnico rappresenta anche un omaggio al design italiano, sia quello contemporaneo di B&B Italia, Cassina, Poltrona Frau, Flos e Luxury Living Group, sia quello storico con tavolini, poltrone, luci dei grandi architetti italiani, come Caccia Dominioni, Castiglioni, Magistretti ai quali sono tra l’altro dedicate alcune suite arredate con i loro pezzi iconici. Altre delle 235 camere – questo il totale a lavori conclusi – sono concepite come appartamenti, con pareti scorrevoli che permettono di isolare la zona letto, creando un elegante spazio per riunioni, incontri, cene. In ogni camera c’è il pannello con gli attacchi multipli per le prese (anche internazionali, anche USB), climatizzazione regolabile, mega schermo con canali satellitari e attacco per il computer, macchina per il caffè, frigo bar con porta trasparente per vedere cosa contiene senza aprirlo, e ad altezza busto. I prodotti di cortesia sono firmati Trussardi, e ancora una volta è un omaggio a Milano, di cui il Gallia vuole essere il primo biglietto da visita all’arrivo in città. Per questo, la galleria delle vetrine, nell’area nuova, parallela all’enorme sala congressi è un sunto di quello che si vedrà passeggiando su e giù per via Montenapoleone.

Ma non è tutto qui. Nei prossimi mesi sarà definito il concept del ristorante, di cui si intuisce la versatilità con le cucine a vista, gli spazi raccolti per le degustazioni, la cantina con 400 etichette. Mancano ancora la spa, la piscina sul tetto, la celeberrima sala della Cupola con maxi schermo, la Suite Katara, dedicata al gruppo proprietario dell’hotel, tra i più importanti al mondo nel settore dell’ospitalità (http://www.katarahospitality.com/). Quando sarà pronta, in primavera, la suite sarà una delle più grandi (1000 mq) e sontuose di Milano con quattro camere, una mini spa, 250 mq di terrazza; e anche una delle più costose a 20 mila euro a notte.

Excelsior Hotel Gallia
Piazza Duca d’Aosta
http://www.excelsiorhotelgallia.com/it