Italy

Fuori pista in Valle Isarco

Fino al 25 gennaio camp da 160 €

Fino al 25 gennaio camp in alta quota all’alpe di Villandro, tra baite e sentieri lontani da impianti e mezzi motorizzati

di Maria Tiziana Leotta

Una nuova dimensione rispetto alla comune concezione della montagna invernale: ecco cosa offre l’alpe di Villandro, in Valle Isarco.

Da scoprire con gli sci di fondo o a piedi, lontano da impianti di risalita o mezzi motorizzati, attraverso 50 km di tracciati con le Dolomiti sullo sfondo a est. L’altopiano in altitudine più grande d’Europa dopo l’Alpe di Siusi, tra i 1.740 e i 2.509 metri, sopra la cittadina medievale di Chiusa, offre in questi primi giorni dell’anno un’esperienza a metà fra il romantico e l’avventuroso: fino al 25 gennaio 2015 si può infatti partecipare al Jack Wolfskin Biwak Camp.

Le guide alpine propongono un intenso programma di escursioni guidate con le racchette da neve, anche al tramonto. Dopo, si può pernottare in tenda in alta quota (o, per chi è meno avventuroso, nel rifugio Stöfflhütte, che funge anche da punto ristoro). Ai felici ‘sopravvissuti’ al camp, assistito 24 ore su 24, viene attribuito perfino un ‘diploma di pernottamento’ al Biwak Camp. L’indomani, di prima mattina partenza per un’altra ciaspolata sull’Alpe in totale solitudine; durante l’avventura, le guide tengono piccoli corsi speciali sulla sicurezza, sulla tecnica e permettono di testare materiali di ultimo modello.

Il prezzo a notte per persona con colazione, cena al rifugio Stöfflhütte e programma di escursioni guidate con le guide alpine è di 160 euro. Pacchetto soggiorno di 3 notti in una struttura di Chiusa e dintorni, compreso una notte al Biwak Camp, a partire da 400 euro. (Informazioni e prenotazioni: www.chiusa.info)

L’Alpe di Villandro offre diverse alternative allo sci per tutto l’inverno. Ci sono 50 km per lo sci di fondo con la possibilità di collegarsi al Renon tramite un impegnativo tracciato panoramico. Dagli anelli in quota si godono aerei panorami su tutte le Dolomiti, dallo Sciliar, di fronte al Catinaccio-Latemar, fino alla lontana Marmolada. Accanto alle piste da fondo, sull’altipiano ci sono anche percorsi attrezzati per camminate invernali. Quasi 100 baite e fienili, e alcuni rifugi aperti, sono sparsi sugli alpeggi innevati.

Base di partenza per l’Alpe è la baita Gasser Hütte (8 km da Villandro). Il rifugio (1744 m) è anche  punto di partenza per le escursioni di sci-alpinismo verso i Monti Sarentini. Qui arriva dalla sovrastante baita Mair in Plun anche una pista da slittino (aperta anche nelle notti di luna piena o con illuminazione artificiale).

Tra le passeggiate invernali più belle, anche se un pochino impegnativa, c’è l’escursione di circa 4 ore che dall’Alpe di Villandro arriva al Corno del Renon: 15 km e un dislivello di 520 m. L’itinerario dalla baita Gasser tocca la malga Mair in Plun, dove si può anche fare uno spuntino, e poi prosegue per il rifugio Sella dei Sentieri fino al Corno del Renon, dove per rifocillarsi c’è anche il rifugio Oberes Horn. Si ritorna, dopo aver toccato la quota massima di 2260 m, per la stessa via dell’andata.

www.valleisarco.com