Italy

Pussy vs Putin

Dopo l’anteprima romana, Milano e Genova ospitano la proiezione del film Pussy vs Putin

di V.D.

Gentile Ministro Putin,

con la presente La informo che in questo post parlerò delle Sue acerrime nemiche. Ha capito a chi mi riferisco? Temo di si e già La immagino mentre alza gli occhi al cielo e chiede a uno dei suoi fedelissimi di misurarle la pressione. Ma stia tranquillo, non sbatta i pugni sul tavolo, tanto prima o poi troverà il modo per metterle a tacere definitivamente, mi sbaglio? O, magari -e so che è quello che pensa e spera- si stuferanno di queste performance estemporanee e la smetteranno di presentarsi in Chiesa e di sbeffeggiare le altre istituzioni politiche e religiose con quei buffi collant colorati e quei balaclava fluo che poco si addicono alle donne rispettabili. Cresceranno, matureranno, prima o poi verrà voglia anche a loro di stare a casa a cucinare e occuparsi dei propri affetti senza impicciarsi di politica e inneggiare ai valori della democrazia, questa sconosciuta e maledetta. Se ne fregheranno dei diritti delle minoranze. Non sapranno neanche più il significato di brogli elettorali e non useranno più Internet per diffondere le loro proteste, ma solo per comprare delle scarpe con le zeppe da indossare al matrimonio delle amiche. Perché è questo il destino delle femmine. Altro che attivismo, altro che manifestazioni, altro che tutela dei propri ideali e delle proprie libertà. Queste volgarità lasciamole all’Occidente, mi sembra di sentirLa pensare.

Urca, l’Occidente. Non volevo tirare in ballo un altro grattacapo, ma è necessario farlo. Bisogna affrontare i problemi, non schivarli caro Primo Ministro. Ho visto come l’hanno attaccata, ho sentito e letto sui media le critiche feroci che le hanno rivolto quegli intellettuali perbenisti solo perché ha spedito in un campo di lavoro siberiano Nadezhda Tolokonnikova, una delle Pussy Riot, che ha osato denunciare la violazione dei diritti umani nelle carceri russe. Ma dico, 17 ore di lavoro forzato al gelo, senza cibo, non hanno mai fatto male a nessuno. Anzi dovrebbe proporlo come allenamento coatto per  raddrizzare tutti i fannulloni che ci sono in giro. Siberia e manganelli mi sembrano proprio un’ottima idea per formare e fortificare le nuove generazioni. E tutti quelli con la lingua lunga. Che sarà mai se i politici di tutto il mondo hanno definito la sentenza sproporzionata e ingiusta? Che importa delle manifestazioni di solidarietà da parte di tutti i fricchettoni europei e americani che sostengono e supportano le attiviste? Mica lo sanno loro come si governa un paese. È giusto che Lei segua la sua strada, senza badare alle chiacchiere altrui. Quante polemiche per nulla, non è vero? Anche perché poi la DUMA ha presentato un provvedimento di Amnistia che coinvolgerebbe circa 25mila detenuti, tra cui le Innominabili e gli attivisti di Greenpeace, e che prevedrebbe uno sconto di pena per reati non violenti. Per cui cos’hanno da lamentarsi ancora? Come se, poi, denunciare i soprusi in prigione, definire la Russia una dittatura e interrompere una celebrazione religiosa non fossero reati di primo ordine, dico io.

Comunque, per capirci di più e vederci chiaro, andrò a vedere il film di Taisiya Krougovykh e Vasily Bogatov che racconta dall’interno il collettivo russo delle Pussy Riot e che ha vinto il primo premio all’IDFA – International Documentary Film Festival Amsterdam? Lei che è un esempio di virtù e di onestà intellettuale non si offenderà,vero? È diviso in episodi che scandiscono il percorso del gruppo, dalle origini all’arresto ed è il risultato del montaggio di tutto il materiale girato, nel tempo, da diversi componenti del gruppo. Non si tratta di un racconto moralistico, ma di una narrazione oggettiva che restituisce gli eventi così come sono successi, coinvolgendo senza enfatizzare. Perché sappiamo tutti quanto Lei tenga all’oggettività. Ho voluto avvertirLa per evitarLe uno shock e scatti d’ira. I giorni delle proiezioni-Milano (Cinema Beltrade, 31 gennaio) e Genova (Altrove – Teatro della Maddalena ,1 e 2 febbraio)- si faccia la Sua consueta battuta di caccia, beva due bicchieri del Fuoco di Russia, promulghi qualche legge contro i più deboli, si svaghi, insomma. E non vada su Internet che potrebbe accidentalmente imbattersi nel trailer del film. Spenga il modem e rifletta sulla sua brillantissima e meritata carriera politica.

Distinti saluti da una Sua grande estimatrice,

Valeria Delvecchio