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Sì, proprio Düsseldorf

Pochi lo immaginano, ma Düsseldorf è una città piena d’arte, cultura e lifestyle. E l’occasione migliore per andare è ora: Photo Weekend, 30 gennaio-1 febbraio

Pochi lo immaginano, ma Düsseldorf è una città piena d’arte, cultura e lifestyle. E l’occasione migliore per andare è ora: Photo Weekend, 30 gennaio-1 febbraio

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Testo di Sara Magro (per luxury24 de ilsole24ore.com), foto di Francesca Romano

😀 Smile! L’emoticon ammicca ovunque all’aeroporto di Düsseldorf (http://www.duesseldorf-tourismus.de/en/home/). In effetti – ci si accorge girando – di motivi per sorridere ce ne sono. Se anche non è famosa, è un bell’esempio di come si può vivere bene, oggi, in Europa: è una città piccola, dove tutto è raggiungibile a piedi (o comunque con un efficientissimo sistema di trasporto pubblico), con il Reno che le scorre in mezzo e la vita che scorre sul lungofiume, in roller, in skateboard, nei caffè e nelle birrerie sempre piene. Ha il giardino pubblico più antico della Germania, la più grande comunità giapponese d’Europa. Soprattutto Düsseldorf ama l’arte e la cultura, come provano 26 musei, più di 100 gallerie, e una Kunst Akademie (http://www.kunstakademie-duesseldorf.de/) con figure che hanno influenzato e tuttora influenzano l’arte contemporanea: da Joseph Beuys e Gerard Richter, prima studenti e poi professori, a Tony Cragg e Rita McBride, rispettivamente penultimo e attuale direttore dell’accademia, a Candida Hoefer e Andreas Gursky, due dei più importanti fotografi di oggi, entrambi diplomati a Düsseldorf. Ecco come organizzare una “48 ore” intensissima e proficua nel weekend dedicato alla fotografia.

Vernici e mostre

Il Photo Weekend dal 30 gennaio all’1 febbraio 2015 è uno dei momenti migliori dell’anno per programmare la visita della città. È vero, fa freddo, ma l’atmosfera è talmente vitale da riscaldare gli animi. Nei tre giorni di festival della fotografia ci sono vernici e incontri con i grandi maestri e nuovi talenti da conoscere e dj famosi alle console. L’edizione di quest’anno si inaugura il 29 gennaio sera al centro culturale NRW-Forum con “Human Nature”, mostra di lavori selezionati dalla Art Collection Deutsche Boerse. In un’altra ala dell’NWR c’è la mostra “NeoRealismo: The New Image in Italy 1932-1960”, curata da Enrica Viganò. Sono 40 le gallerie coinvolte nel Photo Weekend, spesso con mostre che si protraggono fino a marzo e aprile. (Programma: http://www.duesseldorfphotoweekend.de/?lg=en).

Dove dormire

L’Hyatt Regency (http://dusseldorf.regency.hyatt.com/en/hotel/home.html) è in un grattacielo affacciato sul Reno, nella zona di Media Hafen, il vecchio porto. Le suite migliori sono al 18° piano, con viste sul fiume e sulla città, e l’accesso al Regency Club per spuntini tutto il giorno, dal tè coi pasticcini (irresistibili) alle bollicine coi canapé. Il tetto è sfruttato per l’apicultura, come va molto di moda nel Nord Europa, e il miele bio prodotto viene servito nell’hotel. Altri due indirizzi per dormire in centro: Steigenberger Parkhotel (http://en.steigenberger.com/Duesseldorf/Steigenberger-Parkhotel), recentemente rinnovato, e Breidenbacher Hof (http://www.capellahotels.com/dusseldorf/), un cinque stelle classico, che, curiosamente, comprende una clinica di medicina preventiva ed estetica con alcuni dei più noti specialisti tedeschi.

Media Hafen è il quartiere del design, degli atelier indipendenti, degli studi dei giovani professionisti, che vi si sono trasferiti attratti da affitti e prezzi al metro quadrato più convenienti del centro. Così il vecchio porto è diventato centro creativo e alternativo. Sul lungofiume si affacciano l’edificio per uffici di David Chipperfield e le case danzanti Der Neue Zollhof, progettate nel 1999 da Frank Gehry. In una delle tre c’è il ristorante Gehry’s (http://gehrys.de/), intitolato all’architetto.

Birra d’obbligo

In una strada medievale del centro, Uerige (http://www.uerige.de/) è il più antico birrificio in città e ancora uno dei più frequentati: si beve al banco (in rame, stupendo!) nell’allegra confusione del dopo lavoro, oppure nelle salette più piccole e intime.

A cena sushi vero

Immermannstrasse e le strade intorno costituiscono l’area dove vive la più grande comunità giapponese d’Europa con un centro culturale (Eko-House), il tempio buddista (l’unico tempio giapponese in Europa), giardini zen, spazi per la cerimonia del tè e ristoranti dove fanno pellegrinaggio tutti gli abitanti di Düsseldorf: l’Okinii (http://www.okinii.de/standorte/dusseldorf/) per il sushi, il Nagaya (http://nagaya.de/index.php?id=10) per l’alta cucina (ha una stella Michelin) e Naniwa (http://www.naniwa.de/) per le celeberrime zuppe.

Le case dell’arte contemporanea

K20 e K21 (http://www.kunstsammlung.de/) sono due musei focalizzati sull’arte più recente, ovvero quella del XX secolo – la collezione comprende installazioni del concittadino Joseph Beuys e sculture di Tony Cragg, ex direttore dell’Accademia – e del XXI secolo. Di fronte al K20, c’è la Kunsthalle (http://www.xn--kunsthalle-dsseldorf-0ec.de/index.php?id=321), un severo parallelepipedo di cemento del 1967 che ospita mostre di artisti internazionali di oggi.

Rubens e la fotografia

Museum Kunstpalast (http://www.smkp.de/) Il complesso costruito per l’esposizione internazionale del viaggio e del benessere del 1926 è ora un museo con la più completa collezione di vetri d’Europa, la Hentrich Glass Collection. Oltre alla permanente, che tra l’altro annovera una galleria di splendidi Rubens, si visitano due temporanee per il Photo Weekend: i ritratti di Maren Heyne, fotografo che vive a Düsseldorf dal 1926, e i paesaggi in bianco e nero di Vera Lutter, che sviluppa tutto in camera oscura.

Arte Underground

Il rumore di sottofondo durante la visita al KIT-Kunst im Tunnel (http://www.kunst-im-tunnel.de/) non è musica contemporanea, ma il rombo dei motori di auto e camion. Difficile immaginare un’ambientazione più suggestiva per installazioni e opere del presente: un tunnel sotterraneo, tra i due tunnel carrozzabili che passano sotto il Reno.

Pranzo ed espresso

Cafè Bazzar (http://www.bazzar.de/caffe/bazzar-gastronomie) Ultimamente, un po’ ovunque nel mondo, è esplosa la passione per l’espresso all’italiana: dai beveroni super diluiti, molti sono passati alla tazzina concentrata. A Düsseldorf il primo a proporlo è diventato un indirizzo di tendenza, superfrequentato anche per pranzi veloci.

Le gallerie di Postrasse

Clara Maria Sels (http://www.galerie-claramariasels.de/) è una delle galleriste più attive nell’organizzazione del Photo Weekend. Il suo spazio, dedicato alla fotografia, è in Poststraße 3, un palazzo condiviso con altre gallerie d’arte, tra cui Rupert Pfab (http://www.galerie-pfab.com/en/home) e Sies+Hoeke (http://www.sieshoeke.com/)

Giardini storici e verticali

Creato nel Settecento, Hofgarten è stato il primo parco pubblico della Germania. Passeggiando tra piante secolari, su romantici vialetti che fiancheggiano il fiume Duessel, si arriva fino al Kö-Bogen, l’isolato progettato da Daniel Libeskind e terminato a ottobre 2013: è il simbolo del restyling del centro, con suoi giardini verticali, le pareti vetrate, un grande shopping centre e i ristoranti di moda.

Cena

Le vere scorpacciate a Düsseldorf si fanno d’arte, per il cibo la scelta è un po’ meno interessante. Ma, giustamente, non è solo per mangiar bene che si frequenta una città, e nemmeno un ristorante. Al Roberts Bistro (http://www.robertsbistro.de/), comunque, ci vanno tutti: quindi è il posto da prenotare, soprattutto per l’atmosfera e il parterre giovane-artistico.

Happy end a Flingern

Il quartiere della classe operaia ha cambiato aspetto: le vecchie fabbriche sono state rimodernate e trasformate in loft, locali e ristoranti. Come Dr. Thompson (http://www.drthompsons.info/) che in un ex saponificio ha allestito un locale dove si mangia e si prosegue la serata con musica live e dj.