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Natale in Sicilia Ovest

Un giro tra le province di Palermo e Trapani per vivere le grandi tradizioni: cibo, vino, paesaggio e l’opera dei pupi

di Harry di Prisco

La Cantata dei Pastori, scritta dal palermitano Andrea Perrucci, autore del trattato dell’arte rappresentativa del secolo barocco nel 1699, fu rappresentata per la prima volta a Napoli come azione sacra – pastorale in versi. Il dramma, che era consuetudine portare in scena nei teatri popolari napoletani durante le feste natalizie, narrava le peripezie capitate a San Giuseppe e alla Madonna durante il loro viaggio verso Betlemme, contrastato dalle potenze infernali per impedire la nascita di Gesù. E anche i pupari siciliani la sera del 24 dicembre interrompevano le puntate del ciclo, mettendo in scena il lavoro del Perrucci. La storia dei Borbone è strettamente collegata alla Sicilia e a Napoli. Fu durante una visita di re Ferdinando IV a Partinico che il re s’innamorò della tenuta del Marchese della Gran Montagna, che acquistò. Venne poi costruita da Ferdinando III, re di Sicilia, la Real Cantina Borbonica oggi restaurata e sede del Museo delle tradizioni storiche, culturali ed agricole. Ed è qui che troviamo i “Pupi di Partinico”, rappresentati dagli ultimi pupari: Nino Canino, che alla veneranda età di 86 anni ancora va in scena con la sua possente voce e che ha la sua bottega nel cortile della Real Cantina insieme a quella di Vincenzo Garifo che, formato alla scuola dei Canino e vissuto senza padre dall’età di due anni, con le lacrime agli occhi ci dice che «la sua famiglia sono i pupi» e intanto ci mostra la sua collezione da Beatrice a Orlando ad Angelica a Carlo Magno. Possiede oltre 100 pupi e continua a tenere spettacoli all’interno della struttura per le scolaresche e per i turisti, perché l’amore per le storie cavalleresche lo sente nel sangue.

Nino Canino nella sua attività è supportato egregiamente dalla figlia Laura, che ci spiega la storia della famiglia. Parte da Don Liberto, il cui figlio Gaspare vendette nel 1948 la collezione storica al Museo delle Marionette di Palermo, per arrivare a suo padre Nino che ancora si esibisce con i suoi pupi che cesellava personalmente fino a qualche anno fa così da imprimergli sempre di più la forma umana. E poi abbiamo avuto il piacere di assistere al Teatro dell’Opera dei Pupi che, nel 2001 è stato riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio immateriale dell’Umanità, a conferma di quanto la tradizione resta nel cuore della gente.

Grazie al finanziamento del GAL Golfo di Castellammare è stata realizzata da poco una pubblicazione, in italiano e in inglese, sugli itinerari tematici proposti dall’associazione culturale “Wine farm and Tourist” per scoprire: i bagli, tipiche costruzioni fortificate che venivano un tempo utilizzate come magazzini, ad esempio quello bellissimo della città di Scopello (famosa anche per i suoi faraglioni e la sua tonnara); le cantine; i musei e i maggiori vigneti tra le province di Trapani e Palermo. Tra i percorsi quello che combina natura, agricoltura e religione e quello che coniuga “Vino e architettura rurale” che, partendo dalle Dune di Calatubo sul versante tirrenico, permettono di vedere i ruderi del castello e la millenaria vicina fontana araba della “Cuba delle Rose”, recentemente restaurata dal GAL che ha finanziato anche: i “Mercati del contadino”; la riqualificazione dei “Bevai di monte e di valle”; il rifacimento dei muretti a secco dell’area esterna del Santuario della Madonna del Furi di Cinisi; la ricostruzione della chiesa di San Cataldo a cavallo tra i territori di Trappeto e Terrasini e i restauri dei “ponti federiciani” della Madonna del Ponte di Partinico. Voluti dall’Unione Europea questi enti hanno il compito di coinvolgere nello sviluppo del territorio tutti gli attori.